Apnea notturna: pericoli e rivelazione di uno studio su chi ne soffre

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Apnea notturna: pericoli e rivelazione di uno studio su chi ne soffre

Le notti possono diventare un susseguirsi di risvegli e interruzioni del respiro. Quando l’apnea ostruttiva del sonno entra in gioco, il russamento tende a farsi più forte e irregolare subito dopo l’addormentamento, poi il flusso d’aria può interrompersi all’improvviso per qualche secondo, facendo ripartire il ciclo. Una condizione che non si limita a peggiorare la qualità della vita: emerge anche un legame con esiti sanitari rilevanti, inclusi eventi cardiovascolari e mortalità. Un nuovo studio, presentato al Congresso europeo sull’obesità Eco 2026 a Istanbul (Turchia), evidenzia infatti un’associazione tra OSA e rischio aumentato di eventi cardiovascolari o morte per tutte le cause.

La ricerca nasce dalla collaborazione tra Imperial College Health Partners, Imperial College Healthcare NHS Trust di Londra e Eli Lilly and Company, che sponsorizza il lavoro.

apnea ostruttiva del sonno: cos’è e perché è collegata ai rischi

L’apnea ostruttiva del sonno (Osa) è definita da un’ostruzione ricorrente delle vie aeree superiori durante il sonno. Il disturbo si accompagna a una ridotta qualità del sonno e, di conseguenza, a un impatto sulla vita diurna. La condizione è inoltre associata a un aumento del rischio cardiovascolare.

Tra le persone che convivono con il disturbo, la prevalenza di obesità e sovrappeso è compresa tra il 40% e il 70%. Inoltre, chi è obeso ha maggiore probabilità di presentare la forma più grave dell’Osa rispetto a chi non lo è.

Studi precedenti hanno mostrato che una perdita di peso può ridurre la gravità dell’apnea e, in alcuni casi, portare alla remissione oppure a un miglioramento del rischio cardiometabolico. Le terapie raccomandate dalle linee guida includono dispositivi CPAP (pressione positiva continua delle vie aeree) da utilizzare durante il sonno. Nonostante ciò, l’Osa risulta sottodiagnosticata e sottotrattata, con conseguenze su morbilità, mortalità e utilizzo delle risorse sanitarie.

studio: rischio di eventi cardiovascolari e mortalità con osA

La ricerca si concentra sulla valutazione dell’aumento del rischio di eventi cardiovascolari o decesso tra gli adulti (dai 18 anni in su) con diagnosi di apnea ostruttiva del sonno, confrontandoli con adulti senza Osa.

Tra gli obiettivi secondari rientrano la valutazione del rischio di comorbilità chiave, ad esempio diabete o osteoartrite, e il confronto dell’utilizzo delle risorse sanitarie, includendo visite di assistenza primaria e ricoveri ambulatoriali e ospedalieri.

metodologia: cartelle cliniche elettroniche e abbinamento dei gruppi

Per l’analisi sono state utilizzate cartelle cliniche elettroniche anonimizzate relative a 2,9 milioni di persone residenti nel Regno Unito, nell’area del nord-ovest di Londra. Gli adulti con Osa sono stati abbinati a un massimo di 5 soggetti comparabili, selezionati in base a parametri come dati demografici, deprivazione socioeconomica, abitudine al fumo, stato di obesità, numero di comorbilità, precedenti eventi cardiovascolari e sopravvivenza.

Successivamente gli autori hanno impiegato modellizzazione statistica per calcolare le probabilità che le persone con Osa andassero incontro a eventi cardiovascolari o decesso per qualsiasi causa rispetto alle persone senza Osa. Il follow-up è stato condotto per un periodo massimo di 4 anni.

numeri dello studio: dimensione del campione e composizione

Complessivamente, sono state abbinate 20.300 persone con diagnosi di Osa a 97.412 soggetti di controllo. Tra i partecipanti con apnea, il 57,2% (11.613) conviveva con obesità, rispetto al 56,7% (55.264) nel gruppo senza Osa.

risultati: rischio superiore del 71% e percentuali entro 4 anni

Il risultato principale mostra che il rischio di eventi cardiovascolari o mortalità per tutte le cause risulta superiore del 71% rispetto ai controlli.

Entro 4 anni dalla data indice, il 26,3% (5.342) delle persone con Osa ha presentato eventi cardiovascolari o mortalità per tutte le cause, contro il 17,5% (17.079) dei soggetti di controllo.

comorbilità e incidenza: aumento anche tra chi non le aveva già

Nei partecipanti che non presentavano già le altre patologie al momento dell’arruolamento, le persone con Osa hanno mostrato un’incidenza maggiore di diverse condizioni, tra cui obesità (5,6% contro 4%), diabete (6,8% contro 4,6%), osteoartrite (4,2% contro 3%), ansia (5,2% contro 3,2%) e depressione (4,7% contro 3%).

risorse sanitarie: maggiore utilizzo tra le persone con osa

L’utilizzo mediano delle risorse sanitarie risulta più elevato nel gruppo con apnea ostruttiva del sonno rispetto al gruppo di controllo. Il confronto riguarda in particolare:

  • visite di assistenza primaria: 21 per persona/anno contro 14
  • visite ambulatoriali: 4 contro 1 per persona/anno
  • giorni di ricovero ospedaliero: 1 contro 0 per persona/anno

implicazioni e significato dei risultati nella gestione dell’obesità

Secondo quanto riportato dalla coautrice Heather Fitzke, dell’Imperial College Health Partners di Londra, l’apnea ostruttiva del sonno è associata a un rischio maggiore di eventi cardiovascolari o mortalità per tutte le cause, con particolare evidenza soprattutto tra le persone obese. La relazione emerge anche tenendo conto dei fattori confondenti, con risultati che rafforzano la necessità di una gestione efficace dell’obesità e l’importanza di screening precoce e diagnosi tempestiva.

Lo studio viene descritto come il più ampio studio caso-controllo abbinato sull’apnea ostruttiva del sonno condotto al di fuori degli Stati Uniti fino a oggi, con un’analisi basata su dati del mondo reale.

Heather Fitzke

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