Rupert everett amore nei parchi e al colosseo di notte cosa ha raccontato

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Rupert everett amore nei parchi e al colosseo di notte cosa ha raccontato

Rupert Everett, oggi 66 anni, ripercorre con intensità e lucidità momenti della propria vita tra Londra e Roma dagli anni Settanta, offrendo una visione personale che intreccia esperienze, libertà e conseguenze. L’attore britannico, già noto come sex symbol tra gli anni Ottanta e Novanta, collega il racconto a una nuova occasione cinematografica: il suo ruolo come Caifa nel “Vangelo di Giuda” di Giulio Base, nelle sale dal 2 aprile.

rupert everett e caifa nel “vangelo di giuda”

Nel film “Il Vangelo di Giuda”, Rupert Everett interpreta Caifa, indicato come capo sacerdote del Sinedrio che mandò a morte Gesù. L’intervista racconta come, accanto all’attualità professionale legata all’uscita nelle sale dal 2 aprile, emerga anche un percorso di vita segnato da libertà, scelte e contraddizioni.

vita, libertà e ammissioni personali

Everett affronta il tema dell’infedeltà senza filtri, partendo da una considerazione generale: “Ognuno di noi tradisce ed è stato tradito”. Il punto di svolta del racconto riguarda la sua giovinezza, quando, dopo la libertà del 1968, collegò l’autonomia a un’idea di romanticismo e sesso. In quel periodo dichiara di essere stato molto infedele, spiegando che nella maturazione ha riconosciuto conseguenze e dinamiche personali.

coming out e il prezzo della libertà

Il discorso si sposta sul coming out. Everett afferma di essere sopravvissuto bene e di aver ottenuto più di quanto ha perso. Nel racconto, emerge anche l’ipotesi di una vita diversa a Roma: se avesse sposato la sua amica Michela, le circostanze sarebbero andate in modo differente. L’attore conclude collegando la scelta alla necessità di pagare un prezzo per ogni percorso scelto.

anni 70 tra londra e roma: una libertà “scoperta” e vissuta

La narrazione descrive la libertà come esperienza concreta. Everett sostiene di aver vissuto anche a Roma la libertà che aveva scoperto a Londra negli anni 70. Ricorda momenti legati alla dimensione intima e alla città: racconta di quando faceva l’amore nei parchi, tra luoghi come il Campidoglio, fino a citare il Colosseo, che dice di aver trovato aperto di notte.

l’antica roma come sensazione personale

Everett collega queste esperienze a un’immagine dell’antico: afferma che usi e costumi erano ampi nel mondo antico e di sentirsi, durante quei passaggi, un antico romano. Il racconto costruisce così un ponte tra luoghi reali e una percezione di immersione culturale, legata alla libertà personale.

vizi, festa e un’epoca che si chiude

La libertà descritta non riguarda solo la sfera privata: Everett parla anche di vizi e di un periodo vissuto come libertà più sfrenata. Riferisce di essere stato ospite di Valentino a un grande party, ricordando dettagli dell’evento: trapezisti, il canto degli angeli, il gioco di luci e un divertimento definito esaltante. La scena viene resa con un’immagine forte, come al circo con i gladiatori, e si conclude con una frase che indica un passaggio di tempo: quel party, secondo Everett, ha chiuso un’era.

personaggi citati da rupert everett

Nel racconto compaiono alcune figure collegate alle esperienze descritte e al contesto del film.

  • Rupert Everett
  • Caifa
  • Gesù
  • Giulio Base
  • Michela
  • Valentino
“Facevo l’amore nei parchi, al Campidoglio e perfino al Colosseo, che trovai aperto di notte. Anche i vizi, ho vissuto la libertà più sfrenata”: così Rupert Everett
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Categorie: TV e Spettacolo

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