Stadio San Paolo: quando lo sport è un fastidio

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Giovedì 30 giugno 2011, sono le 18.45 circa, quando improvvisamente la porta maratona dello stadio San Paolo si spalanca tra la curiosità dei presenti… pochi istanti di perplessità, prima di assistere all’ingresso trionfale di due lontani parenti napoletani dei fratelli Shumacher che, a bordo di una monovolume rossa ed un furgoncino bianco, tranquillamente si dirigevano verso la curva A, quasi zig-zagando tra coloro che si allenavano.

Iniziano ad essere scaricate delle attrezzature, vengono posizionate a ridosso della pista (a circa 50cm/1m) e in sei iniziano ad operare tranquillamente, stendendo cavi elettrici e quant’altro, quasi fossero a casa propria ed i presenti fossero trasparenti!

Finito il mio allenamento, dopo essermi “qualificato” e presentato (anche se sudato!), mi son permesso di chieder loro chi li avesse fatti accedere, a quale titolo e per far cosa… la risposta altezzosa e presuntuosa ricevuta, suonava così “lavoriamo per il proprietario del’impianto, il comune di Napoli!”; rassicurato da tale risposta, avendo assistito negli ultimi 20 anni all’accesso di chiunque, mi apprestavo a far notare la pericolosità della stesura dei cavi perpendicolarmente alle corsie e subito dopo la linea d’arrivo (senza contare l’utilizzo delle scarpe chiodate). Pronta e risolutiva risposta “…ma chi è il responsabile della sicurezza qui?…ah, si, vabbè, allora non passa più nessuno di qui!”… in pratica venivano interdetti 5m di pista e le persone che correvano avrebbero dovuto fare tutto il giro e tornare indietro ad oltranza… in pratica come se giocando a calcio, si chiedesse all’attaccante di tirare una volta in una porta e un’altra nell’altra, assicurandogli di convalidare comunque i gol!

Avendo la fortuna di avere la fotocamera in borsa, ho deciso di documentare il tutto, soprattuttola scena più terrificante, ovvero quella di altri operai che, una volta entrati dalla porta maratona, hanno preso il furgone (vuoto e non da scaricare) per attraversare il campo… 150m di benzina sprecata, il transito nuovamente sulla pista e la faccia scocciata nel vedere tutti noi che indignati fissavamo i soggetti in questione… per chi non lo sapesse è vietato l’utilizzo di qualsiasi mezzo con ruote più larghe di 25cm su una pista in gomma, come è vietato il transito di qualsiasi mezzo a motore (auto, furgoni, camion,…)!

Fosse finita qui, si potrebbe soprassedere… ma la cosa allucinante è arrivata 15minuti dopo, quando ci accingevamo ad andare negli spogliatoi, tragitto lungo il quale incontravamo alcuni dipendenti comunali che sbraitavano assieme ad un individuo che si professava il “direttore dei lavori”; informati di quanto accadeva sopra, scoprivamo dopo altri 10minuti che invece di interrompere questi operatori (che affermavano di dover lavorare col buio e di dover accendere i riflettori… sapete quanto buio c’è alle 19.30 a fine giugno, noIMAG0008?!?) avevano “invitato” gli atleti ad abbandonare immediatamente la pista per non intralciare i lavori!!!
A prescindere dallo spreco di elettricità per quei 6 riflettori che, come ho potuto notare da casa, sono stati accesi fino alle 21 (mentre noi tutto l’inverno ci alleniamo con 12 faretti che a stento fanno riconoscere le figure umane ed i cartelloni pubblicitari), la beffa dello sfratto subito, 20 minuti prima dell’orario di chiusura, senza una carta scritta, senza preavviso, su “invito” e non considerando che si operava un’interruzione di pubblico servizio e si impediva a persone che, per diletto o agonismo, erano sulla pista di concludere il proprio allenamento prefissato (pare che tutti corrano per dimagrire o per passare il tempo…).
A nulla sono valse le lamentele dei presenti, un po’ sbeffeggiate dai comunali, i quali concludevano la loro “seria” presa in considerazione delle posizioni avverse affermando “scrivete, fatele sapere queste cose in comune ed in giro, fate bene!”… non ho voluto mancare di prendere al volo questa provocazione e, a breve, gli organi competenti saranno informati, per ora lascio a voi la cronaca di tali avvenimenti.
Sulla pista dello stadio San Paolo si contano circa 400 tesserati della FIDAL, tra i quali spiccano nomi di atleti di rilievo nazionale, maglie azzurre, atleti di società di rilievo o iridate a livello nazionale, ma ormai da anni vengono trascurati e calpestati quotidianamente, dal Comune, dal Calcio Napoli, dall’ignoranza comune… Sarebbe bello poter invitare uno ad uno quegli squilibrati che lanciano oggetti in campo, di quegli irresponsabili che negli anni hanno montato piste automobilistiche, palchi o semplicemente cartelloni pubblicitari sul manto in tartan (che costerebbe almeno 900.000€ per essere riposato nuovo), di quegli ignoranti che camminano a piedi o in auto sulla pista pensando di non far danni… ma soprattutto è deprimente sentire dei dipendenti del “proprietario dell’impianto” entrare senza minime tutele e rispetto in un luogo proprio, quasi come il proprietario di casa che visita i propri inquilini e si presenta con le scarpe sporche con l’intenzione di sfasciare la casa… che alla fine è sua!!!
A breve inizieranno anche i lavori di risistemazione dell’impianto… chissà se tutti gli utenti dello stadio (che sono oltre 2000 tra arti marziali, ballo, attrezzistica, atletica e fitness) saranno sempre tutelati e potranno usufruire per quanto pagano… sembra un’ovvietà?!? Chiedete loro se lo è oramai…

Lo Stadio San Paolo è anche nostro!!! (siamo su facebook con video e foto delle nostre denunce e della nostra attività!)

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