Lago Bianco ambientali impuniti Procura archivia l’esposto senza colpe
Ad aprile 2024, a 2.600 metri di quota, il progetto legato all’estrazione d’acqua dal Lago Bianco si è arrestato: un obiettivo tecnico che mirava a convogliare l’acqua verso Santa Caterina Valfurva per produrre neve tecnica è fallito. La battaglia, portata avanti da cittadini e cittadine, ambientalisti e appassionati della montagna, ha prodotto un risultato immediato sul campo. La vicenda, però, ha lasciato un elemento decisivo: durante le fasi operative, operai e mezzi meccanici hanno comunque lavorato nell’area, con conseguenze su un habitat delicato e ricco di biodiversità, collocato in un contesto protetto da due direttive europee e inserito nella Riserva Tresero-Dosso del Vallon.
lago bianco e stop al progetto di acqua per neve tecnica
Il blocco dell’attività ad aprile 2024 ha rappresentato la “vittoria di cittadini e cittadine, ambientalisti e amanti della montagna”, in seguito al tentativo di estrarre acqua dal Lago Bianco nel Parco nazionale dello Stelvio. L’acqua avrebbe dovuto essere convogliata verso Santa Caterina Valfurva per alimentare la produzione di neve tecnica. Con l’arresto degli escavatori a 2.600 metri, l’intervento è stato interrotto e il progetto non è arrivato a compimento.
lavori svolti e impatto su habitat protetto
Nonostante il fallimento del progetto, il racconto della vicenda evidenzia che, nelle fasi di operatività, l’area è stata comunque interessata da lavori e movimentazioni che hanno determinato un impatto su un ecosistema fragile. L’area interessata è descritta come protetta da due direttive europee e come parte della Riserva Tresero-Dosso del Vallon. La combinazione tra vulnerabilità dell’habitat e interventi meccanizzati ha alimentato la contestazione pubblica e l’azione del comitato.
ripristino e valutazione del comitato: “tappa peggio del buco”
Secondo quanto emerso nelle settimane successive, a partire dalla fine del 2024 gli stessi soggetti coinvolti nel progetto avrebbero lavorato sul risanamento dell’area. Quando il Passo Gavia torna accessibile nell’estate successiva, il Comitato “Salviamo il Lago Bianco” descrive l’esito come insufficiente: “la toppa è peggio del buco”. La critica si concentra sul fatto che i danni sarebbero stati gestiti con interventi di ripristino ritenuti non adeguati.
archiviazione dell’esposto e nessun pagamento dei danni
La novità, emersa a distanza di quasi due anni, riguarda l’esito di una procedura: il comitato riferisce che nessuno pagherà per i danni commessi. Il Comitato “Salviamo il Lago Bianco”, insieme a realtà come Cai, Italia Nostra e Legambiente e altre componenti, dichiara di aver appreso che l’esposto presentato alla Procura della Repubblica di Sondrio è stato archiviato, con decisione risalente al luglio del 2025.
nessuna comunicazione tempestiva e richiesta di chiarimenti
Il portavoce del comitato, Matteo Lanciani, sottolinea l’impossibilità di accettare una chiusura “nel silenzio delle istituzioni”. La contestazione principale riguarda la comunicazione: l’archiviazione sarebbe stata gestita senza un passaggio informativo, in particolare verso l’avvocato che avrebbe seguito la vicenda e mantenuto un’interlocuzione con la Procura. La motivazione indicata dal comitato è che, essendo trascorsi i tempi per richiedere l’accesso agli atti, non sarebbe possibile conoscere il motivo dell’archiviazione.
dossier tecnico e denuncia sul ripristino dei danni
Lanciani evidenzia anche un ulteriore aspetto: secondo quanto comunicato, in mesi successivi al blocco i promotori avrebbero continuato ad aggiornare la Procura. A fine anno sarebbe stato trasmesso un dossier tecnico sui lavori di ripristino dell’area, presentando la tesi che i danni sarebbero stati coperti con un semplice spostamento di terra. La domanda formulata è perché l’iter sarebbe stato considerato già concluso o “su un binario morto” senza comunicazioni.
prossimi passi: nuova interlocuzione, esposto e piano europeo
Nel quadro di una vicenda che secondo il comitato presenta spaccature e scontri, e che include anche una petizione discussa e approvata al Parlamento europeo, viene delineata una linea di azione. Per sostenere la strategia, è stata attivata una raccolta fondi che, in 48 ore, avrebbe raggiunto l’obiettivo. Il comitato afferma che nei prossimi giorni sarà definita la strategia operativa.
procure e raccolta di elementi: Sondrio e Milano
La prosecuzione dell’impegno include una nuova interlocuzione con la Procura di Sondrio. È inoltre prevista la presentazione di un esposto alla Procura di Milano, indicata come competente per il territorio di Sondrio, con l’intenzione di segnalare quanto accaduto.
piano europeo: Commissione per le petizioni e valutazione Cedu
Sul piano europeo, il comitato dichiara che sarà informata la Commissione per le petizioni. In base all’evoluzione della procedura, viene indicata la possibilità di valutare un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) per una presunta violazione del diritto di accesso alla giustizia.
attori citati nella vicenda
- Matteo Lanciani (portavoce del Comitato “Salviamo il Lago Bianco”)
- Comitato “Salviamo il Lago Bianco”
- Cai
- Italia Nostra
- Legambiente
- Comune di Valfurva
- Comune di Bormio
- Regione Lombardia
- Provincia di Sondrio
- Parco dello Stelvio
- Società Santa Caterina Impianti spa
- Procura della Repubblica di Sondrio
- Procura di Milano
- Commissione per le petizioni
- Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu)
