Cardinale Bagnasco: non pagare le tasse è peccato. Politica deve regolare finanza

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Il Cardinale Bagnasco, in apertura dei lavori del Consiglio permanente della Cei, ha indirizzato un ammonimento alla politica che, pur essendo necessaria alla vita del paese, deve riuscire e regolare la finanza per far sì che essa sia al servizio del bene generale e non della speculazione. “Sembra che i grandi della terra non riescano a imbrigliare il fenomeno speculativo senza scrupoli. Bisogna denunciare il formarsi di coaguli sovrannazionali tali da rendere la politica sempre più debole e sottomessa, mentre invece dovrebbe essere decisiva”.

Per far sì che gli italiani non stiano facendo sacrifici inutilmente, è necessario crescere e risanare, nonché tutelare le nostre eccellenze. Così ha continuato il Cardinale, durante l’intervento. Inoltre, è fondamentale combattere l’evasione tramite  “un’azione di contrasto seria, efficace, inesorabile alle zone di evasione impunita, e ai cumuli di cariche e di prebende”.

Il discorso si è poi spostate sull’Ici e sulle tasse della Chiesa. Bagnasco ha detto che non pagare le tasse è peccato e che la Chiesa non deve “coprire auto-esenzioni improprie”, ma non richiede nemmeno trattamenti particolari. Richiede solo che non si investano “tempo e risorse in polemiche che, se pur accettiamo in spirito di mortificazione, finiscono per far sorgere sospetti inutili e, in ultima istanza, infirmare il diritto dei poveri di potersi fidare di chi li aiuta”.