Obesità nei giovani rischio di ictus fino a 2-3 volte più alto

• Pubblicato il • 4 min
Obesità nei giovani rischio di ictus fino a 2-3 volte più alto

Un campanello d’allarme che arriva dalla ricerca scientifica mette al centro un tema decisivo: l’obesità come fattore di rischio modificabile per l’ictus. Il focus non riguarda solo le età più avanzate, perché i dati indicano un incremento del pericolo anche tra i giovani. Ad accendere i riflettori sul tema, ad aprile, mese dedicato alla prevenzione della patologia, interviene Alice Italia Odv, Associazione per la lotta all’ictus cerebrale, richiamando l’attenzione su come il peso in eccesso possa incidere sulla salute cardiovascolare e neurovascolare.

obesità e ictus: aumento del rischio anche nei giovani

Numerosi studi mostrano che un incremento dell’indice di massa corporea (Bmi) si associa a un aumento progressivo del rischio di ictus ischemico e di eventi cardiovascolari. Le persone con obesità presentano un rischio superiore rispetto a chi ha un peso nella norma, anche quando altri fattori come ipertensione e diabete sono presenti o vengono considerati separatamente.

La questione viene analizzata da diversi gruppi di ricerca. Una ricerca condotta in Israele nel 2021 ha considerato 1,9 milioni di adolescenti osservati nel periodo compreso tra il 1985 e il 2013. Un ulteriore approfondimento è stato sviluppato da esperti dell’Università di Oulu in Finlandia.

rischio di ictus precoce oltre 1,8 volte per sovrappeso e obesità

Il problema non si limita agli adulti. L’obesità in età giovanile risulta associata a un aumento significativo della probabilità di ictus precoce. Essere in sovrappeso o in condizione di obesità tra i 20 e i 40 anni comporta un rischio aumentato di oltre 1,8 volte rispetto ai coetanei con peso normale.

Altri dati suggeriscono che l’obesità in adolescenza può arrivare a essere collegata a un rischio fino a 2-3 volte maggiore di ictus prima dei 50 anni. Questi elementi evidenziano l’importanza di avviare la prevenzione dei fattori di rischio in modo anticipato, già in età adolescenziale e non soltanto in età adulta o geriatrica.

quota di ictus ischemico attribuibile all’eccesso di peso

Stime epidemiologiche internazionali indicano che circa il 10-15% dei casi di ictus ischemico può essere attribuito all’eccesso di peso corporeo. Considerando che in Italia si registrano ogni anno circa 120mila nuovi casi, si stima che fino a 15mila eventi possano risultare correlati direttamente o indirettamente a sovrappeso e obesità.

obesità e costi: conseguenze cliniche ed economiche

L’impatto dell’obesità include anche forti ripercussioni economiche. In Italia si stimano costi complessivi superiori a 13 miliardi di euro all’anno, includendo spese dirette per ricoveri, visite e farmaci, oltre ai costi indiretti legati alla perdita di produttività lavorativa.

Le complicanze cardio-cerebrovascolari, tra cui l’ictus cerebrale, rappresentano una quota rilevante di tali costi. Le stime italiane citate evidenziano che gli eventi cardio-cerebrovascolari correlati all’obesità generano oltre 2 miliardi di euro l’anno di spesa sanitaria diretta; restano inoltre esclusi i costi della riabilitazione, dell’assistenza a lungo termine e della disabilità dopo l’ictus.

linee guida italiane: intervento su fattori di rischio modificabili

Le linee guida italiane per la prevenzione e il trattamento dell’ictus cerebrale confermano la necessità di intervenire sui fattori di rischio modificabili per ridurre l’incidenza della patologia. L’alimentazione equilibrata viene indicata come base di partenza, con particolare attenzione anche all’attività fisica finalizzata alla riduzione della massa corporea.

È inoltre raccomandato il controllo dei principali fattori di rischio cardiovascolare, in stretta associazione con l’obesità: ipertensione, diabete e dislipidemia. Le linee guida richiamano la valutazione del Bmi e dei fattori metabolici, suggerendo riduzioni di peso progressive e sostenibili nelle persone sovrappeso o obese, per diminuire il rischio di recidive e di complicanze cardio-cerebrovascolari.

messaggi istituzionali di Alice Italia Odv sulla prevenzione dell’ictus

La comunicazione associa il tema dell’obesità alla responsabilità di informare e sensibilizzare su fattori di rischio modificabili. Viene evidenziata la necessità di intervenire in tempo per limitare sofferenza, disabilità e costi sociali. L’impegno richiama un ruolo centrale di prevenzione, promozione di stili di vita salutari e percorsi di cura integrati, con l’obiettivo di ridurre l’onere clinico, sociale ed economico dell’ictus cerebrale durante il mese di aprile dedicato alla prevenzione.

figure citate nel messaggio

  • Danilo Toni
  • Andrea Vianello
Categorie: NewsSalute

Per te