Capo del mossad ricorda agente morto nel lago maggiore: lavorò contro liran e cadde durante la missione

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Capo del mossad ricorda agente morto nel lago maggiore: lavorò contro liran e cadde durante la missione

Una vicenda nata come incidente e ricostruita come tragedia operativa torna al centro dell’attenzione, con nuovi elementi che ridefiniscono la cornice dell’episodio del 28 maggio 2023 sul lago Maggiore. A distanza di tre anni, le parole del capo del Mossad, David Barnea, aggiungono un tassello decisivo: l’affondamento del battello Gooduria viene inquadrato come parte di una spy story, collegata a un’azione di contrasto all’Iran.

mossad e contrasto a teheran: l’incidente del gooduria riletto da barnea

La rivelazione di Barnea, insieme alla successiva ricostruzione riportata da media israeliani, concentra l’attenzione su dettagli finora non pienamente esplicitati. Il giorno del naufragio, infatti, persero la vita quattro persone: tre appartenevano agli apparati di sicurezza italiani e israeliani. L’evento viene descritto come un’azione in cui agenti dei servizi segreti operavano congiuntamente, con l’obiettivo di incidere su una specifica esigenza strategica legata a Teheran.

Secondo quanto riportato, l’inquadramento attuale della vicenda emerge anche nel modo in cui viene ricordata l’operatività dell’agente morto: durante la cerimonia nel Giorno del ricordo dei caduti, Barnea ha collegato l’attività di un agente identificato solo come M. a operazioni svolte all’estero, indicate come decisive nel successo della campagna contro l’Iran. Le attività attribuite a M. vengono descritte con creatività, astuzia e tecnologia, elementi presentati come determinanti nel risultato complessivo.

operazione “ruggito del leone”: il ruolo dell’agente M. e le finalità

Nel racconto di Barnea, i pensieri e il cuore si sarebbero riempiti di orgoglio per il carattere e le azioni dell’agente M., caduto fuori Israele mentre svolgeva una missione legata a Teheran. Il riferimento viene esplicitato attraverso la citazione dell’Operazione “Ruggito del Leone”, associata alle attività condotte dall’agente.

Barnea non aggiunge particolari su ogni singolo aspetto dell’episodio, ma la sostanza del messaggio porta a un punto: l’imbarcazione coinvolta nel naufragio non era impiegata in un contesto ordinario, bensì in un contesto operativo che mirava a impedire all’Iran di ottenere armi avanzate.

chi era a bordo del battello: 23 persone e 21 spie

Il racconto operativo trova riscontro anche nei numeri: sul battello erano presenti 23 persone, tra cui ventuno spie. Il gruppo includeva 8 italiani dell’Aise, il servizio informazioni per l’estero, e 13 israeliani del Mossad.

La componente di gestione e supporto dell’imbarcazione comprendeva la coppia composta dallo skipper Claudio Carminati, descritto come persona di fiducia dei Servizi, e la compagna russa Anya Bozhkova. Secondo la ricostruzione, l’uscita in acqua non avrebbe avuto la natura di una gita: sarebbe stata un’operazione dei servizi segreti italiani in collaborazione con quelli israeliani.

morte dell’agente e identificazione: Erez Shimoni come nome di copertura

Nella rievocazione, Barnea indica l’agente M. come deceduto all’estero mentre preparava operazioni contro Teheran. Sul piano dei dettagli, Barnea non fornirebbe informazioni sul luogo né sul momento preciso della morte di M., pur essendo riportato che M. risulti identificato in Italia con un nome probabilmente di copertura, Erez Shimoni.

naufragio del 2023: condizioni meteo e area vicino a sestocalende

La ricostruzione dei media israeliani colloca la perdita di vita dell’agente, al servizio del Mossad per 30 anni, nel naufragio nel lago Maggiore. Nel racconto viene specificato che l’evento avvenne nel 2023, in seguito a un improvviso cambio delle condizioni meteo. La barca si sarebbe rovesciata in un punto non lontano da Sesto Calende.

le vittime del 28 maggio 2023 e l’esfiltrazione dei sopravvissuti

Nel naufragio rimasero uccisi quattro: Anya Bozhkova, compagna di Carminati, e l’agente Barnobi, insieme allo 007 Alonzi e all’israeliano Shimoni. Tra le vittime figurano anche le identità dei due agenti italiani, citati come Tiziana Barnobi e Claudio Alonzi.

La dinamica dell’impatto operativo emerge anche nella gestione degli esiti: i sopravvissuti israeliani furono esfiltrati nel giro di poche ore. L’esfiltrazione sarebbe avvenuta evitando cure sanitarie e prima che potessero essere ascoltati in relazione all’inchiesta per naufragio colposo aperta dalla procura di Busto Arsizio.

targa e formula commemorativa: attività operativa con servizi collegati esteri

La vicenda è stata accompagnata da conferme implicite, legate anche al modo in cui i deceduti sono stati ricordati. È emerso, infatti, che in una targa ricordo venne indicato che i due agenti sarebbero deceduti durante una “delicata attività operativa con Servizi Collegati Esteri”. La formulazione contribuisce a chiarire che l’operazione non aveva natura occasionale, ma rientrava in un’attività con coordinamento tra apparati.

personaggi coinvolti nella ricostruzione

  • David Barnea
  • M. (identificato in Italia probabilmente come Erez Shimoni)
  • Tiziana Barnobi
  • Claudio Alonzi
  • Claudio Carminati
  • Anya Bozhkova
Il capo del Mossad ricorda l’agente morto nel lago Maggiore: “Lavorò contro l’Iran, caduto mentre svolgeva la sua missione”
Categorie: PoliticaCronaca

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