Benedizione dei camion del pregiudicato nuova tegola per l’imprenditore salvatore langellotto

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Benedizione dei camion del pregiudicato nuova tegola per l’imprenditore salvatore langellotto

La mattina del 30 dicembre 2023 si è trasformata in un episodio decisivo a Sant’Agnello, quando cinque camion riconducibili ad attività imprenditoriali riconducibili a Salvatore Langellotto sono transitati sul corso Italia e hanno effettuato manovre complesse per raggiungere la piazza del sagrato della Chiesa. L’area, a ridosso del luogo religioso, è diventata il punto centrale di una vicenda culminata in indagini, contestazioni e ricostruzioni basate su testimonianze e materiale documentale.

manovre dei camion sul corso italia: accesso difficile alla piazza del sagrato

Nel corso delle operazioni, i mezzi hanno tentato di entrare nella piazza del sagrato della Chiesa di Sant’Agnello con sequenze che hanno richiesto retromarce e manovre ripetute. Il primo automezzo è entrato in retromarcia, mentre un secondo ha provato l’ingresso in avanti dopo essersi incastrato sul marciapiede. A seguire, sono stati necessari ulteriori spostamenti prima che l’intera dinamica attirasse l’attenzione delle autorità presenti sul posto.

benedizione del parroco don francesco iaccarino e precedenti emersi

In un momento successivo, la cerimonia religiosa era prevista con la benedizione del parroco don Francesco Iaccarino. Nella ricostruzione dei fatti, il parroco risulta ignaro o comunque non coinvolto rispetto ai precedenti penali del “benedetto”, descritto come condannato per i legami con una costola del clan Cesarano. Sullo sfondo viene richiamato un episodio avvenuto pochi mesi prima, a circa duecento metri, in cui l’imprenditore edile avrebbe inviato l’attenzione e la pressione verso l’ospedale Claudio d’Esposito, indicato come ambientalista Wwf.

intervento della polizia locale e richiesta di chiarimenti sull’area

Un maresciallo dei vigili urbani è intervenuto in modo concitato, chiedendo a un autista chiarimenti sulla natura dell’area: secondo la segnalazione, quella zona sarebbe stata solo pedonale, con eccezioni riferite a matrimoni o funerali. La risposta ricevuta è stata percepita come un elemento determinante nell’evoluzione del confronto sul posto: si è parlato della presenza di una autorizzazione dal comandante, elemento che avrebbe rafforzato la posizione di chi sosteneva la legittimità dell’ingresso.

indagine della procura di torre annunziata e citazione diretta in giudizio

Le circostanze descritte non sarebbero risultate coerenti con quanto emerso dalle verifiche. L’inchiesta della Procura di Torre Annunziata, guidata da Nunzio Fragliasso, ha portato alla chiusura delle indagini con una conseguenza processuale specifica: per Antonio Barba è stata disposta la citazione diretta in giudizio nei confronti di un solo indagato, Salvatore Langellotto, indicato come imputato.

La prima udienza è fissata per il 15 settembre. Nel corso della fase iniziale, gli indagati erano stati più numerosi, ma per altri soggetti è stata disposta un’ipotesi di percorso differente, con un orientamento verso l’archiviazione.

contestazione: invasione di terreni altrui e forzatura della separazione tra piazza e strada

La contestazione si concentra sull’invasione di terreni altrui con l’obiettivo di ricavarne profitto. In particolare, viene descritto un episodio di forzatura della separazione tra la piazza e la strada, con il riferimento a un elemento indicato come un maglione della catena. Sullo sfondo viene riportata una finalità associata a un intento di segnale di potere sul territorio della costiera sorrentina.

assenza di permesso e raccolta di elementi amministrativi e video

Secondo quanto emerso, l’assenza a monte di un permesso avrebbe innescato una ricostruzione articolata da parte del commissariato di Sorrento, all’epoca diretto da Nicola Donadio. Gli ispettori di polizia, oggi agli ordini di Alfredo Petriccione, avrebbero acquisito documentazione amministrativa relativa a regolamenti e a prassi per l’utilizzo della piazza del sagrato.

La ricostruzione si basa anche sull’acquisizione delle immagini di videosorveglianza in grado di ricostruire tragitto e sosta dei camion, con la scritta riportata sul parabrezza “LANGELLOTTO”. Nel quadro investigativo risultano inoltre inclusi ascolti di diverse figure: l’ex comandante dei vigili urbani Michele Guastaferro, il luogotenente Giosuè Di Maio, il sindaco Antonino Coppola e il parroco.

minacce al cronista e atti persecutori: quadro collegato e separato

La vicenda dei camion e della benedizione religiosa viene indicata come elemento che avrebbe dato avvio a una catena di eventi: minacce e atti persecutori attribuiti a Langellotto nei confronti di chi aveva riferito in modo esclusivo della cerimonia. Successivamente, la questione avrebbe attirato anche l’attenzione di inviati televisivi e di una commissione regionale anticamorra presieduta da Carmela Rescigno.

Per minacce e aggressione ai danni di d’Esposito viene specificato che esiste un processo a parte, con una sentenza imminente. Nel contesto giudiziario parallelo, Langellotto risulta in carcere, dove sconta sette anni per reati di bancarotta.

documentazione sui camion: superficialità, incrostazioni e mancata piena verità

Le informative e i verbali che riguardano i mezzi davanti alla Chiesa avrebbero messo in evidenza dettagli che non condurrebbero a ulteriori reati contestati, ma segnalerebbero superficialità e incrostazioni. Anche il tema dell’accesso alla piazza risulta determinante nella ricostruzione: pur trattandosi di un’area comunale, la chiave di accesso sarebbe stata in possesso solo della parrocchia. Gli elementi raccolti risulterebbero quindi in grado di intaccare l’immagine di chi avrebbe fornito spiegazioni e di suggerire che non sarebbe stata detta tutta la verità.

ricostruzione delle versioni contrastanti: luogotenente e ex comandante

Un passaggio centrale della ricostruzione riguarda le dichiarazioni contraddittorie. Da un lato, il luogotenente afferma di aver chiamato il suo superiore nella stessa mattina e di essersi sentito rispondere che la benedizione era autorizzata. La circostanza gli avrebbe suscitato irritazione perché non era stato avvisato.

Dall’altro, l’ex comandante Michele Guastaferro, indicato come successivamente spostato ad altro incarico, smentisce la possibilità di autorizzare e precisa di non aver avuto titolo per procedere con un’autorizzazione. Nel racconto dell’ex comandante, viene riportato un contatto precedente: il giorno prima avrebbe ricevuto una telefonata di Langellotto che preannunciava la cerimonia con i camion. In tale occasione, sarebbe stato liquidato suggerendo di rivolgersi al parroco. Successivamente, l’ex comandante avrebbe effettuato verifiche presso il vicario e avrebbe appreso che la benedizione sarebbe avvenuta in un deposito privato.

don francesco iaccarino: contatto telefonico, rassicurazioni e offerta in busta

La versione del parroco don Francesco Iaccarino si articola in più elementi. Risulta che avrebbe ricevuto una telefonata sul numero fisso di un collaboratore di Langellotto, indicato come non ricordato per nome. Il contatto avrebbe annunciato la cerimonia del giorno successivo con la processione dei camion. Il parroco avrebbe chiesto se fossero presenti i permessi e avrebbe ottenuto rassicurazioni: secondo il racconto, i responsabili avrebbero provveduto “in merito”.

La celebrazione viene descritta come una benedizione con assenza di omelia. Nel quadro delle circostanze, emerge anche un dettaglio relativo a un possibile scambio economico: il parroco riferisce che Langellotto gli avrebbe consegnato una busta contenente un’offerta in denaro, che sarebbe stata rifiutata. Se l’imprenditore avesse insistito, avrebbe potuto inserire l’importo in una delle cassette offertorie della chiesa. La ricostruzione, nella parte conclusiva, lascia aperto un dubbio su quanto accaduto esattamente rispetto all’offerta.

figure citate nella vicenda

La vicenda coinvolge diversi soggetti nei passaggi descritti, tra protagonisti, autorità e figure religiose menzionate nelle ricostruzioni.

  • Salvatore Langellotto
  • Don Francesco Iaccarino
  • Claudio d’Esposito
  • Nunzio Fragliasso
  • Antonio Barba
  • Michele Guastaferro
  • Giosuè Di Maio
  • Antonino Coppola
  • Alfredo Petriccione
  • Nicola Donadio
  • Carmela Rescigno
Il caso della benedizione religiosa del camion del pregiudicato: nuova tegola per l’imprenditore Salvatore Langellotto
Categorie: Cronaca

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