Processo malagrotta manlio cerroni incapace di stare a giudizio il risultato della perizia

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Processo malagrotta manlio cerroni incapace di stare a giudizio il risultato della perizia

Il processo d’Appello relativo al disastro ambientale di Malagrotta registra un passaggio decisivo sul piano della capacità processuale di uno degli imputati. Davanti ai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Roma, la perizia ha delineato per Manlio Cerroni una situazione clinica incompatibile con la permanenza della piena idoneità a stare a giudizio, con ricadute dirette sui tempi e sugli sviluppi della trattazione.

capacità di stare a giudizio di manlio cerroni: esito della perizia

Nel corso dell’udienza, è stata illustrata la perizia che riguarda Manlio Cerroni, ora novantanovenne. Secondo quanto riportato dal perito, Cerroni presenta una perdita delle funzioni cognitive e risulta aver perso completamente la capacità deambulatoria e dialettica. Lo specialista ha descritto un quadro considerato permanente, sottolineando che la condizione può ormai solo peggiorare.

La Corte d’Assise d’Appello, sulla base delle valutazioni peritali, comunicherà la decisione in merito alla capacità di stare a giudizio nel corso della prossima udienza, fissata per il 13 aprile.

processo d’appello su malagrotta: posizione stralciata e atti della difesa

La richiesta di perizia era stata avanzata dai difensori dell’ex patron di Malagrotta. Nell’ambito delle iniziative difensive, la posizione di Cerroni è stata gestita con uno specifico atto processuale: è stata indicata infatti la circostanza per cui la posizione è stata stralciata rispetto al complesso del procedimento.

richiesta perizia e nomi dei legali

Alla richiesta di accertamento peritale hanno dato impulso il professor Alessandro Diddi e l’avvocato Pier Gerardo Santoro, come indicato nel corso dell’udienza.

francesco rando nel procedimento: contestazioni e contesto dell’appello

Nell’ambito del processo d’Appello per il disastro ambientale legato alla discarica di Malagrotta, risulta imputato anche Francesco Rando, descritto come ex braccio destro di Cerroni. Rando è indicato come ultraottantenne.

condanna precedente: sentenza di luglio 2024 e capi d’imputazione

Nel luglio 2024, la Terza Corte di Assise di Roma aveva emesso una condanna nei confronti di entrambi gli imputati: a Manlio Cerroni erano stati inflitti sei anni e quattro mesi, mentre a Francesco Rando tre anni. La sentenza prevedeva anche il risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituite.

Tra i soggetti indicati come beneficiari del risarcimento figurano il Comune di Roma, la Regione Lazio e il ministero dell’Ambiente.

capi di accusa: disastro ambientale e offesa alla pubblica incolumità

Secondo quanto contestato dai pm capitolini, l’ipotesi accusatoria riguardava l’aver cagionato un disastro ambientale legato all’alterazione dell’equilibrio di un ecosistema, con riferimento a suolo, sottosuolo e flora. La contestazione riguardava inoltre un’offesa alla pubblica incolumità, collegata alla rilevanza del fatto per estensione della compromissione.

La contestazione faceva leva anche sull’ampiezza dell’area interessata: la discarica si estende su una superficie di circa 160 ettari. Nello stesso quadro si richiamava il numero delle persone offese o esposte a pericolo.

personaggi citati nel procedimento

  • Manlio Cerroni
  • Francesco Rando
  • Alessandro Diddi
  • Pier Gerardo Santoro
Categorie: Cronaca

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