Diritto d’autore e IA: Kassovitz contro i puristi di Hollywood e la polemica sul furto di idee

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Diritto d’autore e IA: Kassovitz contro i puristi di Hollywood e la polemica sul furto di idee

Mathieu Kassovitz, regista pluripremiato noto per “L’Odio” (1995), ha scelto di spostare il dibattito sull’intelligenza artificiale dal terreno delle polemiche a quello delle scelte produttive. Nell’ambito del World AI Film Festival di Cannes, il cineasta francese ha ribadito una posizione netta e controversa: l’IA, a suo avviso, può diventare un “ultimo strumento artistico” e aprire una nuova fase della cinematografia.

intelligenza artificiale e cinema: kassovitz spinge l’acceleratore

Le dichiarazioni di Kassovitz arrivano in un contesto in cui cresce l’allarme sul possibile furto di proprietà intellettuale da parte dei software generativi. Il regista ha liquidato le preoccupazioni con una frase provocatoria, sostenendo che l’approccio basato su IA non debba essere bloccato dalle logiche tradizionali del diritto d’autore. L’idea centrale è che l’uso di dati e opere esistenti faccia parte di un processo culturale più ampio, legato alla costruzione di immagini, stile e linguaggio cinematografico.

diritto d’autore: “siamo tutti ladri” e le contraddizioni del regista

Nel ragionamento del regista, l’originalità assoluta nel cinema risulta difficilmente difendibile. Kassovitz ha sostenuto che “La Haine” sia nato anche attraverso riferimenti cinematografici esistenti, citando una catena di influenze: film che hanno a loro volta incorporato inquadrature di altri autori, fino a formare un continuum creativo. Da qui la provocazione: “A meno che non si crei qualcosa partendo assolutamente da zero, siamo tutti ladri”. Se l’IA ruba tutto, secondo la sua impostazione, in realtà non ruberebbe “qualcosa” che il cinema non faccia già da sempre.

Nel contempo, Kassovitz ha indicato un confine personale e legale legato al controllo delle proprie opere. Ha dichiarato che, qualora persone o soggetti si appropriassero di “La Haine” trasformandola in contenuti considerati inadeguati, sarebbe pronto ad avviare azioni legali. La sua posizione risulta quindi composta da una spinta ideologica contro l’idea di originalità intoccabile e, insieme, da un’attenzione ferma alla tutela quando l’uso diventa appropriazione percepita come dannosa.

cannes e bando dell’ia: iris knobloch e la replica di kassovitz

La questione assume un peso istituzionale dopo l’annuncio del bando dell’intelligenza artificiale dai film in concorso al Festival di Cannes. Iris Knobloch, presidente della kermesse, ha motivato la scelta affermando che l’IA imita molto bene, ma non provocherebbe emozioni profonde.

Kassovitz ha respinto la tesi. Ha raccontato di essersi recentemente stupito davanti a un personaggio creato sinteticamente, descrivendo un’emozione percepita come reale: un’emozione negli occhi che gli ha provocato brividi. Pur riconoscendo che, per quanto riguarda la recitazione vocale, il coinvolgimento umano rimane centrale nel doppiaggio, il regista prevede un rapido cambiamento di paradigma nel mercato e nel pubblico.

il cambio di paradigma: superstar dell’ia e coinvolgimento diretto

Secondo Kassovitz, tra breve il tema “attore umano o personaggio generato dall’IA” potrebbe perdere rilevanza per il pubblico. Il regista ha descritto un futuro in cui emergono “vere e proprie superstar dell’IA”, con figure virtuali capaci di ottenere milioni di follower e di interagire direttamente dal telefono quando occorre promuovere un film. In quest’ottica, il timore attuale sarebbe legato a una fase di transizione, destinata a ridursi con l’aumento della familiarità con le performance sintetiche.

studio basato sull’ia a parigi: modello lucas e produttività ridotta

Le posizioni di Kassovitz non restano confinate alle dichiarazioni. Il regista ha annunciato la fondazione di un nuovo studio cinematografico basato sull’IA a Parigi, accostando l’iniziativa a quella con cui George Lucas, nel 1975, fondò Industrial Light and Magic per gli effetti speciali di Star Wars.

progetto iniziale e riduzione dei costi

Il primo banco di prova sarà un lungometraggio quasi interamente realizzato con l’intelligenza artificiale, basato su “La bestia è morta” (The Beast is Dead), fumetto bellico degli anni ’40 firmato da Edmond-François Calvo.

Kassovitz ha collegato l’approccio IA a un calo economico significativo. Secondo quanto riportato, la lavorazione era stata temporaneamente messa in pausa perché i tradizionali studi di effetti visivi statunitensi ed europei avevano preventivato un costo di 50-60 milioni di dollari. Con l’uso dell’IA, il costo complessivo scenderebbe a 25 milioni di dollari.

hollywood e adozione dell’ia: david ellison e l’impatto sul business

L’idea di una produzione più sostenibile economicamente spinge anche Hollywood ad adottare l’intelligenza artificiale. La strategia coinvolge leader tecnologici chiamati a guidare nuovi dipartimenti all’interno degli studios.

paramount, warner e la trasformazione in tutti gli aspetti del settore

David Ellison, capo di Paramount (che ha acquisito la Warner Bros), ha confermato l’indirizzo: l’IA è qui e sarà trasformativa in tutti gli aspetti del business. Nel racconto dell’adozione, l’impatto non resta teorico: la trasformazione appare già sullo schermo.

val kilmer e una performance generata dall’ia

È stato diffuso il trailer di As Deep as the Grave, film in cui compare Val Kilmer, scomparso un anno fa. L’interpretazione attribuita al protagonista sarebbe stata interamente generata dall’intelligenza artificiale, previa autorizzazione dei gestori della sua eredità.

resistenza legale: tim kraft e le cause per il copyright

Accanto all’entusiasmo produttivo, cresce l’opposizione della forza lavoro creativa, preoccupata non solo per i posti di lavoro, ma anche per l’addestramento non consensuale dei modelli su opere protette. In occasione del festival dedicato all’IA a Cannes, Tim Kraft, avvocato tedesco specializzato in diritto d’autore, ha descritto la portata del contenzioso.

quasi 140 cause e richiesta di compensazione

Secondo Kraft, sarebbero quasi 140 i procedimenti in corso contro le aziende tecnologiche per questioni legate al copyright, con concentrazione soprattutto negli Stati Uniti e in Germania. L’avvocato ha sostenuto che sia “giusto ed equo” che le piattaforme paghino per l’utilizzo delle opere, in quanto ricavano profitti di grande entità dai processi basati sul materiale protetto.

La richiesta è di arrivare a una soluzione che imponga compensi a colossi come Google e OpenAI per lo sfruttamento delle conoscenze e delle opere tutelate dal diritto d’autore.

personalità e figure citate

Mathieu Kassovitz, regista; Iris Knobloch, presidente del Festival di Cannes; George Lucas; David Ellison; Larry Ellison; Val Kilmer; Tim Kraft; Edmond-François Calvo.

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