Ben gvir sfida le autorità arabe sul monte del tempio qui sono padrone

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Ben gvir sfida le autorità arabe sul monte del tempio qui sono padrone

Tra nuove tensioni in Medio Oriente e l’inasprimento del quadro politico interno israeliano, la giornata registra sviluppi significativi su più fronti. Mentre JD Vance fa ritorno negli Stati Uniti dopo il fallimento dei negoziati a Islamabad, Israele riavvia l’offensiva nel sud del Libano, scontrandosi con gli islamisti filo iraniani di Hezbollah. Sul piano religioso e giudiziario, a Gerusalemme il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir alza ulteriormente il livello dello scontro politico, con dichiarazioni e iniziative che alimentano reazioni e condanne.

Israele riprende i bombardamenti nel sud del Libano e scontro con Hezbollah

Nel giorno del rientro di JD Vance negli Stati Uniti dopo il fallimento dei negoziati a Islamabad, Israele riprende a bombardare il sud del Libano. L’azione avviene in un contesto di confronto armato con gli islamisti filo iraniani di Hezbollah, indicati come interlocutori diretti dello scontro.

Itamar Ben Gvir sul Monte del Tempio: richiesta di intensificare le rivendicazioni

A Gerusalemme, il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir si è recato sul Monte del Tempio per pregare, dichiarando di fatto una sfida alle autorità arabe che amministrano il luogo. In un video, Ben Gvir afferma: “Oggi mi sento il padrone di casa”, aggiungendo l’intenzione di sollecitare il primo ministro affinché faccia “sempre di più”. La dichiarazione prosegue con la richiesta di andare oltre, “sempre più in alto”.

Secondo un accordo consolidato, gli ebrei possono visitare il complesso, ma non pregare, poiché l’area è amministrata dal Waqf giordano, descritto come un ente religioso musulmano. Ben Gvir rivendica da tempo il diritto di preghiera per gli ebrei sul sito, e le sue visite precedenti sono state accompagnate da condanne nel mondo arabo.

pena di morte per i detenuti palestinesi: approvazione e contenuti della norma

A fine marzo, Ben Gvir aveva celebrato con brindisi e abbracci l’introduzione della pena di morte per i detenuti palestinesi nell’ordinamento israeliano. La legge, secondo la ricostruzione, è stata criticata da tutte le principali organizzazioni per i diritti umani ed è passata con 62 voti a favore e 48 contrari. Ben Gvir si è presentato come principale promotore del provvedimento, affermando: “Abbiamo fatto la storia” e ricordando che la promessa è stata mantenuta, con la legge sulla pena di morte per i terroristi inserita nell’ordinamento giuridico dello Stato di Israele.

Nel racconto, già a novembre, dopo l’approvazione della legge in prima lettura, il ministro aveva offerto dolcetti a tutti i presenti.

pena di morte mediante impiccagione e competenze dei tribunali

La norma stabilisce che la pena di morte venga applicata mediante impiccagione. La disposizione riguarda i palestinesi della Cisgiordania condannati per omicidi a sfondo nazionalistico.

La legge conferisce inoltre ai tribunali israeliani l’autorità di infliggere sia la pena di morte sia l’ergastolo anche ai cittadini israeliani.

figure centrali richiamate nei fatti odierni

Le vicende descritte ruotano attorno a più personalità citate direttamente nella dinamica politica e nelle dichiarazioni riportate.

  • JD Vance
  • Itamar Ben Gvir
  • Hezbollah (indicata come organizzazione in conflitto)

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