Arrivano i sogni la scienza spiega cosa succede nel cervello

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Arrivano i sogni la scienza spiega cosa succede  nel cervello

I sogni restano addosso anche quando la giornata riparte: immagini, emozioni e frammenti che riemergono al risveglio. Dietro a questa esperienza, spesso percepita come misteriosa, uno studio pubblicato su Nature Communications Psychology ha cercato di chiarire che cosa determina il contenuto dei sogni e come interagiscono personalità ed esperienza quotidiana.

Un lavoro costruito su grandi numeri e misurazioni ripetute ha permesso di osservare pattern ricorrenti senza limitarsi a descrizioni generiche. Il risultato principale indica che i sogni non nascono dal caso: riflettono un intreccio tra caratteristiche stabili della persona e ciò che accade durante il giorno, rielaborato in modo originale dal cervello.

contenuto dei sogni: identità personale ed esperienza quotidiana

La ricerca parte dalla domanda su che cosa siano i sogni e su come possano essere collegati alla vita di veglia. L’analisi evidenzia che il contenuto onirico deriva dall’interazione tra due livelli: da un lato tratti stabili dell’individuo, dall’altro eventi recenti vissuti nella quotidianità.

Tra i tratti considerati rientrano fattori come la tendenza al mind-wandering (la mente che vaga), l’interesse per i sogni, la sensibilità emotiva e la qualità del sonno. Questi elementi aiutano a spiegare perché persone diverse riportano sogni con temi e intensità differenti, anche quando l’ambiente circostante presenta elementi simili.

Gli eventi diurni, inoltre, non vengono riprodotti in modo letterale: lo studio mette in evidenza un processo di rielaborazione. Nei racconti emerge che gli episodi della vita reale possono essere deformati e ricombinati, fino a produrre una sorta di simulazione interna più che una copia della realtà.

studio sui sogni su larga scala: dati, partecipanti e misurazioni

Per arrivare alle conclusioni, il team di ricerca ha condotto un’analisi su larga scala. Il progetto è stato realizzato dall’IMT School for Advanced Studies di Lucca insieme ad altri centri italiani, con l’obiettivo di integrare informazioni relative sia alla vita mentale durante il sonno, sia ai fattori psicologici rilevanti durante il giorno.

Il campione comprende 287 partecipanti, di età tra 18 e 70 anni. Sono stati raccolti oltre 3.700 resoconti di sogni e di esperienze diurne, ottenuti con una raccolta quotidiana su un arco temporale di due settimane.

Accanto ai resoconti, sono stati utilizzati test specifici per misurare personalità, funzioni cognitive, qualità del sonno e caratteristiche psicologiche. In questo modo è stato possibile impostare un’analisi integrata, collegando ciò che emergeva nei sogni alle componenti misurabili nella vita e nella mente dei partecipanti.

algoritmi di intelligenza artificiale e linguaggio nei racconti dei sogni

Un passaggio metodologico centrale riguarda l’uso di strumenti basati su intelligenza artificiale. Il gruppo di ricerca non si è affidato a una lettura manuale tradizionale dei sogni, ma ha utilizzato un sistema in grado di leggere e interpretare il linguaggio contenuto nei resoconti.

In pratica, il sistema informatico è stato addestrato a riconoscere parole, temi e connessioni presenti nei racconti. Sono stati analizzati migliaia di testi, così da individuare automaticamente schemi ricorrenti tra ciò che accade durante il giorno e ciò che compare nei sogni.

Secondo quanto riportato, la precisione con cui l’algoritmo ha identificato tali legami è risultata paragonabile a quella degli esperti umani, con il vantaggio di operare su una scala molto più ampia.

lockdown 2020 e cambiamento dei sogni: ansia e perdita di controllo

Lo studio include anche una valutazione relativa a un contesto collettivo. Durante il lockdown del 2020, i dati raccolti indicano che i sogni sono diventati più intensi e più carichi di ansia. Nei contenuti onirici sono emersi con maggiore frequenza temi legati alla chiusura e alla perdita di controllo.

Con il ritorno alla normalità, i sogni hanno iniziato a cambiare in modo graduale, mostrando una dinamica temporale coerente con il mutamento dell’ambiente sociale e delle condizioni di vita.

La lettura complessiva suggerisce quindi che i sogni rispondano non soltanto alle esperienze individuali, ma anche a ciò che accade collettivamente, con un effetto che emerge nei contenuti e nella tonalità emotiva.

perché due persone sognano diversamente: filtro personale ed elaborazione cerebrale

Anche in presenza di esperienze simili, due persone possono riportare sogni completamente differenti. Lo studio collega questa variabilità al ruolo di un filtro personale, cioè al modo in cui ciascun individuo pensa, sente e ricorda gli eventi.

In questa cornice, i sogni non vengono descritti come semplice rumore mentale o immagini casuali. Il cervello impiega i contenuti disponibili per mettere ordine, riorganizzare l’esperienza e dare forma alle emozioni, trasformando ciò che accade nella vita reale in materiale onirico rielaborato.

La domanda iniziale sul significato dei sogni riceve così una risposta meno legata al mistero e più orientata ai processi: non si sogna soltanto ciò che succede, ma ciò che succede passa attraverso ciò che la persona è e attraverso i suoi tratti, con una rielaborazione che produce contenuti specifici e riconoscibili.

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