Famiglia unipersonale in Italia: Istat sulla tipologia più diffusa
Il calo demografico in Italia continua a farsi sentire con numeri sempre più netti, nonostante l’attenzione politica dichiarata sul tema. I dati Istat evidenziano una dinamica in cui natalità in calo e invecchiamento alimentano un saldo naturale fortemente negativo, mentre l’effetto mitigatore dei flussi migratori si conferma determinante.
nascite e decessi in italia: saldo naturale ampiamente negativo
Nel 2025 le nascite registrate sono state 355 mila, con una riduzione del 3,9% rispetto al 2024. Sullo stesso periodo i decessi risultano 652 mila, in calo dello 0,2%.
La differenza tra nascite e decessi, definita saldo naturale, si presenta ampiamente negativa: circa -297 mila italiani. Il valore cresce rispetto al 2024, quando il saldo era pari a -283 mila.
fecondità in discesa: figli per donna a 1,14
Il quadro demografico mostra anche un ulteriore arretramento della fecondità. Nel 2025 il numero di figli per donna scende a 1,14, confermando la tendenza di lungo periodo verso una minore natalità.
migranti e saldo con l’estero: la compensazione del deficit di natalità
Nel 2025 in Italia sono giunti 440 mila migranti, con un calo di 12 mila unità rispetto al 2024, pari a -2,6%. In parallelo, le emigrazioni per l’estero scendono sensibilmente: 144 mila, cioè 45 mila in meno rispetto all’anno precedente, con una variazione di -23,7%.
All’interno del bilancio complessivo, il saldo migratorio con l’estero resta molto positivo (+296 mila), con un’entità tale da compensare quasi integralmente il deficit di natalità. Inoltre, aumenta il saldo tra ingressi di stranieri e fuga dall’Italia, che cresce di 33 mila unità sul 2024.
Completano il quadro i movimenti di residenza: i trasferimenti tra Comuni risultano in aumento del 5,1%, con un milione e 455 mila cittadini coinvolti.
famiglie sempre più piccole: crescita delle famiglie unipersonali
Le trasformazioni demografiche si riflettono anche nella composizione delle famiglie. Oggi oltre un terzo delle famiglie, pari al 37,1%, è unipersonale, ossia formata da una sola persona. Si tratta di una crescita marcata rispetto a 20 anni fa, quando la quota era 25,9%.
numero di famiglie e composizione per tipologia
Nel biennio 2024-2025 le famiglie in Italia sono 26 milioni e 600 mila, oltre 4 milioni in più rispetto all’inizio degli anni Duemila. Secondo l’Istat, le famiglie composte da almeno due persone (due adulti oppure genitore-figlio) rappresentano il 60,4%.
Le coppie con figli costituiscono il 28,4%, mentre le coppie senza figli risultano stabili nel tempo e rappresentano poco più del 20%, indicativamente intorno a un quinto del totale.
Le famiglie monogenitore mostrano un aumento nel tempo e oggi pesano una famiglia su 10. La maggioranza riguarda madri sole (8,6%), con presenza anche di padri con figli (2,2%).
dimensione media e persone che vivono sole
La diminuzione della dimensione familiare è netta: si passa dai 2,6 componenti di 20 anni fa agli attuali 2,2. Nel biennio 2024-2025, le persone che vivono sole sono il 16,9% della popolazione, in aumento in tutte le classi di età, con particolare incidenza nelle fasce centrali.
popolazione residente e dinamiche territoriali: aumento al nord, calo nel meridione
Al 1 gennaio 2026 la popolazione residente, secondo dati provvisori, è pari a 58 milioni 943 mila individui. Il dato risulta sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, con una variazione di -636 unità.
La tendenza generale è interpretata dall’Istat come conseguenza del fatto che solo l’arrivo dei migranti riesce a contrastare l’invecchiamento della popolazione legato al calo delle nascite.
andamento per area geografica
La geografia presenta differenze rilevanti: la popolazione aumenta del 2,2 per mille nel settentrione, resta stabile nel centro Italia con 0,0 per mille e diminuisce nel Meridione con -3,1 per mille.
regioni con incremento e regioni con calo
Tra le aree con crescita più marcata figurano Trentino-Alto Adige (+4,2 per mille), Emilia-Romagna (+3,4 per mille) e Lombardia (+3,2 per mille). Le regioni in cui si osserva il maggior calo demografico sono Basilicata (-9,0 per mille), Molise (-6,5 per mille) e Sardegna (-5,1 per mille).
Personaggi: non sono presenti nominativi specifici negli elementi riportati.
