Referendum, ho fatto il segretario e mi sono divertito: ho pensato anche di cercarmi un lavoro
Una giornata elettorale vissuta da dentro, con la fatica concreta del lavoro e la leggerezza delle relazioni nate tra cabine, schede e attese. In primo piano emerge l’idea che l’impegno elettorale, quando affrontato con spirito operativo, diventi un’esperienza capace di illuminare e di restituire ritmo alla democrazia. Nel racconto compaiono volti, dettagli quotidiani e un’alba interpretata come simbolo: l’inizio di un nuovo giorno che non si esaurisce con il passare delle ore.
lavoro elettorale come esperienza diretta e “salutare”
Il lavoro svolto in occasione del referendum viene descritto come estremamente positivo, con l’indicazione di dedicare almeno due giorni all’anno all’attività elettorale. La narrazione insiste sulla dimensione personale del coinvolgimento: sveglia presto, spostamenti, ritmo intenso e un ambiente di squadra che sostiene l’intero svolgimento.
Particolare attenzione è riservata alla mattina: il risveglio avviene all’alba, durante il quale il movimento in bicicletta porta verso la scuola dove sono state vissute tappe importanti del passato. L’alba, citata come fenomeno naturale, viene presentata come stupefacente e come una presenza amica, associata alla speranza, definita come qualcosa che vive e non muore.
la squadra durante il referendum e i dettagli del gruppo
Al centro dell’esperienza si trova un gruppo di lavoro descritto con tratti caratteriali, interessi e abitudini. Il presidente viene raffigurato come malinconico, gentile ed elegante, capace di unire eleganza e sorriso. Sono ricordate attività sportive e imprese considerate faticose, tra cui l’idea di nuotare lo stretto di Messina senza ponte e la partecipazione a una competizione chiamata Iron Man. Tra gli elementi di entusiasmo rientra anche un riferimento a una gara nella Torre Allianz con 50 piani di corsa.
Nel gruppo compare anche Emma, laureata in matematica, sempre sorridente, che confida di fare ancora colazione con Nesquik. L’atmosfera del racconto punta a sottolineare il contrasto tra aspetti quotidiani e sfide fisiche, mantenendo un tono complessivo di ammirazione per l’energia di chi è presente in sezione.
marta e jacopo: percorsi diversi, atteggiamenti distintivi
Marta, studentessa di medicina, viene descritta come piena di grazia e fascino. Nel racconto emerge la sua esperienza legata alle autopsie: un dettaglio che suscita forti reazioni emotive nel narratore, sottolineando la differenza tra attività osservate e limiti personali. L’ammirazione rimane un punto fermo, con il tentativo di comprendere come sia possibile affrontare esperienze così intense.
Jacopo, ingegnere elettronico, viene presentato come molto alto, con occhi azzurri e un modo di comunicare ridenti. Gli hobby ricordati riguardano lo sciare in Georgia e andare a fare canoa nelle Filippine. Da queste esperienze derivano episodi raccontati con naturalezza: l’incontro con una ragazza locale, l’offerta di accompagnarla a casa in motorino e l’esito della richiesta economica, che lo lascia malissimo. Nel racconto il tema dei giovani compare come elemento di freschezza e sorpresa.
cose accadute in sezione e lo spoglio delle schede
Nel racconto vengono inseriti episodi considerati memorabili. Si descrive, in un’altra sezione, la presenza di una piccola torta con candeline trovata nella cabina elettorale per un ragazzo che stava festeggiando gli anni proprio nel giorno della votazione. La scena viene collegata a un’idea di gentilezza e a un’atmosfera di rispetto durante il procedimento.
La gestione del voto viene descritta anche attraverso il linguaggio formale usato con chi vota per la prima volta. Il narratore racconta la scelta di rivolgersi ai giovani in modo educato, accompagnandoli nel ritiro della scheda. La solennità del momento alle urne viene contrapposta a comportamenti che, secondo il racconto, possono apparire diversi nel traffico, mentre davanti alla votazione viene percepita una partecipazione composta e attenta.
Alle 15 di lunedì vengono indicate come concluse le votazioni e viene avviato lo spoglio. Il ritmo è presentato come simile a un conto alla rovescia, con schede definite verdi, descritte come “speranza”. Lo svolgimento dello spoglio viene raccontato come un passaggio carico di tensione: si alternano esiti, con la citazione di una sequenza di no e sì che porta a un timore temporaneo e poi a una progressione di risultati contrari, uno dopo l’altro.
risultato elettorale, messaggio politico e valore della Costituzione
Il punto centrale del racconto riguarda un esito sintetizzato in un monosillabo: No. La posizione espressa viene collegata al rifiuto di una riforma della Costituzione e viene indicata l’idea di difendere una Costituzione definita antifascista, associata a un governo indicato come di destra. La formula utilizzata nel racconto richiama un invito a lasciare intatta la Costituzione, con l’espressione “Giù le mani” e un riferimento alla Repubblica come quadro complessivo.
Accanto alla celebrazione del risultato, nel racconto appare anche un riconoscimento a chi ha votato sì “in buona fede”, mantenendo l’attenzione su una cura del clima umano e sull’idea di compassione. Una nota di merito viene dedicata ai giovani, descritti come capaci di vivere ogni alba nel corpo e come un’incarnazione di un’alba che non muore.
allegria dell’alba e ritorno alle ore successive
La chiusura del racconto rimette al centro il valore dell’inizio giornata. L’esperienza lavorativa viene descritta come talmente coinvolgente da far pensare a una ricerca di un lavoro, ma il passaggio viene ricondotto al tema dell’età pensionabile e al fatto che, secondo il narratore, ci si accinge a riposo meritato in attesa del “quello eterno”.
persone citate nella squadra e nel lavoro di sezione
- Marco Biffi
- Emma
- Marta
- Jacopo

