Alessandria donna picchiata a cinghiate sul bus nessuno è intervenuto

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Alessandria donna picchiata a cinghiate sul bus nessuno è intervenuto

Un episodio di violenza gravissimo si è consumato a bordo di un bus ad Alessandria, coinvolgendo una donna e i suoi due figli. Sunshine Osman, donna e mamma di origini nigeriane, racconta di essere stata picchiata, presa a calci e pugni e colpita anche con cinghiate, mentre a bordo del mezzo nessuno sarebbe intervenuto nonostante la scena fosse sotto gli occhi dei presenti.

Secondo quanto ricostruito, il mezzo pubblico era in corso mentre l’aggressione si sviluppava in pochi attimi. Solo l’autista, dopo un breve lasso di tempo, avrebbe fermato l’autobus e avviato la chiamata al 112, attivando così l’intervento delle forze dell’ordine.

aggressione su bus ad alessandria: cosa è accaduto

Sunshine Osman era a bordo del bus insieme ai due figli: uno di 12 anni e uno di pochi mesi. La dinamica, secondo il racconto della donna, potrebbe essere nata da un urto accidentale oppure da uno sguardo non gradito ai due aggressori.

Gli atti violenti sarebbero iniziati subito: i due aggressori, descritti come ragazzi minorenni di origine nordafricana, avrebbero colpito inizialmente il figlio, spintonandolo davanti alla madre. A quel punto Osman sarebbe intervenuta per difenderlo, ma la reazione degli aggressori si sarebbe rivolta contro di lei.

violenza di gruppo e trascinamento fuori dal bus

La donna riferisce che, dopo l’iniziale fase di spinta e colpimento, gli aggressori avrebbero continuato a insultarla. La vittima sostiene che le offese sarebbero state pronunciate con parole nella lingua di cui lei avrebbe indicato l’appartenenza.

Nel racconto della donna, uno dei minorenni avrebbe tolto una cintura mentre l’altro avrebbe tirato fuori dallo zaino un oggetto con cui avrebbe preso a colpirla. I colpi, riferisce Osman, sarebbero arrivati in più punti: sulla pancia, sulle gambe e anche verso la testa. Durante la concitazione, la donna sarebbe stata anche trascinata fuori dal bus.

Sunshine Osman dichiara inoltre di aver chiesto subito scusa dopo l’accaduto, spiegando che non sarebbe stato intenzionale l’urto. Secondo la sua testimonianza, però, le scuse non sarebbero servite a fermare la violenza.

nessun intervento e chiamata al 112 da parte dell’autista

Il punto centrale della vicenda riguarda l’assenza di un intervento immediato. Sunshine Osman afferma che nessuno è intervenuto, pur essendoci persone presenti in grado di assistere alla scena. La donna ha diffuso sui propri canali social una breve clip dell’accaduto.

Nel video indicato dalla testimonianza, risulterebbe che un passeggero rimanga immobile e un altro continui a filmare senza intervenire. Al tempo stesso, il giovane che ha ripreso l’accaduto avrebbe dichiarato di aver tentato di intervenire, ma di aver poi desistito perché gli aggressori avrebbero avuto armi da taglio.

Solo l’autista del bus, dopo poco, avrebbe fermato il mezzo e chiamato il 112. Successivamente, l’arrivo delle forze dell’ordine avrebbe interrotto l’aggressione. La vittima riferisce che i poliziotti avrebbero “salvato la vita”.

individuazione degli aggressori, soccorsi e ospedale

Nonostante la tempestività dell’allarme avviato dall’autista, i due aggressori sarebbero riusciti ad allontanarsi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. La donna sostiene che, una volta fermata la situazione, sia stata prestata assistenza e che lei sia stata soccorso e trasportata in ospedale.

Gli investigatori avrebbero poi individuato i due ragazzi e li avrebbero denunciati in seguito alla denuncia e alla ricostruzione dei fatti.

atto in parlamento: interrogazione al ministro piantedosi

La vicenda acquisirà anche rilievo politico-istituzionale. Alleanza verdi e sinistra, infatti, presenterà un’interrogazione parlamentare al ministro Piantedosi per affrontare quanto accaduto a bordo del mezzo pubblico e le circostanze segnalate dalla vittima.

figure coinvolte nella vicenda

  • Sunshine Osman
  • Alleanza verdi e sinistra
  • ministro Piantedosi
  • autista del bus
  • due ragazzi minorenni di origine nordafricana
  • due figli: uno di 12 anni e uno di pochi mesi

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