Deragliamento tram 9 a milano: il conducente aveva chiuso una telefonata 12 secondi prima della tragedia

• Pubblicato il • 4 min
Deragliamento tram 9 a milano: il conducente aveva chiuso una telefonata 12 secondi prima della tragedia

La tragedia del Tram 9 deragliato a Milano lo scorso 27 febbraio viene letta dagli investigatori attraverso un’ipotesi che ruota intorno a una distrazione anziché a un improvviso malore. A orientare l’attenzione verso questa direzione sarebbe l’analisi delle tempistiche collegate a una conversazione telefonica, con una finestra temporale estremamente ristretta tra la fine del contatto e il punto in cui il mezzo avrebbe dovuto gestire manovre operative fondamentali.

distrazione telefonica e pochi secondi: il punto cruciale dell’inchiesta

Secondo quanto riportato, la discrepanza tra la conclusione della chiamata effettuata dal manovratore e lo schianto del tram contro il palazzo all’angolo tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto sarebbe di circa 12 secondi, oppure addirittura meno. Un intervallo così breve coinciderebbe con momenti in cui il tram avrebbe dovuto procedere con rallentamento per l’arrivo alla fermata, azionare lo scambio dei binari e affrontare la curva. Invece, la dinamica descritta indicherebbe una marcia a folle velocità proprio in quei frangenti.

la telefonata come possibile fattore di perdita di controllo

La ricostruzione dell’evento si concentra sul ruolo che la comunicazione telefonica potrebbe avere avuto nella perdita di controllo del mezzo. Al centro dell’indagine figura Pietro M., 60 anni, con una carriera lunga come tranviere per Atm, oggi indagato per disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose. Nell’incidente relativo al nuovo modello Tramlink sono rimaste uccise due persone e sono stati registrati oltre 50 feriti.

pietro m.: contestazione, distrazione e versione sul malore

La Procura ritiene che l’uso del cellulare alla guida, severamente vietato dai regolamenti durante il servizio, possa essere stato la causa della perdita di governo del tram. Nel racconto investigativo, Pietro M. sarebbe rimasto al telefono per 3 minuti e 40 secondi con un collega a cui aveva dato il cambio appena un’ora prima. Il motivo della chiamata, secondo quanto emerso, riguarderebbe la segnalazione di un infortunio: una botta all’alluce sinistro riportata circa mezz’ora prima dello schianto, mentre il manovratore stava aiutando un passeggero in carrozzina a scendere alla Stazione Centrale.

la difesa contesta la distrazione: sincope vasovagale

La difesa, invece, respinge con decisione l’ipotesi che a determinare l’incidente sia stata una distrazione. Secondo la versione sostenuta, il tranviere avrebbe dichiarato di aver perso i sensi per una “sincope vasovagale” provocata dal forte dolore al piede infortunato. Sul piano cronologico, pur riconoscendo l’uso del cellulare, i legali dell’uomo avrebbero collocato la fine della conversazione a sei minuti di distanza dal momento dell’impatto, e non in prossimità del deragliamento. Per questo, ricostruire con precisione la timeline della telefonata rappresenta un obiettivo centrale per gli investigatori.

acquisizione atti ad atm: documenti su servizio, salute e regole interne

Per chiarire responsabilità e contesto operativo, le indagini avrebbero accelerato rapidamente. Il lavoro degli investigatori, coordinate dalle pm Elisa Calanducci e Corinna Carrara, sarebbe condotto dal Radiomobile della Polizia Locale. Il passo successivo ha riguardato l’acquisizione di atti presso la sede centrale di Atm, in Foro Bonaparte, con il supporto dei Carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, tramite un ordine formale di esibizione.

materiale documentale richiesto per ricostruire obblighi e condizioni

Il materiale richiesto si articola in due filoni principali. Sono stati avanzati documenti relativi allo stato di servizio di Pietro M. per gli ultimi tre anni, insieme a informazioni sulla sua formazione. Tra gli atti richiesti rientrano anche i verbali della sorveglianza sanitaria e i rapporti informativi predisposti sui tranvieri della linea 9 a partire dal 2024.

circolari sul divieto del cellulare e controlli aziendali

Sotto esame, in particolare, risultano le circolari interne di Atm che disciplinano e vietano l’uso dei telefoni cellulari in cabina. Oltre a questi elementi, sarebbero stati prelevati anche il capitolato d’appalto, i verbali di messa in servizio della serie “7707” collegata al nuovo modello coinvolto e l’intero storico degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

rischio del fattore umano e videosorveglianza in cabina

L’attenzione risulta rivolta anche a documenti inerenti la valutazione del rischio connessa al fattore umano e ad accordi sindacali relativi all’installazione e all’uso di telecamere di videosorveglianza all’interno delle cabine di guida.

vittime e persone coinvolte nell’incidente

Nell’incidente relativo al nuovo modello Tramlink risultano decedute due persone e numerosi feriti. La ricostruzione delle responsabilità mira a chiarire le cause che hanno portato alla perdita di controllo del mezzo.

  • Ferdinando Favia (59enne)
  • Okon Johnson Lucky (49enne)
“Nessun malore, il conducente aveva chiuso una telefonata appena 12 secondi prima della tragedia”. Le ipotesi degli inquirenti sul deragliamento del tram 9 a Milano

Per te