Commissione ue contro meta divieto social sotto i 13 anni e e rischi per i minori

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Commissione ue contro meta divieto social sotto i 13 anni  e  e rischi per i minori

La tutela dei minori sui social sta diventando un terreno sempre più rischioso sul piano legale e regolatorio. La Commissione europea, attraverso conclusioni preliminari dell’indagine, indica che Meta avrebbe valutato in modo inadeguato i rischi per i bambini su Facebook e Instagram, arrivando a stimare una possibile sanzione fino a 12 miliardi di euro, pari al 6% del fatturato annuo globale del gruppo. Secondo l’Unione europea, la piattaforma non avrebbe rispettato i requisiti previsti dal Digital service act, con ricadute dirette sulla sicurezza online dei più giovani.

valutazione dei rischi minori su facebook e instagram e possibile impatto economico

Secondo quanto comunicato dalla Commissione europea, una gestione non adeguata dei rischi relativi ai minori su Facebook e Instagram potrebbe costare a Meta fino a 12 miliardi di euro, corrispondenti al 6% del fatturato annuo globale del colosso californiano fondato da Mark Zuckerberg. L’attenzione dell’indagine riguarda la capacità del servizio di prevenire l’accesso di utenti in età inferiore a 13 anni e di ridurre l’esposizione a contenuti o esperienze inappropriate per la fascia d’età interessata.

commissione europea: violazione del digital service act e obblighi concreti

La Commissione europea afferma che Meta avrebbe violato il Digital service act. Il punto centrale riguarda l’adempimento di obblighi che non dovrebbero limitarsi a dichiarazioni formali, ma tradursi in misure effettive per proteggere gli utenti, includendo i minori. Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la Sovranità tecnologica, sottolinea che il Dsa impone alle piattaforme di far valere le proprie regole, rendendo i termini e le condizioni la base per azioni concrete orientate alla sicurezza.

accuse verso meta: accesso sotto i 13 anni e controlli ritenuti non efficaci

Le contestazioni dell’Europa si concentrano sull’incapacità di Meta di applicare le proprie regole interne. Il gruppo, secondo le prime indicazioni raccolte dalla Commissione, non riuscirebbe a impedire in modo sufficiente l’accesso ai servizi da parte dei bambini sotto i 13 anni.

La Commissione europea rileva che una quota significativa di minori riesce comunque a utilizzare Facebook e/o Instagram: si parla di circa 10-12% dei bambini sotto i 13 anni. Per questo motivo, la valutazione dei rischi da parte di Meta sarebbe considerata dalla Commissione incompleta e arbitraria, oltre che non coerente con prove disponibili a livello europeo.

meta avrebbe sottovalutato l’elusione del requisito dei 13 anni

Secondo l’analisi preliminare dell’Unione europea, Meta avrebbe trascurato la probabilità che l’ostacolo dei 13 anni venga superato tramite autodichiarazione al momento dell’iscrizione. La Commissione sostiene inoltre che vi sia un’ampia disponibilità di prove provenienti da diversi Paesi dell’Unione europea.

Viene contestata anche la valutazione del rischio legato all’esposizione a esperienze inappropriate per l’età. L’Unione europea evidenzia infatti che i minori di 13 anni possono inserire una data di nascita falsa durante la registrazione.

segnalazioni e seguito: indicazioni di inefficacia nelle procedure

Bruxelles osserva che l’individuazione degli account sotto l’asticella dei 13 anni non sarebbe semplice, e che l’utente dovrebbe compiere fino a sette clic per accedere al modulo di segnalazione, che non sarebbe precompilato automaticamente con le informazioni dell’utente. La Commissione definisce lo strumento difficile da usare ed inefficace.

Per quanto riguarda le conseguenze della segnalazione, viene indicato che spesso non sarebbe presente un adeguato seguito. In tali casi, il minore segnalato potrebbe continuare a utilizzare il servizio senza controlli sufficienti.

richiesta di modifica: metodologia di valutazione rischio e misure per impedire l’accesso

Le conclusioni preliminari dell’esecutivo europeo chiedono a Meta di intervenire sulla metodologia di valutazione del rischio, con l’obiettivo di rendere le misure più aderenti alle evidenze scientifiche disponibili. Secondo la Commissione, i bambini più piccoli sarebbero più vulnerabili ai potenziali danni associati a servizi come Facebook e Instagram.

La Commissione sollecita anche il rafforzamento delle misure operative per:

  • impedire l’accesso ai più giovani;
  • individuare ed eliminare i profili di minori di 13 anni.

risposta di meta e sviluppi procedurali dell’indagine europea

Meta replica ribadendo la chiarezza del divieto per i tredicenni al momento dell’iscrizione ai servizi social. Il gruppo sostiene di avere strumenti in grado di rilevare e rimuovere gli account degli utenti sotto i 13 anni e dichiara di continuare a investire in tecnologie per l’individuazione e la rimozione di quei profili.

La Commissione europea comunica che ora Meta potrà esaminare i documenti nel fascicolo d’indagine e rispondere per iscritto. Il procedimento era stato avviato il 16 maggio 2024.

pressione europea sui social e scenario di rischi legali più ampio

Nel quadro europeo, la Commissione indica che la direzione è diventata più stringente per le piattaforme. Cresce l’elenco delle discussioni e delle misure nei vari Paesi: tra i contesti citati figurano Francia, Spagna, Grecia, Austria, Danimarca, Portogallo e Norvegia, con un dibattito centrato sul divieto di accesso ai social per i più giovani. Anche l’Italia viene menzionata nel contesto del confronto politico, con il governo Meloni orientato a prevedere multe ai genitori in caso di mancata vigilanza tramite strumenti di parental control.

La Commissione ricorda inoltre che l’indirizzo di Bruxelles non riguarderebbe soltanto Meta: anche TikTok sarebbe già stato oggetto di una ramanzina europea, con conclusioni preliminari annunciate il 6 febbraio e legate alla tutela dei minori.

app europea verifica dell’età: equilibrio tra tutela e privacy

Nel quadro delle iniziative europee viene citata l’adozione di un’app per la verifica dell’età annunciata da Ursula von der Leyen, tema descritto come delicato per l’equilibrio tra difesa dei minori e diritto alla privacy. Anche valutazioni critiche da parte di esperti cyber vengono richiamate, pur lasciando spazio a correzioni tecniche.

Meta, secondo quanto riportato, si dice pronta a collaborare in modo costruttivo con la Commissione europea sul tema.

class action europea, contenziosi e condanne negli Stati Uniti

Oltre alle procedure in Europa, il testo evidenzia un rischio più ampio, con possibili conseguenze anche sul piano giudiziario. È indicata per il 14 maggio a Milano l’udienza della prima class action europea finalizzata a impedire l’accesso ai minori di 16 anni e a ottenere anche correzioni all’algoritmo per scongiurare la minaccia della dipendenza.

Viene poi citato un possibile effetto domino: il ricorso italiano potrebbe spingere associazioni dei genitori in tutta Europa a valutare iniziative analoghe.

Negli Stati Uniti viene richiamata una doppia condanna al risarcimento per Meta e Google. La sentenza viene collocata il 24 marzo a Los Angeles e nel New Mexico, con motivazioni collegate alla mancata protezione sufficiente dei minori.

figure citate nel contesto: henna virkkunen, ursula von der leyen e mark zuckerberg

All’interno delle indicazioni riportate emergono alcune personalità rilevanti per le dichiarazioni e i riferimenti istituzionali:

  • Henna Virkkunen
  • Ursula von der Leyen
  • Mark Zuckerberg
La Commissione Ue contro Meta: “Divieto social sotto i 13 anni? Facebook e Instagram fanno ben poco. Inadeguata la valutazione dei rischi per i minori”

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