Arrivederci Champions: perso Filippo e il panaro

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Un risveglio traumatico quello dei napoletani questa mattina: un passo falso e tutti fuori dalla Champions. Gli azzurri non ce l’hanno fatta. Quella che sembrava essere una partita alla portata ha assunto le sembianze di un cane a quattro teste. Colpa di chi? Perchè volerla per forza affibbiare a qualcuno. Più che di responsabilità, sarebbe opporturno parlare di ‘occasioni mancate‘. Un calcio dato alla buona stella che aveva accompagnato i ragazzi fino a qui.

Rientriamo in patria a testa alta, anzi altissima (Cannavaro, cit.): per carità, siamo d’accordo. Non scriviamo per togliere meriti a nessuno. Tanto di cappello, ma l’amarezza resta, e chissà per quanto ancora. La fortuna ci ha voltato le spalle nel momento topico. Che spreco. Ma com’è potuto succedere? Possibile mai che nel giro di poche settimane siano tanto cambiati? In area, nella nostra, gli inglesi hanno fatto quello che gli pareva. Difesa, ragazzi. DIFESA. Dov’era la difesa? Dov’erano Britos e Fernandez? Ci hanno sovrastato e fatto a polpette. Lo strapotere fisico dei vari Drogba, Terry e Ivanovic ha tagliato le gambe alla nostra retroguardia.

L’inesperienza si paga, è chiaro. Ma quella di ieri aveva tutta l’aria di una partita persa a tavolino. Basta timori reverenziali diceva ‘Palla e Fierro’ a poche ore dalla gara. Eppure, eccoli lì, pronti a palesare difficoltà imbarazzanti a cui il presidente dovrà sicuramente porre rimedio immediato. Manca qualcosa a questo Napoli. Non nascondiamoci dietro un dito. Si possono vincere Coppa Italia e fare miracoli in campionato, ma la verità è un’altra. Per fare bene nell’Europa che conta, bisogna saper vincere anche difendendosi. Il gioco degli scugnizzi è bello da vedersi, ma i polmoni, presto o tardi, tradiscono. Correre, correre e correre: non può questo e non dovrà in futuro essere l’unico imperativo.