Abuso d’ufficio, Italia verso la reintroduzione: cosa dice il procuratore Cantone
Con l’approvazione, da parte del Parlamento europeo, della direttiva anticorruzione che definisce le fattispecie dei reati per i Paesi membri, l’Italia viene chiamata ad adeguarsi sul piano normativo. Al centro dell’attenzione compare anche un’ipotesi specifica legata all’abuso d’ufficio, prevista nella lista dei reati contemplati dalla direttiva. Il procuratore di Perugia Raffaele Cantone interviene sul tema dopo il voto europeo, collegando la tempistica delle modifiche richieste all’eventuale riallineamento del quadro interno.
direttiva anticorruzione ue e abuso d’ufficio: l’Italia verso l’adeguamento
Secondo quanto riferito da Cantone, l’adeguamento dell’Italia rappresenta una prospettiva già delineata in precedenti passaggi istituzionali. Il procuratore richiama quanto sostenuto durante le audizioni dell’iter relativo all’approvazione del disegno di legge Nordio, evidenziando che la necessità di conformarsi alle scelte europee era stata indicata da più voci ascoltate in quella sede.
Nel provvedimento europeo, l’abuso d’ufficio figura tra le ipotesi di reato incluse nella direttiva anticorruzione. L’inserimento nella lista dei casi considerati come reati dai Paesi dell’Unione rende necessario un coordinamento con la disciplina nazionale, soprattutto in relazione alle formule e agli elementi che la norma dovrà assumere nel diritto interno.
due anni di tempo e riprogettazione della norma: le indicazioni di cantone
Cantone sottolinea che, una volta intervenuta l’approvazione europea, ci sono due anni di tempo entro i quali comprendere come reintrodurre la figura dell’abuso d’ufficio alla luce delle modifiche derivanti dal quadro UE. Il ragionamento ruota attorno al momento operativo della riformulazione: non solo l’esistenza del reato, ma anche il modo in cui dovrà essere disciplinato.
reintroduzione e modifiche del codice penale
Il procuratore afferma che, in ambito parlamentare, era stato segnalato come non risultasse opportuno procedere con l’abolizione dell’abuso d’ufficio. Come ulteriore elemento di riferimento, viene richiamato il fatto che, all’epoca, nella proposta di direttiva era già presente una norma riconducibile a questa fattispecie.
Alla luce della formulazione attuale della direttiva, Cantone indica la necessità di valutare con precisione il testo della norma e sostiene che, in ogni caso, sarà richiesta una modifica del codice penale per rendere coerente l’impianto interno con quanto stabilito in sede europea. Nel suo intervento collega inoltre la gestione del passaggio normativo alla continuità del quadro di adeguamento previsto.
passaggi istituzionali citati: audizioni e iter legislativo
Nel ricostruire il contesto, Cantone riferisce che il tema dell’adeguamento europeo era già emerso durante il confronto parlamentare sull’iter del disegno di legge Nordio. L’indicazione viene collegata alle audizioni di persone consultate in quella fase, in cui sarebbe stata riconosciuta la concretezza della prospettiva di adeguamento.
figure menzionate
- Raffaele Cantone, procuratore di Perugia