Quando ti ritrovi una persona in più nella stanza mentre fingi di fare sesso: imbarazzo e consigli

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Quando ti ritrovi una persona in più nella stanza mentre fingi di fare sesso: imbarazzo e consigli

Hollywood sta ridefinendo le modalità con cui vengono realizzate le scene di sesso, soprattutto dopo il movimento #MeToo. La presenza sul set di nuove figure dedicate alla gestione delle performance intime sta cambiando prassi e dinamiche operative, e Heather Graham ha descritto con parole dirette cosa comporta questa trasformazione nel lavoro quotidiano.

intimacy coordinator su set: il ruolo tra sicurezza e consenso

Heather Graham ha parlato dell’introduzione degli intimacy coordinator, figure professionali impiegate su set cinematografici e televisivi. Il loro compito consiste nel gestire e supervisionare scene intime come baci, nudità e sesso simulato, con l’obiettivo di assicurare che tutto avvenga in modo sicuro, consensuale e rispettoso per gli attori.

Secondo l’attrice, il valore di questo cambiamento è chiaro: #MeToo è stato definito “straordinario” e gli intimacy coordinator vengono descritti come persone mosse da intenzioni positive. L’ottica resta quindi orientata alla protezione del lavoro degli interpreti e alla tutela delle condizioni in cui avvengono le scene.

il disagio di Heather Graham: troppe presenze in stanza

Accanto al riconoscimento del ruolo, emerge un effetto concreto che Graham considera difficoltoso. L’attrice ha detto che, per chi è abituata a lavorare senza questa ulteriore presenza, vedere apparire una persona in più mentre si finge di fare sesso può risultare “strano” e “un po’ imbarazzante”.

Graham chiarisce inoltre che non si tratta di mettere in discussione la funzione delle figure nate per tutelare gli attori, bensì dell’impatto percepito sul set. In un passaggio molto esplicito, l’attrice arriva a chiedere che queste figure possano uscire dalla stanza, concentrando l’attenzione sulla natura del momento recitativo e sulla gestione pratica della scena.

il problema del doppio comando: quando l’intimacy coordinator dà indicazioni

Un ulteriore punto critico, raccontato con un episodio specifico, riguarda la possibilità che l’intimacy coordinator interferisca nella direzione artistica. Graham riferisce che un coordinatore ha iniziato a dirle come fare una scena di sesso, con indicazioni del tipo: “Quando fai questo, puoi fare così”.

“Non sei il regista”: la reazione di Heather Graham

La reazione dell’attrice viene descritta come immediata e netta. Secondo il suo racconto, il pensiero è stato: “Non sei il regista” e non è necessario ricevere indicazioni su come impostare una performance intima nel corso di una scena. Graham sottolinea che l’interferenza di una seconda figura incaricata di dirigere rischia di creare confusione e di sovrapporsi ai ruoli già presenti sul set.

esperienza e autonomia: “mi sento abbastanza forte”

Per Heather Graham, il tema dell’impatto varia anche in base all’esperienza. L’attrice afferma che gli intimacy coordinator potrebbero essere più utili quando si è più giovani e non si sa ancora come farsi valere. Nel suo caso, invece, descrive una percezione di autonomia più consolidata: “mi sento abbastanza forte”.

la conclusione: una sola richiesta, meno persone nella stanza

Il messaggio finale dell’attrice è diretto e coerente con i punti precedenti: non vuole troppe persone nella stanza durante la realizzazione delle scene intime. Il suo ragionamento mette insieme riconoscimento del cambiamento e critica dell’effetto pratico percepito, con particolare attenzione alla gestione delle indicazioni e alla presenza simultanea di più figure coinvolte nella direzione delle scene.

Personaggi citati:

  • Heather Graham
“Quando all’improvviso ti ritrovi una persona in più nella stanza che ti guarda mentre fingi di fare sesso è imbarazzante. Non mi servono indicazioni su come farlo”: così Heather Graham
“Le cose di sinistra più straordinarie le diceva Papa Francesco. Prima di lui c’è stato don Gallo, di cui mi fidavo ciecamente. Ora l’unico che ascolto è Mattarella”: così Alba Parietti
“Le cose di sinistra più straordinarie le diceva Papa Francesco. Prima di lui c’è stato don Gallo, di cui mi fidavo ciecamente. Ora l’unico che ascolto è Mattarella”: così Alba Parietti

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