Dirigenti capelli bianchi al comando: perché il calcio italiano ricorda il titanic

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Dirigenti  capelli bianchi al comando: perché il calcio italiano ricorda il titanic

La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali, per la terza volta consecutiva, ha acceso l’attenzione anche fuori dai confini nazionali. Subito dopo la fase successiva a Bosnia, i media sportivi europei hanno dedicato spazio agli azzurri, con titoli e prime pagine concentrate sul momento difficile del calcio italiano. Col passare dei giorni, il livello di attenzione non si è esaurito: il New York Times ha avviato un’analisi complessiva, raccogliendo i principali elementi emersi nell’ultima settimana e valutando anche il sentiment maturato in Italia.

italia fuori dai mondiali: l’attenzione internazionale resta alta

Nel racconto offerto dal quotidiano statunitense, l’argomento non viene trattato come un singolo episodio, ma come un segnale dentro una dinamica più ampia. L’impatto mediatico viene descritto come continuo: nonostante il tempo trascorso, l’attenzione sul tema resta presente e alimenta discussioni che coinvolgono la struttura del calcio italiano nel suo complesso.

new york times e responsabilità: “disconnessione” e richieste interne

Il New York Times concentra l’indagine su aspetti strutturali, arrivando a contestare l’assetto attuale. Un passaggio centrale riguarda una “totale disconnessione tra loro tre e il mondo esterno”, riferimento alla richiesta avanzata da Gravina verso Gattuso e Buffon di rimanere anche dopo la mancata qualificazione.

Secondo l’impostazione del quotidiano americano, la percezione del presidente Figc non risulta positiva. Gravina viene descritto come un dirigente visto con sospetti per via di un precedente nel 2022: l’idea riportata è che allora non si sarebbe dimesso e, dopo Bosnia, avrebbe provato a evitare di ripetere la stessa situazione fino alla scelta considerata più logica, accompagnata da una certa riluttanza.

post gravina e guida federale: nomi e resistenze all’idea di cambio

Dopo il focus su Gravina, l’analisi si sposta sull’eventuale riorganizzazione ai vertici. Nel testo compaiono diversi nomi associati a un possibile cambiamento: viene citato Abete e viene indicato che, a detta del quotidiano, la prospettiva non comporterebbe effetti sostanziali; viene richiamato anche Malagò, oltre a Marani, fino all’ipotesi di Paolo Maldini alla guida della Figc.

Il nodo, nel ragionamento del New York Times, riguarda la ricezione pubblica di qualunque rimpasto. Il quotidiano scrive che lo stesso gruppo di dirigenti, descritto ai vertici della FIGC con tratti riconducibili a un’élite lontana dall’opinione comune, faticherebbe a incontrare consenso, perché il sistema attuale viene giudicato “irrimediabilmente compromesso”.

Per rafforzare il concetto, il testo propone un paragone: le manovre politiche per posizionare uno dei nomi citati in una leadership vengono paragonate a sommozzatori che riordinano sedie a sdraio su un Titanic affondato tre volte.

ipotesi pep guardiola: il costo rende la soluzione remota

Nel dibattito entra anche la possibilità che Pep Guardiola venga indicato come prossimo commissario tecnico dell’Italia. L’ipotesi viene però subito ridimensionata dal New York Times, che riporta una domanda ricorrente: se un allenatore italiano può guidare il Brasile, allora un tecnico catalano potrebbe allenare l’Italia. La risposta nel testo si basa su un vincolo economico: il costo sarebbe fuori portata e la FIGC non potrebbe permettersi una figura come Guardiola. Per questo motivo, la previsione viene definita remota e praticamente impossibile.

presidente figc come priorità: riforme oltre il ruolo dell’allenatore

Secondo l’impostazione del quotidiano, il commissario tecnico rappresenta l’ultima delle criticità. La priorità viene individuata in un presidente Figc capace di intervenire in modo decisivo, con l’obiettivo di riformare completamente un sistema considerato deteriorato.

Il testo chiarisce anche un limite: non sarebbe sufficiente un’unica persona, anche nel caso di un allenatore capace di segnare un’intera generazione, per cambiare da sola l’intero sistema. L’idea riportata richiama una concezione di cambiamento che, nel contesto indicato, tenderebbe a non alterare davvero gli equilibri: un paese in cui si apportano modifiche per far restare le cose uguali.

nomi citati nell’analisi

Le figure riportate nell’analisi includono:

  • Gabriele Gravina
  • Gennaro Gattuso
  • Gianluigi Buffon
  • Carlo Abete
  • Luca Malagò
  • Marco Marani
  • Paolo Maldini
  • Pep Guardiola
“Dirigenti dai capelli bianchi al comando”: per il “New York Times” il calcio italiano è “come il Titanic”

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