Iran rivela: navi pagano 2 milioni di dollari per attraversare lo stretto di hormuz
Lo stretto di Hormuz è diventato rapidamente una leva decisiva del conflitto dopo le prime ore dell’attacco congiunto Usa-Israele contro l’Iran. La chiusura parziale e le tensioni lungo le rotte marittime hanno alimentato anche una crisi energetica globale, con un sensibile aumento dei prezzi dei carburanti e con numerose navi rimaste bloccate in attesa di indicazioni e condizioni di transito.
stretto di hormuz e transito: iran restringe il passaggio
Secondo quanto comunicato da Teheran, il passaggio risulterebbe chiuso soltanto alle navi collegate ai Paesi definiti “nemici dell’Iran”. Nel contempo, l’Iran si è dichiarato disponibile a collaborare con le Nazioni Unite per la gestione del transito.
A fornire i dettagli è stato Ali Mousavi, rappresentante dell’Iran presso l’Organizzazione Marittima Internazionale (Imo). Mousavi ha affermato che le navi straniere potrebbero comunque attraversare lo Stretto, ma previo coordinamento con il governo iraniano per l’adozione delle misure di sicurezza. La situazione creatasi, ha aggiunto, sarebbe stata determinata dagli attacchi israeliani e statunitensi compiuti contro il Paese degli Ayatollah.
costi e “tassa” nello stretto di hormuz: dichiarazioni iraniane
Accanto alle dinamiche di sicurezza, sono emerse anche indicazioni sui costi del transito. La Bbc riporta quanto dichiarato dal deputato iraniano Alaeddin Boroujrdi, parlando in televisione con una emittente di Stato di Teheran: in base a quanto riferito, alcune navi sarebbero soggette al pagamento di una “tassa di 2 milioni di dollari”.
Secondo Boroujrdi, nello Stretto si starebbe imponendo un “nuovo regime di governo” e la guerra comporterebbe costi. Il deputato ha inoltre collegato la misura all’autorità e al diritto della Repubblica Islamica dell’Iran. La Bbc precisa però di non essere in grado di verificare in modo indipendente le informazioni relative alla tassa.
minacce usa e risposta iraniana: impianti energetici al centro
La situazione nello Stretto di Hormuz risulta sempre più critica anche per il presidente Donald Trump, che ha rivolto una minaccia all’Iran: entro 48 ore Teheran dovrebbe riaprire completamente il passaggio, altrimenti verrebbero colpiti e “annientati” gli impianti energetici iraniani.
La Casa Bianca ha formulato un ultimatum che, secondo le informazioni disponibili, non avrebbe prodotto timore in Iran. In risposta, Teheran avrebbe rilanciato una contro-minaccia: in caso di attacchi agli impianti propri, verrebbero presi di mira e distrutti anche elementi delle infrastrutture energetiche dell’intera area mediorientale, indicandole come obiettivi legittimi. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, avrebbe dichiarato su X che, subito dopo l’attacco alle centrali elettriche e alle infrastrutture del Paese, le infrastrutture critiche, energetiche e petrolifere della regione sarebbero distrutte in modo irreversibile, con l’asserzione che il prezzo del petrolio resterebbe elevato a lungo.
personaggi citati nella vicenda
- Ali Mousavi
- Alaeddin Boroujrdi
- Donald Trump
- Mohammad Bagher Ghalibaf
