Napoli, finalmente Champions

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Un 1-1 e tutti a casa si potrebbe dire. E così diremo. Dall’alto dei suoi 60 mila, il San Paolo, vestito del suo abito migliore, ha assistito all’ingresso in Champions del Napoli. Una squadretta quella partenopea, o per meglio dire, un’outsider come in molti l’hann definita, che ha risalito la china con umiltà. A sei anni dal fallimento, rieccoci qui a parlare di Europa e non di un’Europa qualsiasi. Dopo 21 anni, senza vergogna nè macchia, ci si può dire con tutti e due i piedi nella massima competizione continentale.

E i preliminari? Quelli li lasciamo a chi di competenza. Siamo del terzo posto noi (ad essere pignoli, avremmo anche meritato qualcosina in più). Il Milan, l’Inter, la Juventus (Quagliarella c’avrebbe messo la mano sul fuoco), le grandi del calcio italiano insomma, son tutte squadre di rango superiore (le prime due senz’altro). Il Napoli no. Non è era costruito per vincere, per lo meno non ancora. Eppure, lo abbiamo contenso alla capolista per buoni due mesi quel bene amato tricolore. E cosa ci ha sbarrato la strada? La milanese forse? Non proprio. I limiti, i nostri, quelli palesati, quelli dovuti all’inesperienza, quelli degli altri (terne arbitrali docet), quelli che ‘per nostra natura normalmente attireremo‘.

La verità è una sola. Avremmo potuto vincerlo questo campionato. L’anno era quello buono. Le altre arrancavano. Ma bene così. Un passo alla volta diamine. La lungimiranza del buon Aurelio è un carburante nobile senz’altro. La progettualità con cui cura i suoi affari ha dell’invidiabile. Giusto rispettare il fair play finanziario, altrettanto giusto tutelare i bilanci della società. Siamo virtuosi, virtuosissimi, ma qui si vuol anche vincere. ‘Coi soldi non si va da nessuna parte‘ predica il nostro presidente. Le idee muovono il mondo. Si, d’accordissimo con lui. Ma da ieri si cambia registro. L’Europa che conta chiama, il Napoli risponde.

fonte:
sscNapoli.it