Alloggio Aisla a Savona: la prima soluzione per persone con Sla e famiglie

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Alloggio Aisla a Savona: la prima soluzione per persone con Sla e famiglie

Sabato 21 marzo, sulla spiaggia pubblica di Savona amata da Silvia, è stato posato il primo mattone de La casa di Silvia. Il gesto non ha avuto carattere simbolico: ha dato avvio a un percorso concreto volto a trasformare un immobile che rischiava di andare perduto in uno spazio pensato per essere restituito alla comunità.

La cerimonia si è svolta presso lo Scaletto senza scalini, un luogo simbolo per l’accessibilità e l’inclusione della città di Savona. Da quella cornice è emerso con chiarezza il filo conduttore del progetto: rinascita, accoglienza e continuità della cura.

la casa di silvia: il primo mattone e il significato della rinascita

La posa del primo mattone è stata presentata come una scelta concreta di trasformazione. Alberto Fontana, delegato del Consiglio direttivo nazionale Aisla e promotore dell’iniziativa, ha collegato l’evento al primo giorno di primavera, sottolineando che la storia raccontata dal progetto riguarda rinascita e possibilità reale di cambiamento.

La funzione dell’immobile è stata descritta in modo diretto: La casa di Silvia sarà messa a disposizione delle persone con Sla e delle loro famiglie come luogo accessibile e attrezzato, dove trascorrere periodi di vita al mare durante tutto l’anno.

Fontana ha inoltre richiamato la responsabilità collettiva del progetto, affermando che Aisla assume questo impegno con la famiglia Codispoti, con i volontari, con le istituzioni e con tutti coloro che hanno riconosciuto l’iniziativa come un bene condiviso.

scaletto senza scalini: un luogo per tutti e un valore per savona

Lo Scaletto senza scalini ha fatto da cornice a un messaggio centrato sull’idea di inclusione. Ugo Capello, di Coop Scaletto senza scalini, ha ricordato che diciotto anni fa tutto era iniziato da uno scaletto semplice e che, con il tempo, si è compreso che non bastava eliminare gli scalini fisici: era necessario affrontare anche quelli mentali. In questo modo lo spazio è diventato un luogo per tutti, e oggi una casa rappresenta un valore per l’intera città.

Riccardo Viaggi, assessore alle Politiche sociali del Comune di Savona, ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale e ha espresso piena disponibilità e sostegno. La risposta descritta, attraverso le parole dell’assessore, si collega a una dimensione di responsabilità pubblica e di costruzione di valore condiviso, nata da una storia che diventa patrimonio di tutti.

lavori in arrivo e obiettivo di piena operatività per la prossima stagione estiva

La Casa di Silvia prenderà forma attraverso una fase operativa già programmata. A breve inizieranno i lavori di ristrutturazione dell’immobile, di circa 80 metri quadrati, con l’obiettivo di renderlo pienamente operativo. L’immobile sarà quindi messo a disposizione delle persone con Sla e delle loro famiglie a partire dalla prossima stagione estiva.

Per la realizzazione serviranno nuove risorse, ma è stato chiarito che un primo tratto di strada è stato costruito grazie al contributo delle Sezioni territoriali Aisla e al sostegno di una rete di amici e donatori.

contributi e donazioni per la casa: una rete nazionale di sostegno

Il finanziamento e il contributo all’acquisto dell’immobile sono stati resi possibili dalla collaborazione tra diverse realtà territoriali. Sono state richiamate sezioni che vanno da Savona-Imperia fino a Brescia, da Asti alla Calabria, passando per Como e Friuli-Venezia Giulia, fino a Genova e Varese. A questo sostegno si è affiancata una rete di donatori e amici.

Tra le realtà menzionate compaiono la Fondazione Vialli e Mauro, la Fiascolata di Dego e la Cooperativa Spazio Aperto.

la cerimonia essenziale e la lastra incisa: un gesto che accompagna

La posa del primo mattone è avvenuta con una cerimonia semplice ed essenziale. Sulla spiaggia, le bandiere sventolavano leggere, fissate ai tronchi restituiti dal mare, come segni di una presenza che non invade ma accompagna. Dopo le note di Primavera di Luca Carboni, il gesto ha preso forma in un passaggio segnato da una lastra di ardesia ligure.

La lastra è stata incisa con parole senza richiesta di spiegazioni: “Qui nasce la casa di Silvia. Un luogo di accoglienza e libertà. 21 marzo 2026. La vita è bellissima”. La realizzazione è stata affidata a Fazzari Marmi.

È stato inoltre ricordato un contributo arrivato in modo riservato: Franco Cavuto, titolare, dopo aver verificato tempi e fattibilità, ha deciso di includere il lavoro tra le donazioni a sostegno del progetto. La comunicazione di quel contributo, pur inizialmente mantenuta silenziosa, è stata resa nota da Aisla.

silvia e la continuità della cura: le parole di pino codispoti

Nel racconto del momento emerge con forza l’idea che la casa, prima ancora della costruzione, sia già abitata dal valore della cura. Pino Codispoti, papà di Silvia, ha collegato l’esistenza del progetto all’insegnamento ricevuto da Silvia: non arrendersi mai.

Nel suo intervento, Codispoti ha ricordato che per vent’anni la famiglia ha vissuto ogni giorno insieme, dentro la malattia, senza lasciare che fosse Silvia a definire tutto. La casa è descritta come un modo per continuare a prendersi cura anche adesso: se potrà essere utile anche solo per una persona, l’iniziativa avrà senso. Il messaggio finale richiama la convinzione che la vita, come ricordava Silvia, resti una cosa bellissima e trovi sempre il modo di ricominciare.

personaggi e istituzioni citati

  • Alberto Fontana
  • Ugo Capello
  • Riccardo Viaggi
  • Silvia
  • Pino Codispoti
  • Luca Carboni
  • Franco Cavuto
  • Fazzari Marmi
  • Coop Scaletto senza scalini
  • Fondazione Vialli e Mauro
  • Fiascolata di Dego
  • Cooperativa Spazio Aperto

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