Avvelenamento madre e figlia a campobasso il padre cambia avvocato
Un passaggio decisivo scuote l’inchiesta sulla morte di Sara Di Vita e della madre Antonella Di Ielsi, avvenute tra il 27 e il 28 dicembre presso l’ospedale Cardarelli di Campobasso a causa di un presunto avvelenamento da ricina. La Procura di Larino indaga per duplice omicidio premeditato, mentre continuano gli accertamenti e gli interrogatori su quanto accaduto nelle giornate precedenti al malore.
inchiesta morte sara di vita e antonella di ielsi: duplice omicidio premeditato
La vicenda riguarda due decessi verificatisi tra il 27 e il 28 dicembre, con gli inquirenti che ipotizzano un omicidio volontario mediante avvelenamento da ricina. La sostanza altamente tossica sarebbe stata individuata in campioni biologici delle vittime, secondo quanto emerso al termine di accertamenti eseguiti dal Centro antiveleni Maugeri di Pavia.
La conferma della presenza della ricina è stata letta come un elemento capace di orientare ulteriormente le indagini, dato che la ricerca della causa dei decessi era in corso da settimane e l’intera filiera degli esami ha continuato a sollevare interrogativi.
gianni di vita cambia legale: rinuncia dell’avvocato arturo messere
Nell’ambito dell’inchiesta, Gianni Di Vita, indicato come padre di Sara e marito di Antonella, ha effettuato un avvicendamento del legale. L’avvocato Arturo Messere, che lo seguiva in quanto parte offesa nel primo procedimento aperto dalla Procura di Campobasso per omicidio colposo, ha comunicato la rinuncia all’incarico.
La decisione viene ricondotta a motivi contingenti, non meglio specificati, mentre l’indagine resta pienamente operativa e incentrata su ricostruzioni e verifiche ancora in corso. Il contesto delle audizioni e degli accertamenti rende il cambio di rappresentanza particolarmente delicato, con l’attenzione rivolta a una fase in cui emergono dettagli fondamentali sull’arco temporale precedente ai malori.
difesa di gianni di vita affidata a vittorino facciolla
Nei prossimi passaggi, la difesa di Gianni Di Vita sarà assunta dall’avvocato Vittorino Facciolla, indicato come consigliere regionale ed ex segretario regionale del Partito democratico. L’avvicendamento si colloca in un momento cruciale dell’attività investigativa coordinata dalla Procura di Larino, orientata a ricomporre con precisione la dinamica della vicenda.
ricina individuata nelle vittime: conferme dagli accertamenti maugeri
Al centro dell’inchiesta restano le morti di due donne avvenute tra il 27 e il 28 dicembre all’ospedale Cardarelli di Campobasso. Gli inquirenti ipotizzano un omicidio volontario realizzato tramite avvelenamento da ricina.
La ricina sarebbe stata rilevata nel sangue di entrambe le vittime e in un capello della donna, dopo analisi effettuate dal Centro antiveleni Maugeri di Pavia. La non negatività alla ricina rappresenta un elemento determinante, dal momento che ha riacceso l’attenzione degli investigatori impegnati da settimane nell’identificazione della causa dei decessi.
La procuratrice di Larino Elvira Antonelli ha confermato il risultato, spiegando che il dato emerge da una serie di analisi svolte in più centri, anche all’estero. Ulteriori riscontri arriverebbero dagli esami svolti su cibi sequestrati e dalle analisi effettuate nel corso delle autopsie, descritte come coerenti con un quadro che, pur avendo una causa identificata, resta complesso sul piano della ricostruzione.
interrogatori in questura e focus sui pasti tra il 23 e il 24 dicembre
In queste ore proseguono gli interrogatori presso la Questura di Campobasso. Le audizioni coinvolgono parenti e conoscenti della famiglia, identificati come persone informate sui fatti. L’obiettivo è ricostruire con precisione ciò che è avvenuto nei giorni immediatamente precedenti ai malori.
Particolare attenzione viene riservata ai pasti consumati tra il 23 e il 24 dicembre, quando nell’abitazione di Pietracatella si sarebbero riunite circa quindici persone tra pranzo e cena. La presenza di più partecipanti rende più articolata la verifica delle circostanze e delle eventuali esposizioni collegate all’avvelenamento.
audizioni precedenti e prosecuzione delle verifiche
Mercoledì erano già stati ascoltati per quasi dieci ore complessive lo stesso Gianni Di Vita, commercialista ed ex sindaco del paese, e la figlia maggiore Alice. In serata era stata sentita anche una loro cugina che li ospita. Le audizioni hanno continuato anche nella giornata successiva e proseguono oggi, con il lavoro volto a chiarire numerosi punti ancora oscuri della vicenda.
casa sotto sequestro e sopralluogo programmato: ispezione con polizia scientifica
È stato smentito un sopralluogo nell’abitazione della famiglia inizialmente previsto per la giornata indicata. Poiché la casa resta sotto sequestro, l’ispezione avverrà nei prossimi giorni con il supporto della polizia scientifica, nella speranza di individuare eventuali tracce del veleno.
gianni di vita e sintomi post-natale: terapia allo spallanzani
Un elemento rilevante riguarda Gianni Di Vita, che nei giorni successivi al Natale aveva accusato sintomi descritti come compatibili con un avvelenamento. Il quadro si sarebbe poi risolto dopo diversi giorni di terapia presso l’ospedale Spallanzani.
personaggi coinvolti nelle comunicazioni e nelle audizioni
- Sara Di Vita
- Antonella Di Ielsi
- Gianni Di Vita
- Alice
- Arturo Messere
- Vittorino Facciolla
- Elvira Antonelli
