Suicidio assistito 55enne morta con farmaco letale e dispositivo fornito usl

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Suicidio assistito 55enne morta con farmaco letale e dispositivo fornito  usl

Una donna toscana di 55 anni, affetta da sclerosi multipla, è deceduta a casa dopo l’autosomministrazione di un farmaco letale. La dinamica descritta riguarda l’uso di un dispositivo con comando oculare predisposto dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), pensato per permettere l’infusione endovenosa del farmaco per il fine vita.

suicidio medicalmente assistito, Libera e il dispositivo con comando oculare

La ricostruzione dell’episodio viene resa nota dall’Associazione Luca Coscioni. Secondo quanto comunicato, la donna, identificata come Libera, è morta in seguito all’autosomministrazione di un farmaco letale tramite un sistema attivabile con i movimenti oculari.

Il ruolo centrale del percorso descritto riguarda la predisposizione tecnica: il dispositivo sarebbe stato appositamente predisposto dal Cnr per consentire a Libera di avviare l’infusione endovenosa. L’Associazione Luca Coscioni sottolinea che si tratterebbe della 14esima persona in Italia ad aver avuto accesso al suicidio medicalmente assistito e della seconda in Toscana, sempre secondo quanto riferito dall’Associazione.

funzionamento del sistema: puntamento oculare e pompa infusionale

Nel comunicato si evidenzia che il dispositivo sarebbe stato consegnato dalla Usl. La procedura descritta fa riferimento a un sistema di puntamento oculare interfacciato con una pompa infusionale, attraverso il quale Libera avrebbe attivato autonomamente l’infusione endovenosa.

superamento dell’ostacolo legato alla tetraparesi spastica

La descrizione insiste sull’aspetto legato alle condizioni neurologiche: la tetraparesi spastica impediva qualsiasi movimento, incluso quello necessario a premere il tasto di attivazione del macchinario normalmente usato per questa tipologia di procedura. Il sistema con comando oculare avrebbe consentito di aggirare questo limite, permettendo l’attivazione dell’infusione tramite il puntamento oculare.

reazioni e parole di Libera: attesa, diritto e battaglia

L’Associazione riporta anche le parole attribuite a Libera, con un messaggio centrato sull’attesa prolungata per poter esercitare un diritto. Nella dichiarazione viene evidenziata l’esistenza di tempi di attesa che avrebbero richiesto due anni e l’idea che nessuno dovrebbe essere costretto a una lunga lotta per ciò che viene presentato come garantibile.

Libera afferma che la propria battaglia è stata dura e collega il senso di quella esperienza alla possibilità che non sia stata vana.

ringraziamenti dell’associazione e vicinanza alla famiglia

La comunicazione attribuisce all’Associazione Luca Coscioni un ringraziamento dedicato a Libera per il contributo che la sua vicenda avrebbe offerto. Nel testo si parla della capacità di Libera di lottare non solo per sé, ma anche per tutte le persone nelle sue condizioni, contribuendo a “aprire una strada” che potrà essere seguita anche da altri.

La nota include inoltre il riferimento al pensiero e alla vicinanza rivolti alla famiglia e a tutte le persone che sarebbero state accanto a Libera.

nomi citati dall’associazione

  • Libera
  • Filomena Gallo
  • Marco Cappato

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