Crisi energetica ritorno alla didattica a distanza: cosa ci insegna la storia

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Crisi energetica ritorno alla didattica a distanza: cosa ci insegna la storia

Una crisi energetica che avanza rapidamente può trasformarsi in un effetto domino su economia, servizi e scuola. La tensione cresce quando l’approvvigionamento di risorse chiave diventa incerto e, mentre si cercano interventi immediati, tornano a circolare parole d’ordine pensate per gestire l’emergenza. Nel frattempo, aumentano le preoccupazioni legate al rischio di nuovi sacrifici a carico delle giovani generazioni e al peso crescente del digitale nelle scelte di sistema.

crisi energetica e conseguenze sulla scuola: tensioni e timori

La crisi energetica viene descritta come legata all’aggressione illegittima di Usa e Israele all’Iran. In questo scenario, il clima di allarme deriva dalla difficoltà dei governi a trovare una risposta efficace, con riferimento a scelte politiche considerate troppo allineate a dinamiche d’oltreoceano.

All’interno del quadro europeo, viene evocata la mancanza di una politica ritenuta sufficiente a gestire le tensioni tra Russia, Nato e Ucraina. In conseguenza di tali dinamiche, viene indicata l’assenza del gas russo e la preparazione dei paesi europei a una recessione giudicata pericolosa, con un impatto che colpirebbe in particolare ceti medi, fasce popolari e lavoratori.

austerity, lockdown e didattica a distanza: le misure evocative

Davanti all’urgenza di affrontare problemi di approvvigionamento, viene segnalato il ritorno di termini ormai entrati nel lessico comune, come austerity, lockdown e didattica a distanza.

La didattica a distanza viene collegata a un’allerta proveniente dal settore scolastico: un sindacato degli insegnanti e formatori, Anief, paventa la possibilità di tenere a casa bambini e ragazzi a partire dal mese di maggio. Secondo la ricostruzione riportata, questa eventualità sarebbe un rischio “consequenziale all’entrata in vigore di misure” volte a risparmiare risorse energetiche, includendo razionalizzazione di luce, gas e petrolio e anche lo smart working per tutti i dipendenti pubblici.

emergenza e controllo: il timore verso sacrifici sui giovani

Il contesto descritto associa la gestione dell’emergenza a una catena di scelte che, secondo la ricostruzione, non avrebbe portato a risultati efficaci. Viene sottolineato il fatto che, nelle fasi di crisi, i ragazzi emergano come i primi sacrificabili. In questa lettura, la società fatica a cambiare rotta quando emergono criticità legate all’evoluzione del modello economico-tecnologico, e tende a richiedere ai cittadini rinunce a diritti e a spazi vitali.

Lo “spirito emergenziale” viene indicato come un elemento capace di rompere gli argini. In parallelo, viene evidenziato come una parte degli agenti educativi potrebbe aver interiorizzato in modo passivo la logica delle restrizioni e del controllo diffuso sperimentata a partire dal 2020.

investimenti sul digitale e rischio di “guerra per l’attenzione”

L’allarme descritto non avrebbe ancora trovato riscontri immediati, ma viene rilevato che gli investimenti, sia nella scuola sia in ambito sanitario, sarebbero orientati soprattutto al digitale. Nel quadro della riduzione della spesa sul personale, viene riportato il timore che la nuova generazione venga riportata in casa davanti a schermi.

La centralità delle piattaforme viene collegata a una dinamica di attenzione contesa: viene richiamata la “guerra per l’attenzione” attribuita a Big Tech e ai padroni delle piattaforme, con una citazione che fa riferimento a un libro pubblicato da edizioni Malamente.

sanità e intelligenza artificiale: automazione ospedaliera in programma

Nel testo compare anche un riferimento al tema dell’intelligenza artificiale applicata alla sanità. Viene indicato che si stia progettando l’arrivo di algoritmi e robot, tanto da prefigurare ospedali gestiti dall’intelligenza artificiale. Tale prospettiva viene presentata attraverso un racconto collegato a una trasmissione televisiva.

La riflessione riportata afferma che queste proposte potrebbero essere accettate senza grandi obiezioni perché l’AI viene percepita come comoda, capace di risolvere in modo efficiente e senza generare apparenti problemi. In contrasto, viene rimarcata la differenza con le relazioni in presenza, ritenute più complesse perché implicano discussioni, conflitti e un coinvolgimento emotivo considerato faticoso.

La parte conclusiva mette in evidenza il rischio principale: rinunciare alla ricchezza dell’umanità verrebbe descritto come l’elemento più pericoloso in un percorso che aumenta distanza e automazione.

nomi e soggetti citati nel quadro descritto

  • Usa
  • Israele
  • Iran
  • Russia
  • Nato
  • Anief
  • Big Tech
  • edizioni Malamente
  • Pres a Diretta
Crisi energetica, si è parlato di rischio di ritorno alla didattica a distanza: sembra che la storia non insegni nulla

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