L’esercito lascia la città: ‘Misurata libera’

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Foto di Chris Hondros a Misurata.

BENGASI – L’esultanza dei ribelli libici: le forze governative hanno perso la città. Da Tripoli notizie su un’intesa aperta tra Gheddafi e le tribù locali.

Le truppe governative sembra abbiano già ricevuto l’ordine di ritirarsi per lasciare spazio alle tribù leali al Colonnello di affrontare i ribelli e porre fine al conflitto nella città.

Le tribù tenteranno un dialogo con i rivoltosi, se questo fallirà e gli insorti non si arrenderanno allora attaccheranno, ha detto il viceministro degli Esteri libico Khaled Kaim, annunciando quella che sarà la nuova strategia del regime, da Tripoli.

Numerori soldati catturati confermerebbero questa tesi.

Il nuovo picco di violenza nella città di Misurata, al centro dello scontro tra ribelli e forze armate del leader Gheddafi, è sfociato in una giornata di duri scontri a Misurata: oltre 24 morti e più di 100 feriti; lo riferisce un medico del principale ospedale della città.

Viene annunciato il primo bombardamento con droni ‘Predator’ da parte del Pentagono, non vengono forniti ulteriori dettagli sulle modalità dell’attacco e sugli obiettivi, di certo si sa che è avvenuto nelle prime ore del pomeriggio (ora locale).

Invio autorizzato da parte del presidente degli stati uniti, Barack Obama, nella giornata di giovedì, con l’utilizzo in Libia dei ‘Predator’, aerei senza pilota da tempo usati dall’aeronautica americana già nelle operazioni in Afghanistan e Pakistan.

Matteo Morreale