GIOVENTÙ BRUCIATA
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- Pubblicato Lunedì, 12 Novembre 2012 13:54
- Scritto da Gaspare Serra
DALLA “BEAT” ALLA “NEET” GENERATION

Saranno forse “non + disposti a tutto” -ricalcando un noto slogan sindacale- ma i giovani italiani dovranno al più presto farsi le ossa per crescere in un Paese di “lupi travestiti d’agnello”, pronti a sbatterli sommariamente sul banco degli accusati.
Al bando ogni senilismo demagogico o giovanilismo di comodo, è solare che sia facile scovare, nel mucchio dell’intera “generazione Y” nata a cavallo tra gli anni ‘80 e ’90, adolescenti viziati e menefreghisti, pronti a prendersela col mondo intero pur di non assumersi le proprie responsabilità; studenti parcheggiati all’università, che preferiscono vivere di rendita piuttosto che cercarsi un lavoro; giovani fannulloni impiegati nella pubblica amministrazione i quali, conquistato il “posto fisso”, ripongono il minimo impegno nel proprio lavoro.
Di “mele marce” se ne trovano in qualsiasi paniere: chi fa politica, anzi, ha meno autorità di chicchessia nel dare lezioni di morale…
Esiste, però, un’Italia “per bene” di cui andare fieri: una “meglio gioventù”, silenziosa ma pur sempre maggioritaria, che tutti i giorni si fa in quattro per formarsi al meglio nelle nostre università, per mantenersi in qualche modo negli studi o per farsi strada nel mondo del lavoro puntando sulle proprie forze.
È accettabile, allora, che lo sport nazionale preferito da certi politici -ultimamente praticato con successo anche dai tecnici- sia divenuto il “tiro al bersaglio dei giovani”, una gara senza regole ad offendere, umiliare, bistrattare un’intera generazione (ieri sconsideratamente cresciuta a “pane e televisione”, oggi maldestramente rabbonita con “bastoni e carote”)?
Il ministro del Lavoro ha esortato i giovani ad “accontentarsi” nella ricerca di prima occupazione.
Il vero problema, semmai, è che ci si accontenta fin troppo: i più non sono affatto “schizzinosi”, né nella ricerca del primo né del secondo, terzo od ennesimo lavoro!
I dati parlano da soli: il 71% dei giovani under 35 è disponibile ad accettare qualsiasi lavoro, purché remunerato (fonte Cisl), menteil 25% dei laureati si è adatto benissimo a svolgere un’occupazione con bassa o nessuna qualifica oltre il 30% svolge un’occupazione del tutto diversa da quella per la quale ha studiato (fonte Bankitalia).
Chiedere quantomeno d’essere pagati, fosse anche per il più umile mestiere, vuol forse dire esser “choosy”?
Liquidare il problema dei giovani senza lavoro con un “vadano a scaricare le cassette al mercato” (alias Renato Brunetta), poi, è quanto di più banale e demagogico si possa affermare.
Qual è la funzione della Politica?
Preparare sommessamente i giovani “al peggio” oppure tentare di offrir loro opportunità, ricercando qualsiasi soluzione per sciogliere i nodi e lacciuoli che legano il mercato del lavoro e bloccano l’economia?
Invitarli a competere con la manodopera rumena e la manovalanza tunisina o stimolarli a misurarsi con i giovani ingegneri indiani e i nuovi imprenditori cinesi?
Se s’inculca nei giovani la convinzione che il lavoro serva soltanto a guadagnarsi da vivere e “portare a casa lo stipendio”, non anche a realizzarsi e mettere in campo le proprie capacità, come stupirsi del fatto che i laureati diminuiscono sempre di più, mentre crescono gli inattivi e gli sfiduciati?
Se s’inibisce nei giovani finanche la capacità di sognare un futuro migliore, che ne sarà di loro?
L’impressione è che, dietro queste ripetute “gaffe”, si celi una strategia ben mirata: la ricerca dell’“alibi perfetto” per sottacere le gravi responsabilità di un’intera classe dirigente nell’affrontare i problemi della mancanza di occupazione, crescita e sviluppo, che certo non dipendono solo da fattori esogeni (l’assenza di un’Europa politica, la crisi finanziaria internazionale o la congiuntura economica sfavorevole).
Un esempio chiarificatore?
Tra il 1999 ed il 2007 l’Italia ha beneficiato del c.d. “dividendo dell’euro”, ovvero di bassi tassi d’interesse sul debito pubblico che hanno consentito di risparmiare centinaia di miliardi (secondo alcuni economisti, addirittura “100 miliardi” di euro all’anno).
Un enorme “tesoretto” che, se oculatamente speso in politiche d’investimento e affiancato da riforme strutturali, avrebbe consentito all’Italia di essere tra i paesi più virtuosi d’Europa, piuttosto che tra gli stati “pigs” citati come modello negativo persino nella campagna elettorale americana.
Di chi la responsabilità se l’Italia negli anni Duemila ha “dilapidato” queste risorse?
Se in capo ad ogni italiano grava un debito pubblico di oltre “30.000 euro”, in termini assoluti il terzo al mondo (tra il 1950 e il 1969 la media del debito pubblico in rapporto al Pil era del 30%, oggi ha sfondato quota 126%)?
Se la spesa pubblica è lievitata a dismisura (nel 1950 si attestava sotto il 25% in rapporto al Pil, oggi supera il 50%)?
Se la pubblica amministrazione è divenuta un ente erogatore di stipendi, piuttosto che di servizi (Sicilia docet)?
Se il nostro regime tributario è il più opprimente al mondo (nel 1951 la pressione fiscale era del 18,2%, oggi supera il 55%)?
Se i costi del lavoro e dell’energia sono nettamente più alti della media europea?
Se le ultime grandi imprese italiane (vedi la Fiat) e le poche multinazionali straniere presenti (vedi l’Alcoa) pagherebbero penali pur di delocalizzare?
Se la corruzione ci costa “60 miliardi” di euro l’anno, mentre l’evasione fiscale il doppio?
Di chi la responsabilità se l’Italia si è ridotta ad un Paese “a corto di futuro”, con il cappio al collo del debito e la pistola dei mercati alla tempia?
Tutto questo è forse imputabile ai giovani che solo oggi si affacciano sul mercato del lavoro, magari illusi che il mondo reale non fosse poi così distante da quello rappresentato da “mamma Tv”?
È colpa dei giovani italiani se un loro coetaneo su tre è senza lavoro?
Se la loro generazione è divenuta “precaria” per antonomasia?
Se l’ingresso nel mercato del lavoro solitamente passa attraverso la scorciatoia obbligata di un’occupazione in nero e senza tutele?
Se il mondo delle professioni è chiuso a camera stagna da caste autoreferenziali, mentre il mercato del lavoro è drogato dal precariato?
Se gli stipendi degli italiani sono in media i più bassi d’Europa, per molti insufficienti a garantire una piena indipendenza economica dalla famiglia d’origine?
Se molti di loro -i migliori o i più audaci- preferiscono scappare all’estero piuttosto che accontentarsi di un lavoro tanto dequalificato quanto malpagato?
Su un punto ha perfettamente ragione il viceministro Martone: essere giovani in Italia vuol dire aver ricevuto in dote dalla sorte una “sfiga” pazzesca!
A chi il compito di indicare una qualche via d’uscita, “una luce in fondo al tunnel”?
A una classe politica “novecentesca”, la stessa che fin oggi ha scavato la fossa sotto i piedi dei propri figli?
Ad un governo tecnico -il più sobrio degli ultimi 150 anni- che, definendo “perduta” la generazione dei 30/40enni (alias Mario Monti), ha già giudicato spacciati un quinto dei cittadini che rappresenta?
Che futuro può avere un Paese che, piuttosto che riconoscere i giovani come un “organo vitale” del Sistema, li liquida sbrigativamente come un “arto in cancrena” da amputare per salvare il resto del Corpo sociale?
Vigliena: schiuma untuosa scaricata in mare
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- Pubblicato Lunedì, 27 Agosto 2012 17:57
- Scritto da Matteo Morreale
Proviamo a far chiarezza.

Da testimoni oculari riteniamo opportuno fornire qualche precisazione in merito agli articoli
relativi alla presenza di considerevoli quantità di materiale “schiumoso” nel canale a ridosso
della centrale a turbogas di Vigliena, pubblicati dal vostro giornale (corriere del mezzogiorno ndr), rispettivamente, il 23 e 24 agosto u.s.
Il primo articolo recava il titolo: “Misteriosa schiuma bianca”. Avendola vista e toccata
possiamo asserire che il colore, in realtà, è un inquietante giallognolo, la consistenza densa ed
untuosa. Inoltre, l’occhiello recita: “Scarichi in mare ma non si sa da dove vengono”. Va
chiarito che nel punto dal quale usciva la schiuma sono presenti le opere di scarico del sistema
di raffreddamento della centrale termoelettrica e lo “scolmatore di piena” del collettore
Vigliena, sistema che si attiva in caso di piene (presumibilmente poco probabili in questo
periodo, tantomeno per 10 giorni di fila). Viene da chiedersi se controllare l’eventuale
attivazione, per una decina di giorni, dello scolmatore possa essere un’impresa improba.
Essendo le opere di scarico della centrale poste in fondo alla darsena, entrando sulla destra,
esattamente dove affiorava la notturna processione della sinistra “schiuma”, i dubbi sulla sua
provenienza svaniscono e lasciano spazio all’ipotesi che fuoriesca, verosimilmente, dalla
centrale stessa.
La precisazione appena fornita risponde, in gran parte, anche al secondo articolo, quello del
24 agosto, in cui l’arch. Pulli - coordinatore del dipartimento Ambiente del Comune di Napoli –
convince poco chi ha assistito per giorni al raccapricciante spettacolo. Attribuire all’alveo
Pollena, collocato più a sud rispetto al già citato canale, la genesi del fenomeno in esame vuol
dire non avere contezza di quanto stia accadendo. Se gli “iceberg di schifezza” si muovessero
da sud a nord potrebbe esserci qualche spazio per la tesi del dirigente comunale, ma da un
fugace sopralluogo risulterebbe chiaro anche a lui che il misterioso flusso si muove in
direzione opposta: parte dalla base della centrale, percorre il canale in direzione sud, giunge
in mare aperto dove si disperde. Tra l’altro, è la stessa pressione delle acque che fuoriescono
dal canale ad impedire che al suo interno si introducano elementi alieni. Pertanto, almeno in
questo specifico caso, l’alveo Pollena può essere scagionato, nonostante sia colpevole di
innumerevoli fenomeni simili a quello oggetto degli articoli. Per chi conosce l’area basterebbe
anche la sola visione del video pubblicato sul vostro sito per comprendere che le
responsabilità vanno cercate altrove.
Napoli est è già un concentrato di veleni e degrado. È inaccettabile continuare ad avvelenare il
mare e la vita della gente, impunemente. Altrettanto inaccettabile è l’assenza di un costante
monitoraggio ad impianti capaci di irreparabili danni ambientali.
Non è superfluo ricordare che per la bonifica della linea di costa di San Giovanni a Teduccio
sono stati già spesi ingenti capitali pubblici. Altrettanto ingenti quelli ancora da spendere.
Gravi episodi come quello descritto, visibile a partire dall’imbrunire da decine di giorni,
vanificano tale impegno e dissipano il denaro dei Cittadini.
Il raccapricciante spettacolo di questi giorni disegna uno scenario ben lontano sia dalle
rassicuranti brochure pubblicitarie diffuse dai costruttori (Tirreno Power S.p.A.), che
prospettavano un impianto ad impatto ambientale pari allo “zero”, sia dagli atti pubblici in cui,
nero su bianco, si impegnavano ad instaurare un rapporto con la cittadinanza basato sulla più
totale trasparenza.
Alla luce di tale scenario chiediamo che sia fornita, senza indugio, un’informazione chiara sulla
natura della sostanza galleggiante, sull’entità del danno arrecato all’ambiente, sui rischi per la
salute pubblica. Esigiamo, altresì, che le istituzioni preposte, magistratura in primis, compiano
puntualmente il loro dovere individuando e punendo i responsabili di tali scempi, piuttosto
che dedicarsi alla repressione dei Cittadini “rei” di aver lottato per rivendicare un ambiente
sano e vivibile.
Il rischio da scongiurare è che si riproponga un copione già letto: ancora nulla è dato sapere
su cosa avvenne nel 2006, all’atto dell’apertura del cantiere della centrale, quando si
sprigionarono esalazioni che provocarono danni alla salute della popolazione residente
(quelli visibili), nel raggio di qualche centinaio di metri.
Napoli, 25 agosto
Comitato Civico di San Giovanni a Teduccio
Coord. “No Inceneritori” – Ponticelli
Rete Napoli Orientale
Celeste Bucci - Napoli
L’UOMO DEL COLLE HA DETTO “NI”…
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- Pubblicato Lunedì, 27 Agosto 2012 17:30
- Scritto da Gaspare Serra
IL COSTO DEL QUIRINALE
(PILLOLE DI “SPENDING REVIEW”…)
“Per evitare che la crisi degeneri siamo tutti chiamati a fare dei sacrifici…” (Giorgio Napolitano, 19 luglio 2012).
Parole sagge e responsabili, signor Presidente…
Ma quando sarà Lei per primo ad esser “d’esempio” per tutti noi Italiani???
Comunemente, quando si parla di “Casta”, balzano subito agli occhi le immagini dei politici nostrani comodamente “ozianti” in Parlamento…
Ma quanto ci costa mantenere “il Presidente” (della Casta), Colui che siede sul Colle più alto di Roma???
IL FUNZIONAMENTO DEL QUIRINALE E’ COSTATO ai contribuenti (fonte Giorgio Bechis, Il Giornale, 25-07-2012):
- “228 MILIONI” NEL 2010 (624.000 euro al giorno… 26.000 euro l’ora!);
- e “231” nel 2009 (prima che Giorgio Napolitano decidesse di adottare “pesantissimi tagli” alle spese quirinalizie… più che altro limitatisi alla riduzione del personale comandato da altre amministrazioni!).
LA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA ITALIANA, per svolgere funzioni meramente di controllo, garanzia e rappresentanza (“notarili” se non “cerimoniali”, non certo esecutive come in ogni repubblica presidenziale), DISPONE DI ben “1.807” DIPENDENTI (fonte “L’Italia dei privilegi”, di Raffaele Costa), divisi tra:
- addetti di ruolo alla Presidenza (tra cui 108 appartenenti allo “staff personale” del Presidente, assunti con contratto in scadenza al termine del settennato);
- e unità del personale militare e delle forze di polizia distaccate per esigenze di sicurezza (tra cui i 297 famigerati corazzieri).
UN ORGANICO (fonte Mario Cervi, Il Giornale):
- superiore di 587 unità rispetto al 1998 (AUMENTATO DI OLTRE IL “50%” IN 10 ANNI, del triplo in 20 anni!);
- e il cui costo si attesta sui “129,4 milioni” di euro l’anno (contro i 67 dell’Eliseo!).
DI TUTTO RISPETTO, poi, E’ anche IL PARCO AUTO PRESIDENZIALE, che conta (stando a quando fatto trapelare dall’ex ministro Renato Brunetta, essendo i bilanci della Presidenza della Repubblica tutt’altro che pubblici e trasparenti):
- una Lancia Thesis limousine;
- tre Maserati;
- due Lancia Thesis blindate;
- una Lancia Thesis di riserva;
- 2 Lancia Flaminia 335 del 1961 (utilizzate per le sfilate del 2 giugno);
- 14 auto (una di proprietà e 13 in leasing) a disposizione dei Presidenti emeriti della Repubblica, del segretario generale, del segretario generale onorario e dei 10 consiglieri personali del presidente della Repubblica;
- e 10 auto di servizio.
Una nota particolare, infine, merita il capitolo “stipendi”.
Nel luglio 2011 il sito del Quirinale ha platealmente annunciato la generosa rinunzia “a termine” di Giorgio Napolitano (ovvero fino al 2013, alla scadenza del suo mandato) all’adeguamento all’indice dei prezzi al consumo del suo appannaggio personale (indicizzazione automatica prevista dalla legge n.372 del 1985).
E’ solo un’inutile minuzioseria giornalistica, ovviamente, far notare che:
- il “ponderoso sacrificio” quirinalizio consisterà, in concreto, nella rinunzia a “68 euro” mensili (come denunciato da Spider Truman, il misterioso ex precario della Camera che ha smascherato in rete i conti nascosti del Palazzo);
- da quando è stato eletto, il Presidente ha già visto aumentare di circa “2.000 euro” al mese l’assegno ricevuto (come denunciato da Franco Bechis su il Giornale);
- già oggi LO STIPENDIO DEL CAPO DELLO STATO AMMONTA A circa “20.000 EURO” lordi AL MESE (“239.182” euro l’anno!);
- e, come se non bastasse, A TALE “MODESTO” EMOLUMENTO IL PRESIDENTE CUMULA UN ulteriore COSPICUO VITALIZIO PARLAMENTARE!
Ben altri esempi, in realtà, giungono d’oltralpe:
- in Francia il Presidente Hollande, dopo appena 10 giorni dalla vittoria alle urne, ha mantenuto la promessa di tagliare del 30% lo stipendio presidenziale, così decurtato di circa “7.000” euro al mese, passando dai 21.300 euro lordi di Nicolas Sarkozy a 14.910 euro (l’uomo più potente di Francia finirà col guadagnare “178.920 euro” lordi l’anno, ben 90 volte meno di quanto percepito dal giocatore più forte del campionato francese, Slatan Ibrahimovic!);
- in Germania il presidente federale percepisce uno stipendio annuo netto di “199.000” euro, disponendo poi d’uno straordinario (78.000 euro nel 2006) per le sole spese di rappresentanza ed interventi di vario tipo (fonte Salvo Mazzolini, corrispondente da Berlino);
- ed in Spagna re Juan Carlos, nel luglio 2012, ha deciso di ridurre il proprio stipendio del 7,1%, ovvero di ben 21.000 euro l’anno (portandolo a 272.752 euro annui), e quello di suo figlio, il principe Felipe, di 10.000 euro l’anno (riducendolo a 141.376 euro). Decisione seguita ad una precedente riduzione del 2% già decisa nel 2010.
Come non intravedere “spicciola propaganda” nel tentativo massmediatico di spacciare il taglio dello stipendio del nostro Capo dello Stato (in realtà, la rinuncia ad un risibile aumento) nella fattiva partecipazione del Quirinale ai sacrifici cui è chiamato il Paese???
José Alberto Mujica Cordano è da due anni Capo di Stato in Uruguay.
“Pepe” -così si fa chiamare il Presidente- è una celebrità indiscussa nel suo Paese.
Il motivo?
Tanto semplice da spiegare quanto “rivoluzionario” ai nostri occhi: aver inaugurato una Presidenza fondata su austerità, umiltà e solidarietà.
Il Presidente “Pepe”, difatti:
- pur percependo uno stipendio di 250.000 pesos al mese (circa 10.000 euro) ed un’ulteriore pensione da senatore, trattiene per se solo (!) “800 euro”, devolvendo il resto in beneficienza in favore del Fondo “Raúl Sendic” (un’istituzione a sostegno dello sviluppo delle zone più povere del suo Paese);
- rifiuta di disporre di alcuna scorta a protezione della propria persona;
ha chiesto come auto presidenziale una semplice utilitaria, una Chevrolet Corsa (usata solo durante gli incontri ufficiali);
- non dispone di alcun conto in banca, risultando per il fisco un “nullatenente” (suo unico patrimonio è una vecchia Volkswagen Fusca, mentre la sua umile fattoria è di proprietà della moglie);
- ed ha persino aperto le porte della sua residenza ufficiale ai senza tetto, disponendo che una vasta area del Palacio Suarez y Reyes ospiti i più bisognosi!
Niente sfarzi, niente sprechi, niente protagonismi per il piccolo Presidente del secondo paese più piccolo del Sudamerica.
“Questi soldi –ha spiegato il Presidente-, anche se pochi, mi devono bastare perché la maggior parte degli uruguaiani vive con molto meno”.
Un “alieno”? Un esibizionista? O, più semplicemente, un esempio concreto di “buona Politica” (intesa come “gratuito servizio” in favore della Collettività)?
E’ becero “populismo” riportare qui l’esempio vivente che giunge dall’Uruguay?!
Senza minimamente pretendere che Napolitano segua l’esempio straordinario che giunge d’oltreoceano, è “troppo” chiedere al Colle di rinunciare a qualche sfarzo, privilegio e protocollo in più pur di far conseguire qualche ragguardevole risparmio ai conti dello Stato???
“Questo è il normale costo di un’alta Istituzione”, si tende a dire…
In realtà, non esiste paragone con altri palazzi presidenziali e monarchie: alla faccia della notoria “sobrietà” di Giorgio Napolitano, IL COSTO DEL QUIRINALE NON HA CONFRONTI (almeno) IN EUROPA!
Qualche esempio?
Quanti sanno che, a fronte dei “228” milioni che ci costa il Quirinale (fonte Mario Cervi, il Giornale):
- la Casa Bianca (ovvero la Presidenza di una Nazione “5 volte” quella italiana) costa “136 milioni” di euro l’anno (poco più della metà della Presidenza italiana!);
- l’Eliseo (la Presidenza francese) “112,5 milioni” di euro (meno della metà del Quirinale, pur contando il doppio in quanto a poteri attribuiti dalla Costituzione!);
- Buckingham Palace (la Monarchia inglese) “57 milioni” (ovvero “quattro volte meno” il nostro Capo di Stato!);
- e che per la Presidenza federale tedesca nel 2006 sono stati stanziati solo “19 milioni 354 mila” euro (cifra comprensiva di tutto: stipendio del presidente e del personale, spese ordinarie e straordinarie, viaggi all’estero, manutenzione delle due residenze -Bonn e Berlino-…)???
E quanti sanno che, a fronte dei 1.807 collaboratori del nostro Presidente (fonte “L’Italia dei privilegi”):
- l’imperatore del Giappone dispone di un personale composto da circa 1.000 unità;
- il presidente francese dispone di 941 dipendenti, di cui 365 militari (la metà dei dipendenti del Quirinale!);
- il re di Spagna di 543 dipendenti;
- il presidente americano Barack Obama (contemporaneamente Capo dello Stato e del Governo) di 466 fra consiglieri, funzionari, impiegati, addetti alla sicurezza ed alla manutenzione, ma anche cuochi, giardinieri, “stagiste”…;
- la regina Elisabetta II d’Inghilterra di circa 300 dipendenti (1/6 dei dipendenti dell’alto Colle romano!);
il presidente federale tedesco (che, come il nostro, ha compiti di mera rappresentanza e garanzia) di 160 (meno di 1/10 rispetto al Quirinale!);
- ed il Presidente irlandese (anch’egli svolgenti funzioni simili al nostro) di soli “12” dipendenti???
Perché il Quirinale ci costa “tanto”?
Come può un Presidente chiedere a gran voce più sobrietà alle forze politiche (cominciando dal taglio dei rimborsi elettorali passando alla riduzione del numero dei parlamentari…) senza dare per primo “l’esempio”?
Con che autorevolezza un uomo di Stato può chiedere “sacrifici” alla sua Gente senza sopportarne alcuno in prima persona???
Fino a quando l’Italia potrà permettersi questo “scandalo”?!
Il governo tecnico di Mario Monti ha sentito il bisogno di aggiungere in squadra altri “supertecnici” (vedi Bondi ed Amato) per scoprire dove si annidano i più odiosi sprechi e le più comuni inefficienze della spesa pubblica e mettere mano ad un corposo piano di “spending review”.
Da tali tagli, però, rimarranno esenti proprio gli organi costituzionali, dal Quirinale alle due Camere (in ragione della loro “autonomia”…).
Ma se si vuole davvero iniziare a tagliare i costi più improduttivi e “parassitari” della politica non bisognerebbe cominciare da una netta sforbiciata ai conti dei piani più alti del Palazzo?
Quanto farebbe risparmiare un piano di tagli cospicui alla Presidenza della Repubblica?
Molto? Poco? Abbastanza?
Comunque sia quanto di più “doveroso” agli occhi di un Popolo chiamato dalla propria classe politica a fare pesanti sacrifici ma che attende ancora invano che sia la stessa politica a segnare per prima il tracciato!
DOVE C’E’ “CASTA” C’E’ ITALIA…
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- Pubblicato Martedì, 07 Agosto 2012 16:03
- Scritto da Gaspare Serra
(PILLOLE DI SPENDING REVIEW)
N° 1 - IL COSTO DELLA REPUBBLICA
Quanto costano i “Palazzi” del Potere?
Quanto costa agli Italiani mantenere un tanto pletorico quanto ipertrofico apparato politico-istituzionale?
Che la (Casta) politica italiana sia la più costosa d’Europa (probabilmente tra le più dispendiose al mondo!) è un fatto notorio…
L’ITALIA, rispetto agli altri paesi europei, SPENDE in media IL 30% IN PIU’ PER I COSTI DELLA POLITICA.
Per l’esattezza (dati Uil):
- OGNI CONTRIBUENTE DESTINA AL MANTENIMENTO DELLA macchina della REPUBBLICA circa “646 EURO” L’ANNO;
- e I COSTI DELLA POLITICA ITALIANA (diretti e indiretti) AMMONTANO A circa “24,7 MILIARDI” DI EURO (cifra, per intendersi, pari al 2% del Pil nazionale e ad oltre il 12% dell’intero gettito Irpef!).
Più in dettaglio (secondo quanto emerge dai rapporti sui costi della politica presentati da Uil e Confindustria):
- GLI ORGANI DELLO STATO centrale(Presidenza della Repubblica, Camera, Senato, Corte Costituzionale, Presidenza del Consiglio e Ministeri) COSTANO ai cittadini “3,2 MILIARDI” DI EURO l’anno (in media, 82 euro per ogni contribuente!);
- le quattro più alte Istituzioni dello Stato (QUIRINALE, SENATO, CAMERA E CONSULTA) pesano sulle tasche degli Italiani per “2,2 MILIARDI” DI EURO;
- il solo funzionamento della PRESIDENZA DEL CONSIGLIO (dati 2011) comporta spese per “477 MILIONI”;
- i costi per il funzionamento dei MINISTERI (dati 2011) ammontano a “226 MILIONI”;
- per gli Organi di REGIONI, PROVINCE E COMUNI(Giunte e Consigli) si spendono “3,3 MILIARDI” (ossia 85 euro per contribuente!);
- ed Organi quali la Corte dei Conti, il Consiglio di Stato, il CNEL, il CSM ed il Consiglio Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia pesano sul bilancio dello Stato per “529 milioni” di euro.
Spulciando i conti delle due Camere, poi, si scopre che:
- dal 2001 al 2011, il bilancio della CAMERA DEI DEPUTATI è salito da 749 milioni di euro ad oltre “1 MILIARDO e 70 MILIONI”;
- mentre il bilancio del SENATO DELLA REPUBBLICA è passato da 349 milioni nel 2001 a “603 MILIONI” nel 2011.
Secondo la Banca d’Italia, in barba a ogni crisi, DAL 2001 AL 2010 LA SPESA PER LA PUBBLICA AMINISTRAZIONE E’ PASSATA (in rapporto al Pil) dal 48,1% AL 51,2%.
“Questo è il normale costo di ogni democrazia”, si sostiene…
Ma quanto è “normale” il fatto che IN FRANCIA L’ELISEO E IL PARLAMENTO COSTANO “900 milioni” di euro l’anno (MENO CHE LA META’ DELLE PARI ISTITUZIONI ITALIANE) e in Spagna soli “700 milioni”?
Come spiegare il fatto che IN SPAGNA IL CONGRESSO DEI DEPUTATI COSTA soltanto “100 milioni” (MENO DI UN DECIMO DI MONTECITORIO)???
Come dar conto del dato “impressionante” per il quale (fonte la Stampa, 30/01/2012) IL PARLAMENTO ITALIANO COSTA PIU’ DELLA SOMMA DEGLI ALTRI QUATTRO GRANDI PARLAMENTI NAZIONALI D’EUROPA (la Bundestaq, la Assemblée Nationale, la House of Commons e il Congreso de Los Deputados), i cui costi di funzionamento solo complessivamente ammontano a 3,18 miliardi di euro l’anno?!
Come giustificare il fatto che (sempre secondo la Stampa) OGNI CITTADINO ITALIANO SPENDE “27,15 EURO” l’anno SOLO PER mantenere LA CAMERA DEI DEPUTATI, mentre:
- uno francese 8,11 euro per la Assemblée Nationale (tre volte meno che in Italia);
- uno inglese 4,18 euro per la House of Commons (quasi sette volte meno);
- ed uno spagnolo 2,14 euro per il Congreso de Los Deputados (dieci volte meno)???
Cosa giustifica simili “sproporzioni”?
Delle due l’una:
a- o l’Italia vanta la classe dirigente “migliore” al mondo, che conseguentemente merita anche un trattamento “unico” al mondo (il che, non fosse per altro, si contraddice con la constatazione d’avere l’unica classe politica, al pari di quella greca, al contempo “commissariata” da un tecnico, “sfiduciata” dall’Europa e “screditata” da ogni agenzia di rating!);
b- oppure siamo di fronte alla più grande “truffa” orchestrata ai danni di un’intera Nazione da una vera e propria “Associazione politica a delinquere”!
Per quanto altro tempo tale odioso “spread” (tra il costo della politica italiana e d’oltralpe) sarà tollerabile???
LA DEMOCRAZIA HA certamente UN COSTO, tanto fisiologico quanto irrinunciabile…
MA LA POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO COSTI che definire “PATOLOGICI” è dir poco!
Il debito pubblico italiano ormai si attesta sui “2.000 miliardi” di euro, i conti dello Stato hanno più buchi di una gruviera (il pareggio di bilancio nel 2013 è solo un’ipotesi…), la finanza pubblica rischia il collasso (il debito pubblico ha superato quota 123% sul Pil, mentre molti enti locali rischiano il dissesto finanziario), la “stagflazione” è dietro l’angolo (una fase di pesante recessione coniugata ad una perdurante inflazione…).
In questo scenario l’aumento delle tasse per “far cassa” non è più una strada percorribile (la pressione fiscale italiana “effettiva” o legale, secondo gli ultimi dati della Confcommercio del luglio 2012, si attesta al 55%, facendo registrare un record mondiale!).
Prima di trovarsi costretti a metter mano al welfare ed alla spesa sociale, ovvero a tagli sulla “viva carne” delle persone (dai licenziamenti nel pubblico impiego alla cancellazione delle tredicesime…), è dunque un “dovere morale” per la classe politica mostrare un “sussulto di dignità”: provvedere da subito ad un taglio netto della spesa pubblica “parassitaria”!
In Italia è proprio la politica il principale terreno fertile per “sprechi e privilegi”.
Per tutto questo TAGLIARE I COSTI DELLA POLITICA E LA SPESA PUBBLICA IMPRODUTTIVA NON E’ PIU’ UN’OPPORTUNITA’ BENSI’ UNA NECESSITA’ per il Paese!
LA CRISI economica e finanziaria NON HA CAUSE ESCLUSIVAMENTE ENDOGENE, essendo legata a filo stretto alla capacità di autoriformarsi dell’Europa ed alle strategie occulte della speculazione internazionale.
MA SULL’ITALIA PESA, diversamente o più che in altri paesi, anche L’INSOPPORTABILE FARDELLO di una classe dirigente inadeguata, DI UNA POLITICA “GATTOPARDESCA” sempre più obesa ed ingorda (praticamente un’“oligarchia insaziabile”!).
OGNI singolo CITTADINO PUO’ BEN POCO CONTRO LO STRAPOTERE DI CASTE consolidate, DI LOBBY coalizzate, DI POTERI FORTI ben radicati…
MA UN POPOLO CHE NON SENTE IL BISOGNO DI “INDIGNARSI” di fronte a insostenibili “sprechi” e insopportabili “privilegi”, che non mostra alcun moto di ribellione dinanzi all’autoreferenzialità, all’affarismo ed al professionismo politico di un’intera classe dirigente, E’ semplicemente UN POPOLO SENZA DIGNITA’!
(Gaspare Serra)
Blog “PANTA REI”: http://gaspareserra.blogspot.it
Pagina facebook “L’ANTI-CASTA”: http://www.facebook.com/nuovarepubblica
Maryland: 21enne uccide compagno di stanza e ne divora cuore e cervello
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- Pubblicato Venerdì, 01 Giugno 2012 10:40
- Scritto da Fabiana Bianchi
Sembra una scena da film dell’orrore, invece è la cruda realtà. In Maryland, uno studente di 21 anni, Alexander Kinuya, si è recato in commissariato per confessare il suo truce omicidio: dopo aver ucciso il suo compagno di stanza, ne ha divorato cuore e parte del cervello. La vittima è un 37enne del Ghana di nome Kujoe Bonsfo Agyei- Kodie e le sue mani e la sua testa sono stati ritrovati nella cantina della casa di Kinuya.
Il Baltimore Sun ha riportato la notizia del ritrovamento di altri resti umani in un contenitore della spazzatura nei pressi di una chiesa.
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Terremoto Emilia Romagna: le indicazioni per aiutare
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- Pubblicato Mercoledì, 30 Maggio 2012 14:59
- Scritto da Fabiana Bianchi
A seguito della nuova scossa di terremoto avvenuta ieri mattina alle 9 in provincia di Modena, le vittime sono salite a 17, mentre il numero degli sfollati ha raggiunto quota 13mila. I feriti sono circa 350 e le scosse successive alla prima, più potente, della mattinata di ieri sono state 228.
Nonostante i campi allestiti per accogliere gli sfollati e l’aiuto della protezione civile, si può contribuire all’assistenza della popolazione emiliana tramite l’invio di un sms solidale. Il numero è 45500, gestito dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Protezione civile nazionale, e permette di inviare la somma di 2 euro.
È stato anche avviato il procedimento per una raccolta fondi, da parte della Regione Emilia-Romagna, per far fronte ai costi del terremoto. È utilizzabile sia da privati che da enti pubblici.
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Monti: Il calcio andrebbe fermato
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- Categoria: Società
- Pubblicato Mercoledì, 30 Maggio 2012 13:33
- Scritto da Marseglia
Il premier Mario Monti, dopo gli ultimi scandali che ancora una volta hanno visto protagonista il mondo del calcio, ha espresso delle considerazioni personali su ciò pensa di questi avvenimenti vergognosi.
"È particolarmente triste quando un mondo che deve essere espressione di valori alti, come lo sport, si dimostra un concentrato di aspetti tra i piu riprovevoli come la slealtà, l'illegalità e il falso. Trovo inammissibile e me ne sono occupato anche quando ero commissario europeo, che si usino soldi pubblici per ripianare società di calcio. Non sto facendo una proposta e men che meno una proposta che viene dal governo, ma è un desiderio che qualche volta io, che pure sono stato molto appassionato di calcio tanti anni fa, dentro di me sento: se per due o tre anni per caso non gioverebbe molto alla maturazione di noi cittadini italiani una totale sospensione di questo gioco".
Il Presidente ha poi fatto riferimento esplicito alla sospensione della partita di Genova affermando che presto si cercherà di capire di più su ciò che è accaduto e si farà luce su questo mondo pieno di falsità ed omertà con "giocatori che si sono tolti la maglia di fronte a chissà quali minacce" da parte di "poteri occulti".
Napoli: granata trovata da dei bambini a via Leopardi
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- Categoria: Cronaca
- Pubblicato Domenica, 27 Maggio 2012 19:11
- Scritto da Marseglia

Ieri, 26 maggio, alcuni bambini mentre giocavano vicino un parco in via Leopardi, nel quartiere di Fuorigrotta, hanno notato un contenitore di plastica che ha attirato la loro attenzione. Aperta la scatola abbandonata sul manto stradale vicino ad un camion, hanno trovato un panno in cui era avvolta la granata, funzionante e completa di spoletta.
Immediata è partita la segnalazione che ha portato all'intervento di una Volante del Commissariato San Paolo che ha messo in sicurezza e disinnescato l'ordigno. Si tratta di una boma a mano di fabbricazione dell'ex Iugoslavia, modello M52P3. In molti non escludono che potesse appartenere alla malavita organizzata del quartiere.
In rete la polemica si infervora per via del fatto che la tragedia è stata scampata per miracolo.
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