13 lupi avvelenati nel Parco d’Abruzzo, WWF denuncia una strage continua
Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise continua a crescere l’allarme per episodi di avvelenamento che stanno colpendo più specie. In pochi giorni il numero di carcasse rinvenute è salito a 13, con ritrovamenti concentrati in aree vicine e in un raggio di pochi chilometri. Le indagini sono in corso per individuare i responsabili, mentre il contesto viene giudicato estremamente preoccupante da chi segue la vicenda.
avvelenamenti nel parco abruzzo lazio molise: 13 carcasse in pochi giorni
Le segnalazioni relative ai ritrovamenti illeciti si susseguono rapidamente. A Pescasseroli, nel pomeriggio di mercoledì 22 aprile, sono stati trovati altri tre lupi uccisi illegalmente. Nello stesso quadro di territori interessati, a Bisegna sono state individuate anche tre volpi e una poiana.
La dinamica dei ritrovamenti rafforza la preoccupazione per una possibile reiterazione degli episodi: soltanto una settimana prima erano stati rinvenuti cinque lupi morti ad Alfadena, a cui si aggiungevano altri cinque lupi trovati sempre nel territorio di Pescasseroli. L’insieme degli eventi ha portato la conta complessiva delle carcasse avvelenate a 13.
procura di sulmona e perlustrazioni: indagini in corso
La Procura di Sulmona sta conducendo gli accertamenti necessari per individuare i responsabili. Il Parco d’Abruzzo ha fornito una descrizione dell’attività sul campo, evidenziando che da una settimana il personale procede con perlustrazioni continuative.
perlustrazioni con cani antiveleno e carabinieri forestali
Nel monitoraggio sono stati coinvolti cani antiveleno e i carabinieri forestali di Assergi. L’obiettivo delle attività riguarda sia la ricerca di indizi utili alle indagini, sia l’esclusione della presenza di altre morti nelle aree interessate. Le operazioni si svolgono in raccordo con la Procura di Sulmona.
esche e rischio per altre specie: preoccupazione per gli orsi marsicani
Il timore principale riguarda l’ipotesi che le esche avvelenate possano aver attirato anche specie protette. Il Parco segnala la possibile minaccia per gli orsi marsicani, la cui consistenza risulta in ulteriore riduzione.
Nel quadro ricostruito dalle attività di monitoraggio, viene evidenziato che in alcune aree non sono stati ancora trovati bocconi avvelenati o reperti che indicano con chiarezza l’avvelenamento. Al contempo, la compresenza di più specie morte in contesti simili rafforza il sospetto di ulteriori episodi.
contesti con più specie morte: sospetto rafforzato
La lettura complessiva della situazione viene descritta come gravissima. La presenza di decessi di specie differenti nello stesso scenario viene indicata come elemento che rende forte l’ipotesi che possano essersi verificati altri avvelenamenti.
parco e wwf: condanna degli avvelenamenti e rischi per la sicurezza pubblica
Il Parco d’Abruzzo sottolinea la gravità del fenomeno, descrivendo un quadro segnato da forte turbamento e dolore. Viene ribadito un principio centrale: qualunque sia la motivazione, illegalità e criminalità legate a questi atti non possono essere giustificate.
Anche il Wwf interviene sulla vicenda, definendo l’uso di bocconi avvelenati un atto criminale ai danni della biodiversità e, allo stesso tempo, un rischio per la sicurezza pubblica. L’associazione parla di strage continua e richiama la responsabilità di chi giustifica simili reati.
ordinanza ministero della salute e richiesta di interventi più incisivi
Il Wwf ricorda che il ministero della Salute ha ribadito, con un’ordinanza dell’8 agosto 2025, il divieto di uso e abbandono di esche avvelenate. L’associazione chiede interventi più incisivi, con attenzione sia alla prevenzione sia a sanzioni efficaci, dichiarandosi disponibile a supportare le autorità con unità cinofile anti-veleno nelle operazioni di bonifica.
enti coinvolti e soggetti citati nelle operazioni
Nel percorso di accertamento e contrasto degli episodi vengono richiamati diversi soggetti istituzionali e tecnici, coinvolti nelle attività di ricerca e nella gestione della fase investigativa.
- Procura di Sulmona
- Parco d’Abruzzo
- carabinieri forestali di Assergi
- cani antiveleno
- Wwf
- ministero della Salute
Tra le aree citate nei ritrovamenti e nelle indagini compaiono anche località come Pescasseroli, Bisegna e Alfadena.
