Arrestato roberto mazzarella, super boss della camorra: il nascondiglio in un resort
La latitanza di Roberto Mazzarella, 48enne indicato tra i 4 fuggitivi più pericolosi, si è conclusa dopo oltre un anno di ricerche. L’arresto è avvenuto nella giornata di sabato grazie all’azione dei Carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Napoli, operanti con il coordinamento della Direzione distrettuale Antimafia. La cattura è maturata al termine di un’indagine durata un anno, con l’individuazione del latitante all’interno di un resort di lusso.
arresto di roberto mazzarella: la cattura dopo un anno di ricerche
Le attività investigative hanno portato i militari a rintracciare Mazzarella presso una villa di pregio a Vietri, in costiera amalfitana. L’intervento si è concretizzato con l’arresto del 48enne, senza resistenza, nel corso del quale l’uomo è stato trovato in compagnia della moglie e dei due figli.
Il latitante era ricercato da tempo: il Ministero dell’Interno lo aveva inserito nella lista dei latitanti di massima pericolosità, collegandolo anche a responsabilità per un omicidio.
mafioso in fuga: ruolo nella famiglia di camorra e precedenti passaggi giudiziari
Mazzarella risulta essere nipote dei capiclan Ciro, Gennaro e Vincenzo, ed è indicato come l’attuale capo della famiglia di camorra radicata tra Napoli e provincia. L’impianto investigativo lo colloca in una posizione di vertice all’interno di un sodalizio criminale considerato strutturato e radicato sul territorio.
tentativo di cattura mancato e mandato di arresto europeo
Il 24 gennaio 2025, Mazzarella era riuscito a sottrarsi a un tentativo di cattura, facendo perdere le proprie tracce. Da quel momento, la latitanza si è protratta fino all’intervento dei Carabinieri, conclusosi con l’arresto.
Formalmente risultava latitante dal 28 gennaio. In seguito, il 18 aprile 2025 il Tribunale di Napoli ha emesso un mandato di arresto europeo, rafforzando la ricerca sul piano internazionale.
omicidio contestato e dettagli dell’accusa
Secondo l’impostazione accusatoria, Mazzarella è indicato come mandante dell’omicidio di Antonio Maione. L’omicidio risale al 15 settembre 2000, quando Antonio Maione venne ucciso per una vendetta trasversale in una salumeria di San Giovanni a Teduccio, nella zona di Napoli Est.
operazione coordinata e servizi impegnati
Le operazioni hanno visto il coinvolgimento, oltre ai Carabinieri del nucleo investigativo, di altre unità specializzate. Tra i soggetti impiegati figurano lo Squadrone “Cacciatori di Calabria”, le Api del gruppo di Napoli e una motovedetta della Capitaneria di porto di Salerno con attività di monitoraggio delle acque circostanti.
sequestri trovati nel resort di lusso e materiale acquisito
All’interno del resort di lusso dove si trovava Mazzarella, i militari hanno rinvenuto diversi elementi ritenuti utili ai fini delle verifiche successive. Tra i ritrovamenti figurano 3 orologi di lusso e circa 20mila euro in contanti. Sono stati inoltre trovati documenti falsi e materiale digitale, tra cui cellulari e smartphone.
Nel corso dell’operazione sono stati acquisiti anche manoscritti collegati a una verosimile contabilità, sui quali verranno svolti accertamenti per approfondire natura e finalità del materiale.
persone coinvolte nell’operazione e nel contesto dell’indagine
Nel quadro dell’operazione e delle contestazioni risultano indicati i seguenti nominativi:
- Roberto Mazzarella
- Ciro
- Gennaro
- Vincenzo
- Antonio Maione
