Avvelenamento , interrogati i familiari di madre e figlia morte

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Avvelenamento , interrogati i familiari di madre e figlia morte

Un’ulteriore intensificazione delle attività investigative accompagna l’inchiesta sulla morte di Sara Di Vita, quindici anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, decedute subito dopo Natale all’ospedale Cardarelli di Campobasso. Le due donne si erano sentite male nella loro abitazione a Pietracatella, prima del ricovero. Nelle ultime ore si registra un via vai costante in Questura, con parenti e conoscenti convocati per essere ascoltati.

ricina e avvelenamento: ipotesi al centro delle indagini

La ricostruzione investigativa prende forma attorno all’ipotesi che le due vittime siano state avvelenate e uccise con la ricina. L’impostazione rimane, però, legata agli esiti tecnici. Nei giorni scorsi la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, ha spiegato che le analisi indicano soltanto una “non negatività” alla ricina, precisando che dal centro antiveleni di Pavia è arrivata un’anticipazione basata sulla non negatività. È quindi necessario attendere l’autopsia completa con le conclusioni formulate dagli esperti di Pavia.

L’esito della consulenza autoptica, dopo una proroga di trenta giorni, è previsto entro la fine di aprile. In parallelo, l’indagine ha già preso avvio con l’analisi di tracce: dopo il ritrovamento di tracce di ricina nel sangue delle due vittime, la Procura di Larino ha ipotizzato il reato di duplice omicidio premeditato, al momento contro ignoti.

esclusa la pista del rilascio lento

Tra gli elementi emersi nelle ore più recenti, i consulenti degli investigatori avrebbero escluso l’ipotesi di un rilascio lento della sostanza tossica. Questa pista, inizialmente circolata, avrebbe portato altrove l’attenzione sul possibile funzionamento dell’esposizione alla ricina. L’attenzione, di conseguenza, si concentra su altre modalità di somministrazione del veleno.

interrogatori in questura a campobasso: focus sulle ultime ore

Nel quadro degli accertamenti, oggi a Campobasso in Questura sono in corso gli interrogatori di Gianni Di Vita e di Alice Di Vita. Le audizioni si svolgono con modalità tese a ridurre l’impatto mediatico: i due vengono fatti entrare tramite un accesso secondario, per evitare la presenza di telecamere e giornalisti radunati davanti all’ingresso principale di via Tiberio.

Gli interrogatori si inseriscono nel filone finalizzato a ricostruire con precisione le ultime ore di vita delle vittime e a chiarire le circostanze dell’avvelenamento. Le audizioni dei testimoni proseguiranno anche nelle prossime ore, mentre l’attività degli investigatori mira a delineare un quadro più definito di una vicenda che, progressivamente, assume contorni sempre più inquietanti.

sopralluoghi e ricerca di tracce: casa sotto sequestro

Parallelamente agli interrogatori, proseguono gli accertamenti tecnici. Nei prossimi giorni è atteso un nuovo sopralluogo nell’abitazione della famiglia, che risulta ancora sotto sequestro. Contestualmente, gli investigatori stanno cercando elementi che possano ricondurre all’eventuale acquisto della ricina, anche attraverso canali online.

Nel complesso, l’attività d’indagine è alimentata dalle testimonianze: già nella giornata precedente e nei giorni antecedenti risultano ascoltate almeno venti persone. Le convocazioni in Questura rientrano in un lavoro volto a integrare le informazioni disponibili e a supportare la ricostruzione delle fasi che hanno preceduto la morte di Sara Di Vita e di Antonella Di Ielsi.

figure coinvolte nelle audizioni e riferite dall’indagine

  • Marco Graziano
  • Elvira Antonelli
  • Gianni Di Vita
  • Alice Di Vita
  • Sara Di Vita
  • Antonella Di Ielsi
Madre e figlia avvelenate dalla ricina, interrogati Gianni e Alice di Vita. Esiti su autopsia solo entro la fine di aprile
Categorie: SaluteCronaca

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