Dl sicurezza premio agli avvocati: meloni insiste e annuncia correzioni in decreto ad hoc

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Dl sicurezza premio agli avvocati: meloni insiste e annuncia correzioni in decreto ad hoc

Giorgia Meloni ribadisce l’orientamento del governo sul pasticcio legato al decreto Sicurezza, con l’obiettivo di far approdare la misura nonostante le criticità sollevate dal Quirinale. La premier difende l’articolo 30-bis, presentato al Senato in sede di conversione, che introduce un premio economico per gli avvocati nei casi di rimigrazione dei migranti assistiti. Allo stesso tempo conferma l’intenzione di intervenire rapidamente con un decreto correttivo per superare le resistenze attribuite a Sergio Mattarella.

articolo 30-bis e premio per gli avvocati: meloni conferma l’impostazione

Durante un confronto con i giornalisti al Salone del Mobile di Milano, Giorgia Meloni definisce la norma “di assoluto buonsenso” e afferma che il contenuto resterà. La premier sostiene che il governo sta raccogliendo rilievi tecnici provenienti dal Quirinale e dagli avvocati, con l’intenzione di trasformarli in un provvedimento ad hoc. Il passaggio chiave riguarda la necessità di agire con urgenza: la conversione del decreto in tempi utili ha limitato la possibilità di correggere la previsione nel perimetro del testo originario.

Meloni precisa che non c’erano margini di tempo sulla conversione per rivedere la norma, ma ribadisce l’intenzione di proseguire comunque. In tale cornice viene esclusa la strada di un emendamento correttivo, indicata in precedenza, per ragioni di tempo legate alla scadenza: il decreto deve essere convertito dalla Camera entro sabato, altrimenti si determina la decadenza degli effetti.

soluzione operativa: approvazione senza modifiche e decreto-legge correttivo

Per evitare la perdita degli effetti e rispondere alle obiezioni, viene impostata una procedura definita “inedita”. Il dl Sicurezza sarà approvato senza modifiche, mentre in contemporanea sarà approvato un nuovo decreto-legge pensato per aggiustare l’articolo 30-bis. Lo scopo dichiarato è renderlo accettabile per il Colle, superando l’opposizione attribuita a Sergio Mattarella, che avrebbe minacciato di non firmare il provvedimento se la previsione fosse rimasta invariata.

rimpatrio volontario assistito: la difesa di meloni sul “buonsenso” della norma

Nel merito, la premier sostiene che la ratio della misura poggia su una presunta disparità di trattamento tra avvocati. Meloni afferma che sarebbe poco chiaro il motivo per cui, pur riconoscendo il gratuito patrocinio all’avvocato che assiste un migrante che propone ricorso contro un decreto di espulsione, non si dovrebbe riconoscere il lavoro del professionista quando il migrante sceglie di essere rimpatriato volontariamente.

Viene richiamato un elemento di confronto: il gratuito patrocinio, secondo quanto viene argomentato, riguarda il pagamento delle spese legali da parte dello Stato per procedimenti giudiziari, mentre il rimpatrio volontario viene inquadrato come procedimento amministrativo. La stessa premier, nel corso della sua ricostruzione, valorizza proprio il rimpatrio volontario come strumento da intensificare: lo descrive come una scelta che l’Europa chiede di rafforzare e su cui il governo dichiara di stare lavorando.

Meloni afferma che, a suo avviso, almeno su quel punto esisteva un allineamento, ma dichiara di aver scoperto che il confronto non sarebbe più identico anche sul tema del rimpatrio volontario assistito. Nonostante la contestazione, la linea del governo viene presentata come in continuità: “andiamo comunque avanti”.

montecitorio e piantedosi: priorità politica e promessa di correzione

All’interno di Montecitorio continua la discussione in Aula, durante la quale interviene anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Secondo la ricostruzione, il governo attribuisce al provvedimento una chiara priorità politica e intende procedere “con convinzione”, sostenendo di essere sulla strada ritenuta giusta.

Piantedosi dichiara che il governo ha preso atto di alcune sensibilità espresse su un punto specifico e si predisporrebbe a una correzione. L’invito rivolto all’Aula è descritto come “chiaro e deciso” affinché il provvedimento venga convertito in legge.

piantedosi sul meccanismo dei rimpatri: rimpatri volontari e alternative ai forzosi

L’intervento del ministro è indicato come breve e non entra nelle modalità tecniche con cui il testo verrebbe corretto. Il capo del Viminale dedica il passaggio del suo intervento alla descrizione del meccanismo dei rimpatri volontari: risultano previsti nell’ordinamento da oltre dieci anni in attuazione di norme europee e nazionali. Viene richiamato anche il confronto con i rimpatri forzosi, che si effettuano dopo un previo trattenimento nei Cpr.

quadro politico-istituzionale: richiami al quirinale e scadenza della conversione

Il nodo centrale ruota attorno ai rilievi tecnici attribuiti al Quirinale e alla necessità di ricondurre l’articolo 30-bis entro un perimetro ritenuto compatibile con la firma del provvedimento. La strategia delineata risponde all’urgenza: la conversione del decreto in tempi rapidi, con scadenza per sabato, impone di evitare passaggi emendativi e di impostare una procedura parallela tramite un decreto-legge correttivo.

Dl Sicurezza, Meloni insiste sul “premio” per i rimpatri: “Resterà, è una norma di buonsenso. Correzioni in decreto ad hoc”
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