Referendum parodi vittoria no stupratori liberi e umiliazione nellimmagine pubblica

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Referendum parodi vittoria no stupratori liberi e umiliazione nellimmagine pubblica

Un referendum sulla giustizia si avvicina e, con esso, cresce l’attenzione sul ruolo della magistratura e sul modo in cui la riforma inciderebbe sul principio di uguaglianza. Cesare Parodi, presidente dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), in un’intervista ad Adnkronos, affronta i temi al centro della campagna, mettendo al centro l’idea che la legge debba essere applicata nello stesso modo per tutti e che la magistratura non sia chiamata a schierarsi contro il governo. Le parole di Parodi ruotano attorno a immagini contrapposte, dati richiamati e preoccupazioni legate all’impatto percepito sulla giustizia.

riforma della giustizia e principio di uguaglianza davanti alla legge

Parodi collega la discussione sulla riforma a un’idea centrale: i principi devono essere garantiti, non limitarsi a essere enunciati. Secondo il presidente Anm, chi ha potere a livello politico, economico o sociale avrebbe meno necessità di un’indipendenza della magistratura. Al contrario, sono i soggetti più deboli a dover poter contare su una magistratura capace di affermare davanti a chiunque che la legge vale ugualmente per tutti.

Nel ragionamento presentato, l’uguaglianza non può restare astratta: Parodi richiama l’esempio del diritto alla salute nella Costituzione, sostenendo che, se mancano interventi concreti come la costruzione degli ospedali, il principio perde efficacia. Da qui l’idea che la riforma, se non costruita in modo da mantenere la garanzia dell’uguaglianza sostanziale, renderebbe più difficile per le persone vulnerabili far valere la propria condizione davanti alle istituzioni.

magistrati e governo: nessuna opposizione, applicazione della legge

Il presidente dell’Anm respinge l’interpretazione secondo cui i magistrati sarebbero nemici del governo o parte di un’opposizione. Parodi sottolinea che l’Associazione si occupa della propria funzione e che risulta non gradita l’idea che i cittadini possano interpretare la posizione dei magistrati come antagonista rispetto all’esecutivo.

no al rischio di “magistrati contro”: immagini, detenzioni e errori giudiziari

Nel merito del dibattito pubblico, Parodi afferma di essere avvilito dall’uso di toni legati a promesse di correzione degli errori o a riferimenti a casi specifici. Il presidente Anm richiama numeri: sostiene che in Italia le ingiuste detenzioni sarebbero circa l’1% delle misure cautelari, mentre in Francia sarebbero il 4%. Parodi evidenzia che, secondo quanto riferito, in altri contesti non sarebbe stata collegata l’esistenza di errori alla necessità di limitare la libertà della magistratura.

Parodi ribadisce anche la propria valutazione politica complessiva: indica la convinzione che possa vincere il No. In caso contrario, afferma che dispiacerebbe per l’immagine attribuita alla magistratura, sostenendo che tale percezione avrebbe condizionato l’opinione pubblica. L’argomento si completa con la distinzione tra critica alle sentenze e richiesta che la magistratura aderisca alle linee del governo, definendo quest’ultima come un elemento differente dalla semplice discussione giuridica.

ruolo della politica e ruolo della magistratura: argini al flusso decisionale

Parodi richiama un’immagine usata in un convegno in cui sarebbe intervenuto il professor Zagrebelsky. Secondo il passaggio riportato, la politica rappresenterebbe “il fiume” che avanza con le grandi scelte, mentre la magistratura costituirebbe “gli argini”. Gli argini, nella metafora, non fermerebbero il flusso ma impedirebbero che debordi e travolga i diritti dei cittadini. Parodi afferma di voler vivere in un Paese in cui la politica governa, mentre i giudici restano liberi di applicare la legge.

critica alle decisioni giudiziarie e confine con l’indirizzo vincolante

Nel quadro delineato, le sentenze possono essere oggetto di critica. Parodi distingue però tra la critica puntuale a una decisione e l’idea che, dopo la riforma, la magistratura debba assecondare le linee del governo. In quest’ottica, la differenza viene presentata come sostanziale: la prima rientrerebbe nel confronto, la seconda implicherebbe una forma di condizionamento.

assenza di boicottaggio politico: applicazione nel contesto normativo

Secondo Parodi non si tratterebbe di “boicottaggio politico”. I giudici, sostiene, applicano le leggi nel loro contesto globale e i risultati possono essere diversi da quelli sperati non per scelta dei magistrati, ma per via della verifica delle interazioni con altre normative dello Stato e anche con normative europee e internazionali. Nel ragionamento riportato, una legge viene formulata con determinati obiettivi dal governo; quando arriva ai giudici, questi devono verificare l’insieme delle norme rilevanti, e il risultato può mutare rispetto alle attese iniziali.

Parodi riporta anche un riferimento attribuito al ministro Nordio: l’idea che la riforma consentirebbe alla politica di recuperare libertà di azione. Nel quadro argomentativo, la domanda posta riguarda l’esistenza di ostacoli mai realmente presenti rispetto alla possibilità della politica di legiferare.

immagine della magistratura e dichiarazioni sul referendum

Parodi ribadisce un punto identitario: racconta di fare il pubblico ministero da 36 anni e afferma di provare umiliazione nel sentirsi attribuire finalità volte a “liberare” pedofili e stupratori o a “portare via i bambini dalle famiglie”. Nel passaggio riportato, Parodi sostiene che molti magistrati si sentano avviliti dall’immagine resa pubblica, che a suo dire non corrisponderebbe alla realtà conosciuta.

Il presidente dell’Anm precisa che gli errori esistono e che sono gravi per chi li subisce. Allo stesso tempo, afferma che in altri sistemi giudiziari, anche in Europa e in Paesi come Stati Uniti e Gran Bretagna, gli errori giudiziari risulterebbero più numerosi rispetto all’Italia. In base a quanto sostenuto, ciò non avrebbe portato a limitazioni della libertà della magistratura per la presenza di errori.

conseguenze per l’Anm in caso di voto: nessuna modifica prevista

Parodi dichiara che, sul piano dell’Associazione nazionale magistrati, l’esito del referendum non comporterebbe conseguenze: afferma che l’Anm si chiamerebbe Associazione magistrati e che, restando magistrati con carriere diverse, non vi sarebbe una ragione per modificare atteggiamenti e ruolo. Il presidente indica inoltre che l’Anm avrebbe un compito ancora più rilevante, delineato come unico luogo in cui i magistrati sarebbero rappresentati in base a sensibilità concrete e non in base al singolo caso.

sorteggio per csm e alta corte: merito al centro del sistema

Parodi torna sul meccanismo del sorteggio previsto dalla riforma per csm e Alta Corte, sostenendo che in nessun Paese al mondo, in un ruolo di responsabilità come quello del Consiglio superiore della magistratura, si verrebbe scelti a caso. A suo avviso, il tema del correntismo esisterebbe in vari contesti organizzati: il problema nascerebbe quando chi ricopre un ruolo ne approfitta per fini personali invece che per l’interesse collettivo. In tale impostazione, Parodi precisa però che in nessun caso si ricorrerebbe al sorteggio per gestire criticità.

Nel ragionamento riportato, il sorteggio sarebbe incompatibile con la ricerca del merito: l’idea presentata è che, di fronte a esigenze di qualità e selezione, si cercherebbero uomini e donne migliori e metodi migliori per l’individuazione, mentre il caso sarebbe il contrario della valutazione meritocratica.

dopo il voto: giustizia senza fermarsi e dialogo tra tutte le parti

Parodi descrive l’operatività della giustizia come continuativa: sostiene che non si sia mai fermata e che non si fermerà neppure nel giorno successivo al referendum. Nel periodo indicato, afferma di aver svolto campagna elettorale senza interrompere l’attività quotidiana. In prospettiva, Parodi afferma che sarebbe indispensabile un dialogo fra tutte le parti, collegando la tenuta del sistema a un confronto strutturato.

personaggi citati

Cesare Parodi Giorgia Meloni Nordio Zagrebelsky

Categorie: PoliticaCronaca

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