Anonymous: attaco a Pechino contro la censura

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Il gruppo di hacker chiamato “Anonymous” ha attaccato nelle ultime ore vari siti governtivi cinesi ed ora sono molti i governi di altrettante città cinesi che stanno tentando di ripristinare i loro siti web.

 “Anonymous” stesso ha dichiarato di esser riuscito a violare ben otto siti governativi, tutti con l’indicazione “gov.cn” nel loro indirizzo, facendo comparire su ciascuno di essi la scritta: “Per tutti questi anni, il governo comunista cinese ha imposto leggi ingiuste, sappiate che non siete infallibili. Oggi vengono violati i vostri siti, domani sarà il vostro vile regime a cadere”.

 Anonymous ha inoltre promesso, come riportato dal France Presse che ha intervistato un attivista del gruppo, che continuerà ad attaccare i siti del governo per protestare contro la censura imposta al web nel Paese: “Continueremo, abbiamo già individuato gli obiettivi”.

 Secondo il South China Morning Post si tratta del più grande attacco informatico mai subito dal governo cinese. Prima d’ora, invece, il governo di Pechino aveva subito un simile attacco da parte di hacker vietnamiti durante un periodo di astio tra Hanoi e Pechino sul Mar della Cina meridionale.

 Comunque, dal 30 marzo, quando è stata annunciata la nascita di Anonymous China, il gruppo ha modificato la home page ad oltre 300 siti, inserendo un testo in cui il governo cinese viene definito “vile”.