Giovani nella pallavolo italiana: il caso e l’esempio di julio velasco

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Giovani nella pallavolo italiana: il caso e l’esempio di julio velasco

Julio Velasco guarda oltre i grandi successi e punta dritto alla fase successiva del percorso della Nazionale di pallavolo femminile, in vista dell’obiettivo che porta ai Giochi di Los Angeles 2028. Dopo aver conquistato Olimpiadi e Mondiali e aver guidato una delle formazioni azzurre più forti della storia, il ct si concentra sulla necessità di rinnovare motivazioni, idee e scelte operative, delineando un modello basato su cambiamento continuo e principi non negoziabili.

julio velasco e il passaggio chiave verso los angeles 2028

Il mantra che accompagna le ultime tappe del biennio in panchina è chiaro: per continuare a vincere serve ripartire da ciò che è stato perso o mancato e trasformarlo in spunto. Velasco parla di nuove motivazioni e di necessità di intuizioni per affrontare la strada che conduce ai Giochi di Los Angeles 2028, descrivendo questa fase come l’ultima della sua esperienza sulla panchina azzurra, con un passaggio di consegne previsto.

Nel racconto emerge anche una responsabilità doppia: da un lato preservare la cultura vincente costruita negli anni, dall’altro impostare il lavoro guardando con lucidità a ciò che avrebbe dovuto essere fatto per ottenere ancora di più.

pianificare il lavoro per vincere: anticipare le aree da migliorare

Velasco indica un metodo preciso: impostare l’attività pensando a cosa avrebbe dovuto essere fatto per raggiungere la vittoria. Su questa base il focus si sposta sulle cose da migliorare e sulle leve tattiche utili per aumentare l’efficacia del gioco.

antropova schiacciatrice: la scelta tattica per la nations league

Tra le idee operative, Velasco colloca al centro un progetto di ruolo: far giocare Antropova nel ruolo di schiacciatrice. La staffetta tra Paola Egonu ed Ekaterina Antropova è stata descritta come una delle armi vincenti dell’Italia, ma ora l’obiettivo è testare una nuova combinazione e valutarne i benefici sul campo.

L’intenzione è quella di provare Antropova in quella posizione per tutta la Nations League. Il ct sottolinea che la valutazione deve coprire aspetti multipli: la ricezione, la posizione in difesa e l’impiego in fase di contrattacco.

valutazione prima dell’europeo e decisione sul progetto

Prima dell’Europeo verranno analizzati i risultati per capire se proseguire con il progetto o ricalibrarlo. L’approccio è quindi basato su test, misurazione e decisioni successive, legate all’effettiva resa complessiva delle scelte.

cambiamento continuo e principi inderogabili con la nazionale

Velasco collega la continuità del successo a un principio: cambiare è necessario, non restare mai fermi. In questa logica, racconta di aver rinnovato il suo staff aggiungendo Valerio Lionetti, coach di Macerata, mantenendo però una linea di coerenza su alcune regole fondamentali.

Tra queste, il ct ribadisce un punto considerato non discutibile: chi rifiuta la Nazionale una volta la rifiuta per sempre. Velasco afferma di portare avanti questa impostazione dal 1989 e di considerarla una garanzia di rendimento, spiegando che la convocazione non può dipendere da scelte individuali.

Secondo la sua impostazione, la disponibilità deve essere incondizionata verso la maglia azzurra, perché la responsabilità verso la Nazionale non può essere negoziata.

eccellenze dello sport italiano e legami con altri successi

Nel quadro descritto da Velasco, il valore della pallavolo femminile e della Nazionale viene accostato a un contesto più ampio di eccellenze presenti nello sport italiano. Il ct richiama un esempio recente legato alle Olimpiadi di Milano-Cortina, sottolineando l’importanza del Paese nel produrre risultati ad alto livello.

Il ragionamento si estende anche a un collegamento concreto con il lavoro di un altro ct argentino: Gonzalo Quesada, indicato come allenatore dell’Italrugby. Velasco racconta che si sentono e scrivono spesso, aggiungendo di essere convinto che un tecnico argentino potesse incidere positivamente.

Nel confronto emerge una caratteristica comune attribuita a entrambe le esperienze: gli argentini sono abituati a fare con poche risorse e, in parallelo, in Italia si punta sulla creatività.

giovani e sport: un problema comune per pallavolo, calcio e società

Velasco individua un nodo che coinvolge sport e società nel loro complesso, citandolo come elemento che si riflette anche nella pallavolo e nel campionato. La questione centrale riguarda l’atteggiamento verso i giovani: secondo il ct, i giovani non piacciono e, se sbagliano, non ricevono una critica costruttiva ma subiscono giudizi.

Velasco introduce un esempio legato all’età: Yamal a 16 anni non avrebbe avuto la possibilità di giocare da titolare in una squadra di calcio italiana, mentre nel Barcellona ciò sarebbe avvenuto. Il punto viene presentato come una verità su cui riflettere, perché la gestione del talento giovane incide sulla crescita e sulla continuità dei risultati.

Personaggi citati:

  • Julio Velasco
  • Paola Egonu
  • Ekaterina Antropova
  • Valerio Lionetti
  • Gonzalo Quesada
  • Yamal
“Uno dei problemi della pallavolo lo è anche dell’Italia: i giovani non piacciono. Faccio sempre un esempio”: parla Julio Velasco
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