Cancro al seno facciamo squadra per giocare d anticipo contro il rischio di recidiva
Un percorso di cura più solido, un’informazione più chiara e una gestione del rischio costruita insieme: nasce con questo obiettivo la campagna “Facciamo squadra: giochiamo d’anticipo contro il rischio di recidiva del tumore al seno”, promossa da Novartis e presentata a Milano. Il progetto mette al centro la collaborazione tra i diversi attori del sistema salute e rafforza il supporto concreto per le persone che affrontano la malattia, puntando su prevenzione della recidiva, continuità assistenziale e dialogo strutturato con la squadra di cura.
campagna “facciamo squadra”: obiettivi contro il rischio di recidiva
La campagna rappresenta un impegno condiviso basato su un modello ispirato allo sport di squadra, con l’idea che giocare d’anticipo sia decisivo per affrontare il rischio di recidiva. L’iniziativa, sostenuta da associazioni di pazienti, favorisce la collaborazione tra gli interlocutori coinvolti nella lotta al tumore al seno e offre risorse informative per aiutare le persone a comprendere meglio il proprio rischio, chiarire gli obiettivi del trattamento e arrivare a scelte più consapevoli grazie a un dialogo aperto con la squadra di cura.
Le risorse messe a disposizione includono contenuti anche online, tramite il sito “è tempo di vita” e i relativi canali social dedicati, con focus su rischio, obiettivi terapeutici e percorso di presa in carico.
novità terapeutiche e prevenzione della recidiva: il ruolo dell’innovazione
Nel contesto della malattia, viene evidenziato che in Italia il tumore al seno è la neoplasia più frequente, con circa 54mila nuove diagnosi ogni anno. Nelle forme più comuni, ormono-positive, il rischio di recidiva può persistere anche a distanza di molti anni dalla diagnosi. L’intervento efficace sul rischio di recidiva mira a ridurre la probabilità che la malattia si ripresenti, potenzialmente anche in forma metastatica.
Si sottolinea che, grazie ai progressi delle terapie innovative nelle fasi precoci, risultano disponibili strumenti sempre più efficaci per ridurre il rischio e incidere sulla storia naturale della malattia. In questo quadro, la prevenzione della recidiva viene collegata alla capacità di integrare innovazione terapeutica e visione di sistema, con un ruolo delle istituzioni finalizzato a sostenere modelli di presa in carico capaci di migliorare gli esiti e la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
presa in carico integrata: continuità assistenziale e modelli organizzativi
Un passaggio centrale riguarda le politiche sanitarie e la loro incidenza sull’organizzazione delle cure. Le politiche sanitarie regionali sono indicate come determinanti per rafforzare modelli capaci di garantire continuità assistenziale. In Regione Lombardia vengono citati tavoli multistakeholder che coinvolgono istituzioni, professionisti sanitari e associazioni di pazienti, con l’obiettivo di rendere più efficiente la presa in carico delle persone con tumore della mammella e valorizzare strumenti digitali a supporto della continuità.
pdta e integrazione ospedale-territorio
La presa in carico viene descritta come un percorso strutturato, continuo e integrato, pensato per accompagnare la persona lungo tutte le fasi della malattia e della cura. Viene richiamata l’importanza di rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio, anche tramite modelli organizzativi e pdta condivisi, per favorire diagnosi precoce tempestiva, migliorare l’aderenza terapeutica, assicurare continuità e appropriatezza delle cure e ridurre le disuguaglianze di accesso.
terapie adiuvanti e opzioni mirate: efficacia nel rischio di recidiva
Le terapie adiuvanti, somministrate dopo la chirurgia, vengono indicate come essenziali per ridurre il rischio di recidiva. In particolare, per i tumori romo-sensibili (Hr+/Her2), che costituiscono circa il 70% delle nuove diagnosi, l’aggiunta di trattamenti mirati come gli inibitori di Cdk4/6 alla terapia endocrina viene presentata come opzione efficace per ridurre il rischio.
personalizzazione della scelta terapeutica
Il rischio di ritorno della malattia viene descritto come variabile da persona a persona, legata a diversi aspetti clinici e biologici. Le terapie mirate aggiunte alla terapia endocrina consentono, per le pazienti con tumore al seno precoce e rischio intermedio-alto, di guardare al futuro con maggiore serenità: viene riportato che fino a circa l’80% delle pazienti rimane libera da recidiva a distanza di anni.
Le opzioni terapeutiche vengono inoltre collegate a differenze su tempistiche di utilizzo e profili di tollerabilità, rendendo necessario che la scelta del trattamento sia personalizzata in base alle caratteristiche cliniche e ai bisogni della persona.
informazione, emozioni e conversazioni online: richieste e bisogni
La gestione del tumore al seno viene considerata anche una questione informativa ed emotiva. Viene richiamato uno studio pubblicato su Jmir Cancer, basato sull’analisi delle conversazioni online in Italia (oltre 20mila post pubblici) sul tumore al seno in fase iniziale. Dallo studio emergono forti preoccupazioni emotive, la richiesta di informazioni chiare e il bisogno di un dialogo più trasparente con i professionisti sanitari.
Un’altra ricerca Novartis, condotta con Iqvia su 80 donne con tumore al seno in stadio localizzato, segnala che solo il 45% si ritiene pienamente informato sul rischio di recidiva, mentre il 59% cerca ulteriori informazioni sui canali online. Questo quadro supporta l’importanza di una condivisione più chiara degli obiettivi terapeutici tra medico e paziente fin dall’inizio del trattamento adiuvante.
dialogo precoce con il team multidisciplinare
In termini psicologici, viene evidenziato che dopo la chirurgia molte donne desiderano tornare alla normalità, ma il rischio di recidiva resta spesso un pensiero difficile da esprimere. La soluzione indicata consiste in un dialogo precoce e aperto con il team multidisciplinare, con la discussione fin dall’inizio di aspettative, controlli e terapie disponibili. Questo approccio viene collegato alla possibilità di ottenere un senso di controllo e vivere la fase con maggiore consapevolezza.
associazioni di pazienti e approccio “di squadra”
Le associazioni di pazienti vengono descritte come un punto di riferimento per il supporto informativo ed emotivo. La ricerca Novartis con Iqvia riporta che circa 1 persona su 4 con tumore al seno si rivolge alle associazioni per ricevere supporto. Il progetto sottolinea che la gestione del rischio di recidiva richiede un vero lavoro di squadra in cui la persona diventa protagonista, consapevole del proprio rischio e del proprio percorso di cura dopo l’intervento chirurgico.
messaggi chiave della campagna
Attraverso la voce delle associazioni pazienti viene ribadita l’importanza di informazione, ascolto e dialogo per aiutare le persone a orientarsi tra le scelte terapeutiche e affrontare il percorso con maggiore fiducia. La campagna prende forma dall’ascolto dei bisogni espressi dalle persone che affrontano la malattia, mantenendo l’impostazione “Facciamo squadra”.
Testimonial della campagna è Rita Guarino.
Associazioni coinvolte nel sostegno del progetto:
- Andos
- Europa Donna Italia
- Fondazione IncontraDonna
- Salute Donna Odv
Figure citate nel contesto della campagna e delle dichiarazioni:
- Rita Guarino
- Carmen Criscitiello
- Simona Loizzo
- Vanessa Cattoi
- Gigliola Spelzini
- Giulia Valeria Bianchi
- Gabriella Pravettoni
- Anna Maria Mancuso