Pfas in toscana: approvata la mozione, ma i controlli restano fermi

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Pfas in toscana: approvata la mozione, ma i controlli restano fermi

La Regione Toscana ribadisce l’impegno a tutela della qualità delle acque, puntando a controlli più stringenti contro i Pfas, noti come “inquinanti eterni” per la loro persistenza nell’ambiente e la capacità di accumularsi anche nel sangue umano. A fronte di una decisione unanime del Consiglio regionale che impegna la Giunta a rafforzare la vigilanza, emergono però difficoltà operative: a oltre due mesi dall’entrata in vigore dei nuovi parametri nazionali, le strutture preposte non risultano ancora pienamente in grado di svolgere le analisi obbligatorie sull’acqua potabile.

toscana pfas: mozione unanime e controlli rafforzati sulle acque

Il Consiglio regionale toscano ha approvato all’unanimità una mozione che obbliga la Giunta a rafforzare i controlli sulla contaminazione da Pfas. L’urgenza nasce dal ruolo dei composti chimici sintetici indicati come resistenti alla degradazione e capaci di accumularsi nell’ambiente e nel corpo umano. La cornice politico-amministrativa prevede un sistema orientato a monitoraggio e prevenzione attraverso una vigilanza costante e preventiva.

Nonostante l’impostazione formale, si registra uno scarto tra i nuovi riferimenti regolatori e la capacità di esecuzione sul campo. Con l’avvio dei criteri nazionali, le aziende sanitarie toscane risultano, secondo quanto riportato, non ancora operative sul piano delle analisi indispensabili per verificare la presenza dei Pfas nell’acqua destinata al consumo.

pfas e scadenze nazionali: dal 12 gennaio 2026 nuovi parametri vincolanti

Il decreto legislativo 102/2025, recependo direttive europee, ha previsto che dal 12 gennaio 2026 i nuovi parametri sui Pfas diventassero vincolanti per tutti i gestori idrici. Il quadro normativo mira a consolidare protocolli di monitoraggio e prevenzione, introducendo obblighi di controllo che richiedono strumenti, procedure e autonomia tecnica.

Secondo Rossella Michelotti, presidente del Forum toscano dei movimenti per l’acqua, la Toscana sarebbe arrivata con ritardi rispetto alle aspettative create dalla tempistica. L’osservazione riguarda l’incapacità delle aziende sanitarie di effettuare le analisi richieste dalla legge, nonostante l’attesa teorica di una preparazione anticipata. Al centro delle criticità vengono citate la mancanza di strumentazione e la mancata predisposizione di convenzioni adeguate.

controlli su acqua potabile: doppio livello tra gestori e asl

Il sistema dei controlli sull’acqua potabile è strutturato su due livelli. Da un lato operano le analisi interne svolte dai gestori degli acquedotti. Dall’altro lato entrano in gioco i controlli esterni affidati alle aziende sanitarie locali, pensati per garantire verifiche indipendenti sulla qualità dell’acqua.

La criticità segnalata riguarda proprio la componente esterna: le Asl, secondo quanto emerso, non risultano in grado di svolgere le verifiche richieste. Questa indicazione viene ricondotta anche alle risposte inviate alle associazioni a seguito di richieste di accesso agli atti, dove le strutture sanitarie avrebbero confermato l’assenza della piena operatività necessaria.

assenza dei controlli esterni: laboratorio non pienamente attrezzato

In una nota datata 4 marzo, l’azienda Usl Toscana nord ovest, indicata come soggetto che dovrebbe svolgere le analisi di laboratorio per l’intero sistema sanitario regionale, dichiara di non essere ancora attrezzata per eseguire i controlli sui Pfas. Il documento afferma di aver espletato la gara per l’acquisizione della strumentazione, ma evidenzia che l’apparecchiatura non è ancora operativa.

Nella fase di transizione viene indicata la predisposizione di convenzioni con laboratori esterni, citando tra gli altri Arpa Veneto e l’Istituto zooprofilattico sperimentale Toscana Lazio. L’obiettivo dichiarato è arrivare alla piena ottemperanza entro la corrente annualità, cioè entro la fine del 2026.

Secondo Michelotti, questo quadro evidenzierebbe un divario rispetto ad altre amministrazioni locali: il riferimento è alla possibilità che, per l’analisi dei campioni, si faccia ricorso a laboratori fuori regione, elemento che sarebbe indicativo di una preparazione più avanzata altrove.

mozione consiliare 11 marzo: osservatorio regionale e verifiche su scarichi e aree critiche

Nel frattempo, l’11 marzo il Consiglio regionale ha approvato un’ulteriore mozione che impegna la Giunta a potenziare il monitoraggio della contaminazione da Pfas. Tra gli interventi previsti rientrano l’istituzione di un osservatorio regionale, l’analisi degli scarichi industriali e controlli su torrenti e aree prossime alle discariche.

Il testo viene collegato, dai promotori, alla dimensione nazionale del tema: l’approvazione viene presentata come un passaggio politico significativo perché l’emergenza sanitaria e ambientale, a loro giudizio, sarebbe stata troppo a lungo sottovalutata.

mozione pfas: ruolo del Movimento 5 stelle e sostegno di più forze politiche

Per il Movimento 5 Stelle, promotori del testo poi firmato anche da Alleanza Verdi e Sinistra e Partito democratico, la mozione rappresenta uno strumento innovativo con un approccio strutturale. I nominativi indicati tra i promotori sono Irene Galletti e Luca Rossi Romanelli, la cui iniziativa viene collegata al lavoro avviato nella legislatura precedente.

Forum toscano movimenti per l’acqua: campioni e richiesta di risorse per rendere operative le misure

Michelotti accoglie positivamente l’impianto della mozione approvata. La nascita del testo, secondo la presidente del Forum toscano dei movimenti per l’acqua, sarebbe stata alimentata anche dalla pressione delle associazioni di cittadini sulla politica. Nel racconto riportato, sarebbero stati raccolti a spese proprie alcuni campioni, dai quali sarebbero emersi dati preoccupanti, soprattutto in zone vicine alle discariche che raccolgono rifiuti speciali dell’industria tessile.

Il passaggio successivo, secondo quanto indicato, riguarda la necessità di tradurre la previsione politica in operatività concreta: la Regione dovrebbe mettere a disposizione risorse adeguate, finanziando personale e strumentazioni. La misura viene definita positiva, ma viene sottolineato che servono fondi e tempistiche certe affinché procedure oggi considerate obbligatorie possano diventare pienamente attive.

nomi citati nel contesto pfas in toscana

Le principali figure richiamate nel quadro descritto sono:

  • Rossella Michelotti
  • Irene Galletti
  • Luca Rossi Romanelli
Pfas, mozione unanime della Regione ma controlli fermi: la Toscana in ritardo sulle analisi

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