Aceti benefici per la salute e rischi: cosa sapere tra regole, digitale e decisioni più semplici

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Aceti benefici per la salute e rischi: cosa sapere tra regole, digitale e decisioni più semplici

La riforma della governance farmaceutica viene presentata come un passaggio rilevante per intervenire sulle criticità dell’assistenza ai farmaci nel sistema italiano. Nel valutare l’impianto proposto, il focus si concentra sulla necessità di rendere più coerenti i processi decisionali e sull’urgenza di assicurare un accesso alle cure realmente uniforme, soprattutto nella fase successiva all’autorizzazione dei trattamenti.

riforma della governance farmaceutica: opportunità e nodi da sciogliere

Tonino Aceti, presidente di Salutequità, ha evidenziato come la riforma possa offrire un’occasione concreta per correggere aspetti problematici dell’attuale assetto. L’efficacia del cambiamento, però, dipende dalla capacità di affrontare questioni ancora irrisolte che incidono sulla velocità e sull’equità dell’accesso ai farmaci.

troppe istanze decisionali: duplicazioni e rallentamenti

Il primo nodo indicato riguarda la presenza di molti livelli decisionali. Secondo Aceti, attualmente coesistono diverse commissioni regionali e aziendali del farmaco insieme ad altri organismi, con il rischio di sovrapposizioni. Il risultato, secondo l’impostazione espressa nel corso dell’intervento, è una duplicazione delle valutazioni già svolte a livello nazionale da Aifa e a livello europeo dall’European Medicines Agency (Ema), oltre al riferimento al prontuario farmaceutico nazionale.

In questo contesto, la presenza di prontuari regionali e aziendali viene considerata una causa di rallentamento e di disuguaglianza nell’accesso alle cure, poiché introduce passaggi aggiuntivi che rendono più complesso il percorso dei farmaci. Il tema assume ancora maggiore rilevanza in un periodo in cui il Servizio sanitario nazionale è già interessato da liste d’attesa e difficoltà di accesso; aggiungere ulteriori livelli di governance, secondo l’argomentazione proposta, potrebbe produrre un sistema meno efficiente e meno equo.

dopo l’autorizzazione: organizzazione territoriale e uniformità

Il secondo punto critico sollevato riguarda ciò che avviene successivamente all’approvazione di un farmaco. L’autorizzazione di una terapia, da sola, non garantisce che i pazienti possano effettivamente riceverla. Per rendere il percorso completo, diventa necessario organizzare in modo efficace i servizi sul territorio, istituire centri di riferimento, creare reti di specialisti e assicurare una diffusione uniforme.

Aceti ha posto l’accento sul fatto che, allo stato attuale, questi passaggi risultano gestiti con tempi e modalità molto diverse da regione a regione. Tale variabilità genera disomogeneità nell’accesso alle cure, con effetti diretti sulla possibilità per i pazienti di beneficiare dei trattamenti disponibili.

terapie digitali: bisogno di regolamentazione chiara

Un ulteriore ambito considerato centrale è quello delle terapie digitali (digital therapeutics). Si tratta, secondo quanto osservato, di un settore in forte crescita, ma ancora privo in Italia di una regolamentazione chiara. In questo scenario, il disegno di legge viene descritto come un’opportunità utile a colmare il vuoto normativo e a definire un quadro di riferimento preciso.

La riforma, nella prospettiva delineata, dovrebbe mirare a semplificare i processi decisionali, ridurre le duplicazioni, garantire l’uniformità di efficienza ed efficacia organizzativa sul territorio e regolare le nuove frontiere della medicina digitale, con l’obiettivo di rendere l’accesso alle cure più rapido e più equo.

figure istituzionali coinvolte nel confronto

Intervenuto a Roma al convegno Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide, Tonino Aceti ha portato il punto di vista sul tema della governance farmaceutica e sui passaggi necessari per ridurre disomogeneità e rallentamenti.

  • Tonino Aceti (presidente di Salutequità)

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