Napoli-Chelsea, ascolta l’urlo Champions del San Paolo [VIDEO]

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Bentrovato Chelsea, che gioco al massacro sia: dopo aver visto le streghe, gli inferi con corredo di Lucifero e una gran varietà di angeli della morte, gli azzurri, radiocomandati a distanza da Mazzarri, picconano la superficie fino a scorgere la luce. Il fascio luminoso li irradia acceccando i londinesi: quei Blues tanto acclamati che avrebbero dovuto dettar legge in casa nemica, nel templio maradoniano.

Così non è stato: a Fuorigrotta ci si veste del colore del cielo, una tinta che riempie più di un intenso rosso carminio. E’ bolgia mista a pioggia, mista a grida, mista a stridore di denti. L’impianto imprigiona gli avversari costringendoli alla misfatta più nera: la sgrammaticatura di uno sfortunato capitano, tradito dalla sua stessa mattonella, nulla ha potuto contro il destino, già scritto a chiare lettere nel volto di chi ancora adesso esulta. Mata riceve l’assist di Cannavaro e piazza in rete, ma è solo uno scampolo. Dieci minuti più tardi, dall’alto delle sue possenti cosce, il tango argentino apre le danze con un tiro secco che finisce a giro nell’angoletto, alla sinistra di un Cech che, fino ad allora, pareva essere in gran serata.
Napoli-Chelsea-Ezequiel-Ivan-Lavezzi
L’1-1: occhi aperti, sbarrati. Un sogno, direte: non siamo d’accordo. Se ancora non fosse palese, nel calcio la vince chi ha la scorza più dura. Cavani, omero di zinco, ne sa qualcosa: movimento a smarcarsi, palla in spalla, e rete. Un gioco da ragazzi e cade giù il San Paolo. In meno di mezz’ora, tutto è il contrario di tutto. Campagnaro sanguina, ma a buttare il sangue sono loro. Manca un terzo gol all’appello: in tribuna un certo Thomas attende le gesta d’un papà che per l’occasione si traveste da bomber di razza. Ed il pocho c’è. Gli riesce l’impossibile: presto, fatto ed è doppietta. Yanina sarà contenta. Noi di sicuro. Il rintoccar del triplice fischio richiama all’ordine gli interpreti: 3-1, tutti a casa.

Felici: si certo, anche se il gol di Mata sa di nota stonata. Ma, vista la beffa, ci si può dir soddisfatti. Allo Stamford Bridge gli inglesi scopriranno il fianco: in campo aperto, con tanto di prateria davanti, gli azzurri sapranno farsi rispettare. E’ una squadra, la nostra, che gioca sul filo di fiato. Quest’anno gira così: nulla contro l’Inghilterra, ma i quarti ci aspettano dietro l’angolo. Vecchia guardia, fa pure largo. Siamo stanchi di vedere sempre le stesse facce in Europa.

La bolgia del San Paolo: ecco l’urlo della musichetta ‘THE CHAMPIONS’
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