Aiutate : come funziona la truffa con la storia di un bambino malato su PayPal

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Aiutate : come funziona la truffa con la storia di un bambino malato su PayPal

Un volto che appare innocente, una storia capace di stringere lo stomaco e un invito alla donazione pronto a trasformare la compassione in denaro. Su Facebook, una raccolta fondi sospetta sfrutta l’immagine di un bambino associato alla leucemia e costruisce un percorso narrativo studiato per far scattare urgenza e fiducia. Il meccanismo resta coerente: contenuti usati per emozionare, testo manipolato per orientare le persone e un link che consente di alimentare l’inganno.

truffa su facebook con raccolta fondi per leucemia

Da mesi circola sui social una raccolta fondi considerata sospetta. L’iniziativa fa leva sull’immagine di un bambino malato di leucemia, ma dietro la pubblicazione si trova un profilo intestato a una sedicente “Rosaria Maria Caputo”. Il punto centrale della frode riguarda il modo in cui viene presentata la storia: i materiali multimediali sembrano provenire da eventi reali, mentre i testi che accompagnano foto e video vengono alterati per guidare gli utenti verso la donazione.

come funziona la manipolazione della storia

La dinamica della truffa si fonda su una combinazione precisa: contenuti autentici recuperati da una vicenda reale, uniti a narrazioni modificate. I contenuti pubblicati dai truffatori raccontano effettivamente il percorso di un bambino che ha affrontato la leucemia, documentato dal padre, ma la ricostruzione viene resa distorta con elementi non corretti o inventati. Tra le incongruenze segnalate rientrano età differenti da un post all’altro, dettagli non verificabili e ricoveri mai avvenuti.

nomi, ospedali e terapia sperimentale

In alcuni casi, il bambino viene rinominato con varianti come “Davide” o “Davi”. La descrizione viene poi collegata a un presunto contesto ospedaliero, con riferimento all’Ospedale San Raffaele. A rendere la richiesta più convincente viene aggiunta una necessità urgente legata a una terapia sperimentale indicata come del valore di 20.000 euro, elemento usato per accelerare la decisione di donare.

il bambino reale e la guarigione

Secondo le ricostruzioni disponibili, il bambino ritratto non avrebbe alcuna connessione con quella raccolta fondi. Il bambino appartiene invece a una storia reale statunitense: la leucemia è stata affrontata e oggi risulta guarito dopo tre anni di cure. La campagna diffonde quindi dettagli che richiamano una vicenda reale, ma li riorganizza per farli combaciare con una richiesta economica impropria.

link fisso e obiettivo: portare alla donazione tramite paypal

Il collegamento alla raccolta fondi risulta sempre lo stesso. La richiesta di donazione passa tramite un passaggio legato a PayPal, rendendo l’azione immediata per chi decide di contribuire. La costruzione dell’inganno è così rapida da far scivolare l’attenzione dalla verifica dei contenuti alla spinta emotiva generata dal racconto.

numeri della raccolta e segnali di credibilità alterata

La campagna ha raggiunto dimensioni rilevanti sui social: la pagina avrebbe superato i 60mila follower e i contenuti hanno ottenuto centinaia di migliaia di visualizzazioni. In evidenza anche un singolo video arrivato a circa 500mila visualizzazioni, con numerose interazioni tra like, commenti e condivisioni.

Sul piano economico, finora sarebbero stati raccolti circa 7.800 euro. Tuttavia, dalle informazioni riportate emerge uno squilibrio: soltanto una parte, circa 1.300 euro, sarebbe riconducibile a donazioni reali. Il resto verrebbe descritto come denaro caricato dallo stesso gestore allo scopo di aumentare la credibilità della campagna.

la tecnica della prova sociale

La strategia viene collegata a un meccanismo già noto: più la raccolta appare già sostenuta, più diventa facile che altri contribuiscano. L’effetto si basa sulla percezione di una campagna “in corso” e sull’idea che intervenire ora possa fare la differenza.

precedenti e incoerenze: cambi di bambini e contesto italiano

La truffa non sarebbe una novità assoluta. In precedenza venivano utilizzate le immagini di un altro bambino, indicato come brasiliano. Una volta emersa l’identità reale collegata alla storia precedente, i truffatori avrebbero modificato la narrazione, continuando comunque l’attività senza fermarsi.

Un altro elemento considerato decisivo riguarda il contesto in Italia: secondo quanto riportato, cure di questo tipo, incluse quelle sperimentali, vengono gestite dal sistema sanitario pubblico, senza richieste dirette di denaro ai pazienti. Questa discrepanza, se riconosciuta, priverebbe la frode della parte più importante della sua impostazione.

profile e intestazione della campagna

Il profilo associato alla raccolta fondi risulta intestato a una sedicente “Rosaria Maria Caputo”, indicata come intestataria della pagina che veicola la richiesta e che utilizza testi manipolati per indirizzare gli utenti verso la donazione tramite il collegamento presente.

persone coinvolte nella campagna

  • Rosaria Maria Caputo (intestazione del profilo usato per la raccolta fondi)
  • Davide / Davi (nomi usati nella narrazione della campagna in alcune versioni)
  • padre del bambino reale (fonte dei contenuti autentici da cui sarebbero stati tratti foto e video)
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