Bombe sui pasdaran e aerei fatti esplodere: la localizzazione che ha salvato il pilota con il blitz delle forze speciali usa

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Bombe sui pasdaran e aerei fatti esplodere: la localizzazione che ha salvato il pilota con il blitz delle forze speciali usa

Il salvataggio del secondo pilota statunitense disperso in Iran si è chiuso dopo 36 ore di operazione ad alta intensità, con una mobilitazione che ha coinvolto forze speciali, mezzi aerei e capacità operative avanzate. L’azione è stata descritta come una corsa contro il tempo, condotta senza registrare vittime tra i commando statunitensi e con un recupero reso possibile da sistemi di comunicazione e manovre di copertura in area.

salvataggio del secondo pilota disperso in iran: 36 ore di operazione

L’operazione, protrattasi per 36 ore, ha riunito centinaia di uomini delle forze speciali statunitensi, decine di aerei da combattimento e elicotteri. Oltre alla componente militare, sono state impiegate capacità operative nei settori cyber, spaziale e d’intelligence.

Secondo quanto riportato, tra le file statunitensi non si sono registrate vittime: tutti i commando hanno fatto ritorno senza perdite. Gli aerei di soccorso hanno poi raggiunto il Kuwait per consentire le cure necessarie all’ufficiale ferito, rimasto comunque salvo.

Donald Trump ha celebrato l’esito dell’operazione sul suo social Truth, sottolineando l’avvenuto completamento dell’azione senza che un solo americano rimanesse ucciso o ferito, collegandolo a una superiorità aerea nei cieli dell’Iran.

recupero dei piloti dopo l’espulsione: contatto e localizzazione

Secondo fonti citate dal giornale Usa Axios, entrambi i piloti a bordo del caccia abbattuto venerdì sono riusciti a stabilire un contatto tramite i propri sistemi di comunicazione subito dopo essersi catapultati fuori dal velivolo. Il primo componente dell’equipaggio è stato salvato dopo alcune ore.

Per il secondo pilota, la localizzazione ha richiesto più tempo: è trascorso più di un giorno prima di riuscire a individuarlo nel Sud-Ovest dell’Iran. L’aviatore, dotato di un radiofaro di segnalazione e di un dispositivo di comunicazione protetto, è riuscito a coordinarsi con le forze impegnate nel salvataggio.

ruolo del contesto locale e operazioni di depistaggio

Secondo il New York Times, il secondo pilota potrebbe essere stato aiutato anche dalla popolazione locale. La circostanza viene collegata al fatto che l’abbattimento del caccia sarebbe avvenuto in una regione dell’Iran dove risulta presente una significativa opposizione al regime.

Nel frattempo, la Cia avrebbe avviato una campagna di depistaggio in Iran. L’informazione diffusa mirava a far credere che le forze statunitensi avessero già trovato il pilota e stessero tentando un’esfiltrazione via terra, con l’obiettivo di confondere le contromosse iraniane.

azione sul campo: copertura aerea, convogli dei pasdaran e recupero dei militari

L’operazione di salvataggio è scattata sabato. Gli aerei statunitensi hanno sganciato bombe e hanno aperto il fuoco contro convogli inviati dai pasdaran, con lo scopo di tenerli lontani dall’area in cui si nascondeva l’aviatore.

scontro a fuoco e blocchi dei velivoli di trasporto

Mentre le forze americane stavano convergendo verso il commilitone, sarebbe scoppiato uno scontro a fuoco. In quel momento, due aerei di trasporto destinati a condurre le truppe in salvo sono rimasti bloccati.

misura di sicurezza: esplosione dei velivoli e nuovi invii

In seguito, i velivoli bloccati sono stati fatti esplodere per evitare che finissero in mani nemiche. Contestualmente, sono stati inviati altri tre aerei per recuperare il personale militare.

Entità operative e forze citate:

  • Donald Trump
  • Cia
  • pasdaran
  • forze speciali di Washington
  • Axios
  • New York Times
Il ruolo della Cia, lo scontro a fuoco e gli aerei autodistrutti: così il blitz delle forze speciali Usa ha salvato il pilota in 36 ore
Categorie: Cronaca

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