Cicala a taormina pignorato per 300mila euro ma de luca gli affida la riscossione tributi opposizioni insorgono
Rigore nella riscossione dei tributi, ma al tempo stesso un pignoramento da 300 mila euro che pesa sul profilo di chi è stato chiamato a guidare la nuova partecipata comunale. A Taormina la nomina di Roberto Cicala alla guida di Equità urbana alimenta uno scontro politico acceso con le opposizioni, concentrato su coerenza, credibilità istituzionale e regolarità tributaria.
equità urbana e la nomina di roberto cicala a taormina
Roberto Cicala è stato nominato dal sindaco di Taormina Cateno De Luca per guidare Equità urbana, società partecipata appena costituita dal Comune con il compito di occuparsi della riscuotere delle tasse dei taorminesi. La scelta ha subito provocato reazioni durissime in consiglio comunale, con un confronto che non si è limitato al piano formale della governance ma ha travolto la discussione pubblica.
pignoramento da 300 mila euro e interrogazione dell’opposizione
Il punto centrale della polemica riguarda un pignoramento che grava su Cicala e che, secondo quanto riportato, raggiunge 300 mila euro. La vicenda ha generato scompiglio e l’opposizione ha presentato un’interrogazione chiedendo le dimissioni del presidente della partecipata.
critiche a coerenza e credibilità nella gestione tributaria
L’attacco si sviluppa lungo una linea netta: chi deve garantire rigore non può sottrarsi alla valutazione sulla propria posizione personale. Luca Manuli, consigliere comunale di opposizione, contesta la costruzione di una narrazione punitiva verso i cittadini e collega la questione della nomina a un problema di credibilità e coerenza.
Manuli afferma che il tema della regolarità tributaria, presentato come bandiera, deve valere in modo prioritario anche per le nomine apicali della società incaricata della riscossione, ribadendo che si tratta di una questione politica e istituzionale.
messina e scenario elettorale: il legame con le amministrative
La vicenda si inserisce in un momento elettorale particolarmente intenso. A Messina, città vicina, sono previste le amministrative il 24 e 25 maggio. Per la corsa politica, è indicato come favorito – fino a essere dato per vincente al primo turno – Federico Basile, candidato collegato a De Luca.
All’interno della ricostruzione della polemica, viene anche ricordato che Cicala è stato assessore a Messina e che proprio da lì arriva la notizia relativa al pignoramento.
risposta di cateno de luca e contestazioni sul timing della vicenda
Secondo Cateno De Luca, chiamato spesso “Scateno”, la questione sarebbe stata politicizzata in modo funzionale al contesto elettorale. Viene sottolineato che il pignoramento sarebbe stato notificato un anno fa e la contestazione si concentra sul motivo per cui la notizia sarebbe stata ripresa solo ora.
Il sindaco lega la discussione a dinamiche interne e a presunti segnali riconducibili a uffici e a tensioni sul territorio, mentre l’orizzonte politico indicato coinvolge l’attività di De Luca per la rielezione del suo candidato a Messina e la ricerca di uno schieramento per un’eventuale candidatura alla presidenza della Regione.
debiti con il fisco e motivazioni su difficoltà di incasso
La parte più dettagliata della ricostruzione riguarda la situazione finanziaria di Cicala rispetto al fisco. Viene indicato che la posizione debitoria ammonta a 130 mila euro, con un valore che supererebbe il doppio includendo interessi. Tra gli elementi richiamati compaiono cartelle iscritte al ruolo collegate a debiti da partita Iva originati nel 2010.
spiegazioni di roberto cicala nella diretta facebook
In una diretta Facebook attribuita a De Luca, Cicala avrebbe spiegato le ragioni delle difficoltà: problemi a incassare crediti, con il richiamo alla dimensione delle attività in piccoli comuni e alla non piena floridezza del mercato. La spiegazione collega la difficoltà di incasso alla situazione economica del contesto in cui operava.
De Luca risponde precisando: non si tratterebbe di tributi comunali non pagati e non emergerebbe alcun profilo di inconferibilità dell’incarico.
opposizione su partecipate: modello contestato e rischio di “centri di costo”
Le contestazioni non riguardano soltanto la persona indicata alla guida, ma si estendono alla stessa struttura di Equità urbana e, più in generale, al modello di partecipate costruito dall’amministrazione De Luca. Manuli ricorda che l’opposizione ha votato contro la costituzione della società e contesta l’impostazione secondo cui le partecipate non servirebbero la città, ma rischierebbero di trasformarsi in centri di costo e in strumenti di leva politica attraverso nomine e governance capaci di indebolire fiducia e credibilità.
critiche anche per marco rao e prt
La linea dell’opposizione viene ripresa anche da Marco Rao, segretario di Prt (Progetto ricostruzione Taormina). L’impostazione descrive il confronto come questione politica e istituzionale: da un lato ai cittadini viene chiesto rigore e regolarità, dall’altro viene contestato un sistema di partecipate che, secondo l’opposizione, potrebbe diventare un costo per Taormina e un terreno di nomine.
de luca respinge le dimissioni e l’appello dell’opposizione resta fermo
Nonostante le contestazioni, De Luca non arretra. Durante una diretta, viene riportato che il sindaco avrebbe annunciato di avere rifiutato le dimissioni di Cicala. Nel contempo, De Luca collega la discussione alla possibilità, in campagna elettorale, di presentare garanzie personali sulla regolarità tributaria presso il comune di Messina.
Allo stesso tempo, dalla parte delle opposizioni l’appello rimane invariato e si traduce nella richiesta che Cicala si dimetta, mantenendo acceso lo scontro tra la guida della riscossione e il tema della coerenza istituzionale.
persone coinvolte nella vicenda
- Roberto Cicala, nominato alla guida di Equità urbana
- Cateno De Luca, sindaco di Taormina
- Luca Manuli, consigliere comunale di opposizione
- Federico Basile, candidato alle amministrative di Messina
- Marco Rao, segretario di Prt (Progetto ricostruzione Taormina)
