Falso golpe in Cina: sei arresti e siti chiusi per la notizia diffusa sul web

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Svariati arresti sono stati effettuati in CIna per la falsa notizia, diffusa sul web, di un colpo di stato nel paese. La voce aveva cominciato a circolare sui siti di microblogging e, soprattutto, su due siti cinesi cloni di Twitter. Le autorità hanno arrestato sei persone e chiuso sedici siti con l’accusa di aver detto che “veicoli militari sono entrati a Pechino” e per aver  “fabbricato e diffuso voci online” con una “cattiva influenza sul pubblico.
Inoltre, la polizia ha chiesto ai cittadini di “obbedire alle leggi ed essere vigilanti sulle voci incontrollate su internet, che disturbano l’ordine pubblico e minano la stabilità sociale e meritano così punizioni”.

Tutto ha avuto inizio con l’espulsione di Bo Xilai, uno dei leader emergenti del partito comunista e candidato a far parte dei nove potenti cinesi. Tra il 20 ed il 21 marzo la voce di un golpe in Cina e che Bo avrebbe comprato armi ha cominciato a diffondersi sul  web. Tutte voci poi smentite, ma partite dall’Epoch times, un giornale americano gestito da seguaci della disciplina spirituale Falun Gong.

I due siti cloni di twitter, Weibo e Tencent.qq, saranno bloccati fino al 3 aprile. e al momento presentano sulle proprie homepage la notizia delle misure restrittive. La Tencent scrive sul web che “le voci e informazioni illegali e nocive propagate attraverso microblog hanno ripercussioni sociali negative, e i commenti contengono un’ampia quantità di informazioni nocive”, mentre la Sina, che gestiscie il sito cinese Sina Weibo scrive che “dal 31 marzo alle 8 del 3 aprile la funzione ‘commenti’ di Weibo sarà temporaneamente sospesa”.