Camminare fa bene a cuore e cervello: orario ideale per allenarsi e quando farlo

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Camminare fa bene a cuore e cervello: orario ideale per allenarsi e quando farlo

L’attività fisica è riconosciuta come un alleato fondamentale per il benessere. Camminare, muoversi con regolarità e mantenere un adeguato ritmo quotidiano possono sostenere il cuore, aiutare sulla pressione, sui livelli di glicemia e sul profilo del colesterolo. Accanto alla quantità di allenamento, emerge anche un elemento spesso trascurato: il momento della giornata in cui l’esercizio viene svolto.

Un’analisi presentata in ambito scientifico ha messo in evidenza differenze rilevanti tra chi si allena al mattino presto e chi rimanda l’attività a fasi successive della giornata, con associazioni misurabili su diversi aspetti della salute cardiometabolica.

attività fisica al mattino presto e rischio cardiometabolico

I risultati indicano che le persone che svolgono esercizio fisico con regolarità al mattino presto mostrano una probabilità significativamente inferiore di sviluppare coronaropatia, ipertensione, diabete di tipo 2 e obesità rispetto a chi si allena più tardi nel corso della giornata.

quali condizioni vengono associate a una differenza di tempistica

I marcatori e le condizioni considerate includono ipertensione, diabete e obesità. Questi elementi sono collegati a un rischio più elevato di malattie cardiache, che rappresentano la principale causa di morte a livello mondiale. Lo studio collega inoltre la tempistica dell’esercizio all’andamento di altri indicatori, come l’iperlipidemia, intesa come livelli elevati di colesterolo LDL e/o trigliceridi.

lo studio su dispositivi indossabili e frequenza cardiaca

La ricerca si basa su dati clinici e su misurazioni di frequenza cardiaca raccolte tramite Fitbit su oltre 14.000 persone. L’impostazione consente di osservare la risposta fisiologica all’esercizio attraverso l’aumento della frequenza cardiaca.

dati e numerosità campione: 14.000+ partecipanti

Secondo quanto riportato, l’analisi include 14.489 partecipanti dello studio nazionale statunitense All of Us. Le misurazioni della frequenza cardiaca, registrate al minuto, sono state esaminate nell’arco di un periodo annuale.

come viene identificata l’attività fisica

Per individuare i periodi in cui l’esercizio risulta più intenso, i ricercatori hanno identificato finestre in cui i partecipanti presentavano una frequenza cardiaca elevata per almeno 15 minuti consecutivi (o più). Il metodo si differenzia da ricerche basate sul monitoraggio di attività specifiche, poiché qui viene considerata principalmente la risposta del corpo all’esercizio.

valutazione a intervalli di 15 minuti e classificazione oraria

I partecipanti sono stati analizzati considerando l’attività in intervalli di 15 minuti lungo la giornata. Sulla base del momento in cui si svolgeva l’esercizio, i soggetti sono stati raggruppati per categorie relative alla fascia oraria.

associazioni misurate e fattori presi in considerazione

Partendo dalle cartelle cliniche, i ricercatori hanno valutato le associazioni tra tempistica dell’esercizio e ipertensione, diabete, obesità e iperlipidemia (colesterolo LDL e/o trigliceridi elevati).

È stata considerata anche l’incidenza di eventi cardiovascolari, tra cui coronaropatia e fibrillazione atriale.

aggiustamenti per variabili rilevanti

Le analisi hanno tenuto conto di fattori di rischio e caratteristiche come età, sesso, livello di reddito, livello di attività fisica totale, durata del sonno, consumo di alcol e abitudine al fumo.

orario ideale per l’esercizio: risultati quantitativi

La differenza tra chi si allena al mattino e chi lo fa più tardi è stata tradotta in percentuali di rischio associato a diverse condizioni. Rispetto ai soggetti che si allenavano più tardi nella giornata, chi si allenava frequentemente al mattino ha mostrato:

  • 31% di probabilità in meno di sviluppare malattia coronarica
  • 18% di probabilità in meno di avere pressione alta
  • 21% di probabilità in meno di avere iperlipidemia
  • 30% di probabilità in meno di avere diabete di tipo 2
  • 35% di probabilità in meno di essere obeso

Le associazioni osservate restano presenti indipendentemente dalla quantità totale di attività fisica svolta nell’arco della giornata.

Quanto alla fascia oraria specifica, l’esercizio tra le 7 e le 8 del mattino risulta associato alla minore probabilità di sviluppare malattia coronarica.

interpretazione dei risultati e limiti dell’associazione

Secondo i ricercatori, lo studio offre una visione più completa dell’esercizio rispetto a ricerche precedenti, ponendo l’attenzione su un aspetto come la tempistica dell’attività fisica. I dati vengono descritti come un contributo utile per la consulenza, grazie a un’analisi più dettagliata dei comportamenti legati all’esercizio.

associazione osservata, non dimostrazione causale

Una precisazione importante riguarda il fatto che lo studio mostra un’associazione e non indica se l’abitudine di fare esercizio al mattino presto porti direttamente a miglioramenti degli indicatori di salute. Gli esperti menzionano possibili elementi biologici e comportamentali che potrebbero influire sui risultati, come ormoni, sonno o genetica, oltre a fattori psicologici e comportamentali. Ad esempio, l’esercizio mattutino potrebbe favorire livelli di energia più elevati e scelte alimentari più sane, oppure potrebbe essere più frequente tra persone che danno priorità a stili di vita salutari in generale.

prem patel e il focus sul momento dell’allenamento

All’interno dello studio, viene riportato il contributo di chi ha guidato l’analisi, con un’attenzione specifica all’individuazione di dimensioni legate non solo alla quantità, ma anche al momento in cui l’attività fisica viene svolta.

  • Prem Patel (studente di medicina della Chan Medical School dell’Università del Massachusetts e autore principale dello studio)
Categorie: Salute

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