Argentina propone nazionalizzazione compagnia petrolifera

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Il Presidente argentino Cristina Fernandez de Kirchner  ha palesato la ferma intenzione del governo di nazionalizzare la più grande compagnia petrolifera del paese, la YPF (Yacimientos Petroliferos Fiscales). La società è di proprietà della spagnola Repsol e la proposta quasi sicuramente vedrà lì approvazione considerata la forte maggioranza al Senato del partito della Kirchner, il Frente para la victoria.

 L’annuncio ha innanzitutto messo in crisi i rapporti del paese con la Spagna e ha attirato le polemiche dei suoi partner commerciali, nonché dell’Unione Europea. Il governo spagnolo ha subito dichiarato che saranno prese contromisure forti contro l’Argentina ela Repsol ha annunciato che la proposta è «evidentemente illegale e gravemente discriminatoria» e che intraprenderà tutte le azioni legali possibili

ssibili.

Il progetto prevede che il governo argentino rilevi il 51 per cento delle azioni di YPF sottraendole interamente a quelle di Repsol, che ne possiede il 57 per cento e resterebbe così con il 6 per cento. Secondo il governo l’industria del petrolio è materia di interesse pubblico e la YPF non ha soddisfatto la sempre maggiore richiesta di benzina e gas dei cittadini argentini. Ciò ha obbligato il paese ad importarli per la prima volta in 17 anni.

 

La YPF è stata fondata nel 1922 e allora era controllata completamente dall’Argentina.Nel 1993 è stata in parte privatizzata e nel 1999 è stata venduta a Repsol.

Kirchner ha sottolineato che non si tratterà di una nazionalizzazione ma solo di un recupero dell’azienda da parte dello stato.

Ciò rientra nell’ambito delle politiche di nazionalizzazione del governo Kirchner che destano preoccupazioni e polemiche.