Caso schwazer sandro donati una cosa ignobile e una vigliaccata gli hanno tolto tutto
La lotta al doping nello sport torna al centro del dibattito attraverso le parole di Alessandro Donati, allenatore storico di Alex Schwazer, in occasione della presentazione del libro “Allenare diversamente”, scritto insieme a Francesco Marcello. Il racconto mette in evidenza il punto di vista di chi conosce da vicino la lotta al doping e il funzionamento del sistema antidoping, citando una serie di passaggi che hanno segnato la vicenda di Schwazer e sollecitando riflessioni sul modo in cui l’antidoping opera.
alessandro donati e la vicenda schwaer: “cosa ignobile” e “vigliaccata”
Nel corso dell’evento, Donati ha definito la gestione della situazione come una cosa ignobile e una vigliaccata, parole che qualificano l’intensità del suo giudizio. Donati ha spiegato di aver sempre cercato di sostenere Schwazer e di aver puntato sulla resistenza, ricordando anche che l’atleta ha continuato a mantenere un atteggiamento operativo, tornato a marciare anche a 42 anni. Il racconto evidenzia un sentimento di rottura legato a quanto accaduto successivamente, sottolineando che “gli è stato tolto tutto” e che si sarebbe cercato di dividerci.
condanna antidoping e squalifica: schwazer positivo nel 2016
Donati è stato allenatore del marciatore altoatesino, condannato da Wada e World Athletics a 8 anni di squalifica. Il motivo indicato è il risultato positivo a un controllo a sorpresa avvenuto il primo gennaio 2016. La vicenda viene descritta come ricca di anomalie e incoerenze, a testimonianza di un percorso che, secondo la narrazione proposta, non avrebbe trovato una ricomposizione lineare.
procedimento alla cedu: ricorso contro il governo svizzero
La ricostruzione include un passaggio istituzionale decisivo: a settembre 2025 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha aperto un procedimento contro il Governo svizzero. Come riferimento del contesto legale viene indicata la sede del Tas di Losanna. L’iniziativa viene collegata al ricorso presentato nel 2022 da Alex Schwazer, elemento che conferma l’esistenza di una prosecuzione della controversia sul piano giuridico europeo.
sistema antidoping e limiti organizzativi secondo donati
Donati collega la dimensione sportiva alla dimensione delle sostanze, sostenendo che in alcuni sport dove la forza è predominante farmaco e doping entrano nel quadro in modo determinante. In tali contesti, secondo il suo ragionamento, risultare vincenti senza uso di certe sostanze richiederebbe un grande talento. La prospettiva diventa più complessa se il talento non è considerato “spiccato”, rendendo più dura la possibilità di competere.
impatto del caso balco sul sistema
Nel suo intervento, Donati afferma che il sistema antidoping non sarebbe “rose e fiori” e dichiara di aver ricevuto un colpo tremendo quando è esploso il caso Balco. In base alla sua descrizione, il sistema dovrebbe essere impostato con un altro tipo di organizzazione, con l’obiettivo di migliorare l’efficacia e la tenuta complessiva dell’impianto antidoping.
allenamento e collaborazione con la giustizia: decisione nel 2008
La narrazione ripercorre anche il momento in cui Schwazer scelse la collaborazione. Donati ricorda che nel 2008, dopo la prima positività, l’atleta affidò la preparazione per il ritorno alle gare in vista dei Giochi di Rio 2016, scegliendo di patteggiare la pena e collaborare con la giustizia. In questo passaggio viene richiamata la scelta di puntare sull’allenatore considerato un riferimento nella lotta al doping.
obiettivo futuro: tornare a fare l’allenatore
Donati conclude riportando il desiderio di Schwazer per il futuro: “oggi vorrei che prevalessero le proposte”, con l’idea che il tempo trascorso nella vicenda abbia portato a un punto di arrivo. La volontà espressa è quella di fare l’allenatore e di non proseguire oltre un percorso che richiede un investimento totale. Sul tema, il riferimento finale attribuito a Donati chiude il quadro con l’intenzione di cambiare ruolo e focus.
presenze alla presentazione del libro “allenare diversamente”
Durante l’evento di presentazione risultavano presenti diverse figure istituzionali e sportive, indicate nel contesto della conferenza:
- Luciano Buonfiglio
- Giovanni Malagò
- Stefano Mei
- Julio Velasco
