Dimore storiche a Roma a risorsa economica: assemblea Asdi

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Dimore storiche a Roma  a risorsa economica: assemblea Asdi

La 49esima Assemblea dell’Associazione Dimore Storiche Italiane (Adsi) ha messo al centro un punto chiave: il patrimonio culturale privato non rappresenta soltanto un valore identitario, ma può diventare un vero motore economico per il sistema Paese. L’incontro, dal titolo “Patrimonio privato, valore pubblico: il ruolo delle dimore storiche per il sistema Paese”, si è svolto presso il Teatro Argentina di Roma e ha evidenziato come la piena espressione di questo potenziale passi attraverso strumenti normativi efficaci e una collaborazione strutturata tra settore pubblico e realtà private.

Presiedendo i lavori, Maria Pace Odescalchi ha coordinato un confronto con esponenti istituzionali e operatori del settore, in cui sono stati richiamati dati e prospettive sul ruolo delle dimore storiche nella crescita, nella manutenzione e nella valorizzazione del territorio.

49esima assemblea adsi e patrimonio privato come volano per il sistema paese

Il messaggio emerso con maggiore chiarezza riguarda la capacità del patrimonio culturale italiano di incidere sul piano economico, purché la relazione tra pubblico e privato venga sostenuta da un quadro normativo adeguato e da strumenti in grado di garantire continuità agli investimenti.

Nel corso dell’assemblea è stata richiamata la funzione delle dimore storiche come presidi culturali e come realtà operative capaci di generare valore diretto attraverso attività legate a turismo, cultura e agricoltura. Il confronto ha inoltre posto l’accento sulla necessità di rafforzare la cooperazione istituzionale per valorizzare questo potenziale con interventi sostenuti nel tempo.

dati del vi rapporto osservatorio patrimonio culturale privato

Le indicazioni provenienti dal VI Rapporto dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato sono state utilizzate come base per delineare la dimensione economica e sociale delle dimore storiche. Tra i dati richiamati:

  • circa 46.000 beni culturali privati distribuiti su tutto il territorio nazionale;
  • quasi il 30% nei comuni con meno di 5.000 abitanti, dove svolgono un ruolo di presidio culturale e di identità territoriale;
  • il 60% dei beni genera valore diretto tramite attività nei settori turismo, cultura e agricoltura, con un contributo anche all’occupazione giovanile;
  • nel 2024 oltre 35 milioni di visitatori, grazie anche a più di 20.000 realtà che promuovono eventi e aperture al pubblico;
  • sul fronte della manutenzione, l’85% degli interventi risulta autofinanziato, con una spesa media superiore a 50.000 euro annui per bene;
  • gli investimenti in restauri hanno raggiunto 1,2 miliardi di euro per gli interventi straordinari nel 2024 e oltre 1,9 miliardi complessivi, pari a più del 10% della crescita del PIL registrata nel 2023;
  • oltre 10.000 dimore sono pronte ad ampliare le proprie attività in presenza di un contesto normativo più favorevole.

collaborazione pubblico privato e strumenti normativi per investimenti stabili

Nel dibattito è stato sottolineato che la tutela del patrimonio culturale italiano passa attraverso una collaborazione rafforzata tra istituzioni pubbliche e soggetti privati, orientati allo stesso obiettivo di salvaguardia. L’obiettivo indicato consiste nel rendere concreto il potenziale del patrimonio come volano economico grazie a investimenti supportati da strumenti stabili e continuativi.

Tra le misure richiamate, si è parlato dell’estensione dell’Art Bonus ai beni culturali privati, gestiti da fondazioni o da realtà del terzo settore. Secondo quanto discusso, un’estensione di questo tipo renderebbe più sostenibili gli investimenti destinati a manutenzione, restauro e valorizzazione, con ricadute positive sulle filiere collegate e sull’occupazione nei territori.

fiscalità per i restauri: proposta su iva e equità rispetto all’europa

Un ulteriore tema affrontato riguarda la proposta avanzata da Federculture di razionalizzare e armonizzare l’IVA per i restauri e per le attività nel settore culturale. L’indirizzo discusso punta a rendere l’imposizione più equa e favorevole rispetto a quanto avviene in altri Paesi europei.

Nel caso delle dimore storiche, la misura verrebbe presentata come un riconoscimento della funzione pubblica di beni custoditi da privati, descritti come parte attiva delle comunità locali. Questo si concretizza tramite aperture al pubblico, attività turistiche, eventi culturali e iniziative di interesse collettivo.

direttrici del dibattito e ruolo delle dimore storiche

Il confronto, moderato da Andrea Ducci, si è sviluppato lungo due direttrici principali. Da un lato sono stati discussi i modelli di gestione e sviluppo delle dimore storiche, sempre più al centro nel bilanciare tutela e valorizzazione. Dall’altro, l’attenzione si è concentrata su fiscalità e impatto economico, con il fine di individuare strumenti capaci di sostenere gli investimenti e aumentare il contributo del patrimonio culturale privato al sistema Paese.

dichiarazione di maria pace odescalchi e valore territoriale delle dimore storiche

Maria Pace Odescalchi, presidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, ha richiamato il ruolo delle dimore storiche come parte integrante del sistema Paese. La presidente ha evidenziato che, oltre al valore culturale, le dimore offrono un contributo concreto ai territori, creando occupazione e sostenendo filiere che includono restauro e manutenzione, oltre a agricoltura e enogastronomia di qualità. È stato inoltre sottolineato il rilievo del turismo responsabile orientato alla riscoperta delle aree interne e dei centri minori, indicati come custodi di identità e memoria.

premio tesi di laurea adsi e vincitori della vii edizione

L’evento ha incluso anche la proclamazione dei vincitori della VII edizione del Premio Tesi di Laurea Adsi, promosso per sostenere i giovani studiosi impegnati nello studio e nella valorizzazione dei beni culturali privati. Il primo premio è stato assegnato agli architetti Elena Rizzico e Alessandro Piacentini del Politecnico di Milano per la tesi “Palazzo Franco a Vicenza. Prospettive metodologiche per il recupero e la valorizzazione”.

Il secondo premio è stato attribuito all’architetto Nicola Gigli con la tesi “Architettura rurale dell'Appennino reggiano: identità, conoscenza, missione”. Il terzo premio è andato alla dottoressa Concetta Sidoti Abate dell’Università degli Studi di Palermo per la tesi “Case museo e genius loci, promozione e valorizzazione culturale di un territorio – un caso studio: Villa Piccolo di Calanovella a Capo d’Orlando”.

partecipanti istituzionali e figure coinvolte nella 49esima assemblea

All’incontro hanno preso parte, oltre alla presidente Maria Pace Odescalchi, diversi esponenti istituzionali e rappresentanti di enti e associazioni chiamati a confrontarsi sui temi della tutela, della valorizzazione e della sostenibilità degli investimenti legati al patrimonio culturale privato.

  • Maria Pace Odescalchi, presidente di ADSI
  • Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura
  • Carlo Nordio, Ministro della Giustizia
  • Maurizio Leo, Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze
  • Giorgio Mulè, Vice Presidente della Camera dei Deputati
  • Maurizio Lupi, membro della II Commissione Giustizia della Camera dei Deputati
  • Massimo Garavaglia, Presidente della VI Commissione Finanze del Senato
  • Irene Manzi, membro della VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati
  • Antonio Calabrò, Presidente Museimpresa
  • Don Alessio Geretti, già responsabile eventi d’arte Giubileo 2025 per la Santa Sede e curatore delle mostre di Illegio
  • Massimiliano Giansanti, Presidente Confagricoltura
  • Renata Cristina Mazzantini, Direttrice GNAMC Roma
  • Francesco Spano, Direttore Federculture
  • Giorgio Spaziani Testa, Presidente Confedilizia
  • Flavio Valeri, Vicepresidente Nazionale FAI
  • Andrea Ducci, moderatore del dibattito

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