Roberto Benigni, laurea honoris causa in Filologia Moderna

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Per l’ottava volta Roberto Benigni si laurea. Adesso è anche dottore in Filologia Moderna.

Il riconoscimento gli viene consegnato dall’Università degli Studi di Cosenza per i 40 anni dell’Unical. Dopo l’intervento del rettoreGiovanni Latorre, il prof. Nuccio Ordine, ordinario di letteratura italiana della facoltà di Lettere, ha motivato la laurea ricordando <<l’importante impegno che Benigni ha profuso nell’avvicinare il grande pubblico alla Commedia e ad altri classici e con le sue lecturae Dantis che hanno suscitato entusiasmo nelle piazze, nei teatri, nelle aule universitarie, nelle trasmissioni televisive, con l’impegno civile con cui ha partecipato alle manifestazione per il 150° dell’Unità d’Italia>>.

Benigni ha ricordato che anche “il suo compagno Berlusconi” si trova tra le liste dei laureati dell’ateneo,  il quale ricevette la laurea in ingegneria gestionale. “Dopo di me – ha aggiunto – manca solo che la diano a Jugale” (maschera della letteratura popolare calabrese, ndr).

Benigni, con il suo immancabile senso dell’ironia, ha proseguito dicendo che “La filologia serve per rendere chiari i testi del passato che sono oscuri. Tra molti anni tradurrà i testi di Bossi e di Di Pietro”.

“Questo è un Ateneo straordinario – ha aggiunto – , stamattina mi hanno fatto svegliare prestissimo ed ho dovuto sostenere 30 esami per arrivare alla laurea. Mi hanno fatto mangiare delle cose che hanno dei nomi straordinari: ‘turdiddri’, ‘scalille’, ‘cullurialli’. E’ una lingua da studiare. E’ la mia prima laurea honoris causa in Calabria ed il mio cuore batte fortissimo. Questa terra mi affascina da tanto tempo”.

Nel teatro auditorium della facoltà, con 500 posti a sedere, è riuscito ad entrare anche l’ormai famoso “cantante senza pubblico” delle “Iene”, Angelo Duro, il quale ha rubato la scena al plurilaureato per qualche minuto cantando “Solo me ne vo per la città…”.

Il premio Oscar ha continuato il suo monologo per più di un’ora ed ha ricordato i grandi calabresi come Campanella, Telesio, Rendano, il garibaldino Domenico Mauro, Folco Ruffo.

«La cultura dà da mangiare, è con essa che i popoli sono cresciuti», ha detto contrastando quanto dichiarato dall’ex ministro Tremonti tempo fa. Infine ha concluso il suo intervento recitando i versi dell’ultimo canto della Divina Commedia.ROBERTO-BENIGNI-HONORIS-CAUSA