Bologna, operatore sanitario accusato di molestare pazienti: sospeso dopo la seconda denuncia in ospedale

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Bologna, operatore sanitario accusato di molestare pazienti: sospeso dopo la seconda denuncia in ospedale

Un nuovo sviluppo giudiziario riapre il caso di presunte molestie in ambito ospedaliero a Bologna. Dopo un trasferimento legato alle prime accuse emerse con il Codice rosso, un operatore socio sanitario di 46 anni è stato sospeso per un anno e risulta indagato per violenza sessuale e molestie nei confronti di pazienti ricoverate.

operatore socio sanitario sospeso a bologna per violenza sessuale

Secondo le ipotesi formulate dagli inquirenti, l’uomo avrebbe messo in atto condotte di molestia in due circostanze verso pazienti ricoverate in ospedale, sfruttando la loro condizione di vulnerabilità. Le indagini preliminari riguardano specificamente una seconda denuncia arrivata dopo il primo episodio che aveva già attivato gli accertamenti.

La vicenda viene trattata dalla procura di Bologna e la posizione è seguita dalla pm Francesca Arienti.

fatti del 14 marzo 2025 e attivazione del codice rosso

Il primo episodio contestato risale al 14 marzo 2025. In quel momento, la presunta vittima, una giovane all’epoca 22enne, era ricoverata presso il reparto di Urologia dell’ospedale Maggiore.

denuncia in ospedale e trasferimento successivo

Dopo la denuncia presentata presso il posto di polizia dell’ospedale, venne attivato il Codice rosso e la procura avviò un procedimento con un fascicolo. In base a quanto emerso, l’oss venne successivamente trasferito dall’Ausl nella struttura di San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna.

Con il passare dei mesi, una seconda giovane paziente avrebbe poi presentato una denuncia tramite i familiari, segnalando ulteriori molestie subite nella nuova struttura.

misura interdittiva del gip e tendenza ripetitiva

Il Gip ha disposto una misura interdittiva che prevede la sospensione dal pubblico ufficio per la durata di un anno. Secondo quanto riportato dagli investigatori, i comportamenti contestati mostrerebbero una tendenza ripetitiva, valutazione che ha contribuito all’adozione del provvedimento.

narrazione della prima paziente: richieste di aiuto e successiva condotta

La prima giovane che ha sporto denuncia ha raccontato che, trovandosi in forte dolore, avrebbe premuto il pulsante per chiedere aiuto. Dopo circa mezz’ora sarebbe arrivato l’operatore socio-sanitario.

percezione iniziale e reazione successiva

La giovane ha dichiarato che, all’inizio, credeva che l’arrivo riguardasse un infermiere perché non l’aveva mai visto prima. Successivamente, avrebbe preso forma la presunta molestia: la ragazza riferisce di aver urlato e pianto, insultando l’uomo, che secondo la sua ricostruzione avrebbe gridato contro e poi si sarebbe allontanato.

La difesa dell’operatore risulta nel segno della negazione: l’uomo, infatti, avrebbe respinto le accuse.

dichiarazioni ausl e risposta della parte assistita

In una nota l’Ausl di Bologna ha comunicato di aver concordato alcuni giorni di ferie con l’operatore coinvolto. La presunta vittima, assistita dall’avvocato Pier Francesco Uselli, ha espresso un forte disagio e ha sottolineato l’intenzione di denunciare l’accaduto con l’obiettivo di impedire che si ripetesse ai danni di altre pazienti, auspicando che venga fatta giustizia. Dopo la seconda denuncia è poi giunta la misura di sospensione.

pm e avvocato coinvolti nel procedimento

  • Francesca Arienti
  • Pier Francesco Uselli
Bologna, sospeso operatore socio sanitario dopo una seconda denuncia per molestie sulle pazienti
Categorie: SaluteCronaca

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